martedì 29 settembre 2009

come siamo messi...sempre peggio

Leggo stentando a crederci se non fosse per l'autorità che denuncia l'accaduto che la colpisce tra l'altro in prima persona, che Loredana Lipperini è stata querelata.
Forse allora questa volta ha esagerato, è andata oltre le righe, c'è andata giù pesante!...Macchè la Lipperini ha semplicemente recensito un libro, l'ultimo libro di Lucarelli sulle navi dei veleni e come fa da molto tempo ha voluto condividere con i lettori del suo blog la presentazione del libro...risultato una querela dagli armatori della Jolly Rosso, citati nel libro di Carlo Lucarelli...io non vorrei scrivere altro, perchè ritengo che tutto parli già da se'...non so se Lucarelli stesso abbia ricevuto anche lui una querela ma se così non fosse mi sembra che ancora una volta si è andati a colpire il soggetto più debole, o quello che all'apparenza così sembra, una donna, oltre che una libertà sancita dai più alti codici dei diritti umani, la libertà d'espressione.
Peggio per loro, però, perchè questa volta hanno mirato male il bersaglio purtroppo per loro hanno preso di mira un soggetto tutt'altro che debole, hanno "beccato" una donna con la "D" maiuscola, con una capacità di discernimento e di comunicazione immensamente superiore alla loro capacità vigliacca di rifarsi su chi ritengono più facilmente colpibile.
A Loredana va tutta la mia solidarietà di donna e di chi segue con ammirazione il suo lavoro.

mercoledì 23 settembre 2009

Come siamo messi

Metto questo Post per raccogliere un appello che ormai in rete è diffuso ma dato il tema non è un male se continua a girare...
La questione ruota intorno ad un noto programma tv, della terza rete rai, condotto da un'eccellente giornalista che si accompagna ad altrettanti professionisti, conducendo inchieste scomode, troppo scomode forse visto che per il presente anno, per la prima volta in italia, ancora una volta regina dei record negativi, ai giornalisti del programma non è stata rinnnovata l'assicurazione. Incredibile quanto nel nostro paese si possa pensare e purtroppo poi anche agire facendo le cose più assurde ingiuste e inconcepibili in maniera così tranquilla da farle passare in sordina e all'occorrenza come una cosa normale.
Ma siccome normale non è bisogna parlarne e diffondere per sollevare una propria idea critica sulle vicende poichè per citare per l'appunto la presentatrice del programma: "In questo paese ministri e imprenditori parlano solo con i giornalisti amici. Eppure usano spesso la parola "libertà". Ma se ti prendi la libertà di critica, ti trascinano in tribunale." Milena Gabanelli

sabato 5 settembre 2009

La "naturale" civiltà


Il rapporto tra natura e uomo è un rapporto ancestrale, i più importanti pensatori di tutte le epoche concordano nel dire che l'uomo in natura era un selvaggio senza regole che in nome della propria sopravvivenza uccideva e sacrificava i suoi simili. Uno per tutti Hobbes e il suo "homo homini lupus" nonchè "homo mulieribus lupus" tanto per non escludere anche le donne che da sempre seppur indirettamente hanno partecipato e hanno fatto parte della vita "umana".
E spesso ho sentito accostare il concetto di "natura" alla donna, professando, altri per lei, la sua naturale propensione a fare o ad appartenere ora a questo ora a quello.
Le semantiche femministe vedono anch'esse coloro che professano una "naturalezza" della donna vuoi come richiamo quasi new age vuoi come istintualità più genuina dei bisogni e delle sensazioni delle donne e soprattutto della loro libera esternazione e messa in pratica.
E' inutile dire quale è stato e quanto attuale sia anche oggi il più naturale dei temi legato alle donne: "la maternità", oggetto di riflessioni per antonomasia.
Su questo tema quindi si potrebbe dire e scrivere per ore partendo dai tempi ancestrali, tali a cui risale la dialettica sulla maternità della e nella donna, salvo poi dissertarne gli uomini per le donne stesse ma qui non voglio parlare di quanti hanno detto e deciso in nome delle donne ma riprendendo e soffermandomi sul binomio-assioma della naturalità/maternità parlerò dell'esperienza di questa estate che mi ha lasciato perplessa a dir poco e ha scatenato questa riflessione.
Come si può in nome della "natura" far passare giorni, ore interminabili ad una mamma con in grembo il suo bambino perso? E' quello che è accaduto a mia cugina quando prima di effettuare la miocentesi i medici si sono accorti che il battito cardiaco del piccolo non era più presente e così come una delle cose più naturali, come si potrebbe chiedere più zucchero nel tè, le hanno detto che aveva perso il bambino che portava in grembo da 2 mesi e che l'ultima volta che aveva visto in ecografia qualche settimana prima era più o meno grande come un fagiolino.
Ora queste sono cose che succedono ovvio e ne accadono anche di peggiori, sono quelle cose per cui nessuno può fare nulla, accadono e basta ogni spiegazione, valutazione, responsabilità è demandata a livelli superiori ai quali possiamo solo appellarci, senza sperare di avere una qualche risposta.
Quello che invece è di nostra competenza e per nostra intendo dell'umanità, è quando ad una persona, nella fattispecie una mamma, le si comunica che ha perso il proprio bambino e che deve tornare a casa ad aspettare qualche giorno per favorire un aborto "naturale" che se e solo se non avviene poi sarà allora effettuato in ospedale.
Allora io mi chiedo cosa sia naturale e in nome di quale "naturalezza" si può agire senza il rispetto verso la persona. In natura, se ci riferiamo a quella vera, quella degli animali, dove pure si verificheranno situazioni simili, non c'è la possibilità di poter essere sostenuti, aiutati e seppur in natura, quella animale, non esistono atteggiamenti e comportamenti fini a loro stessi, mentre l'uomo è capace di gesti efferati verso i propri simili completamente intenzionali, gli animali non hanno altra scelta se perdono il cucciolo che stavano "covando", devono sì aspettare che la natura faccia il suo corso. Premesso poi che non sappiamo noi cosa una femmina animale se potesse scegliere, opterebbe e che comunque il lutto e il rammarico per esso esiste anche nel mondo animale, "naturale", non vedo allora perchè avendo la scelta non possiamo usufruirne liberamente in nome della "naturalità".
Perchè noi esseri umani, che siamo o dovremmo essere nella scala animalequello più evoluto, quando ci fa più comodo ci rifacciamo a concetti credendo di alleviare la nostra esistenza e che invece proprio perchè a mio avviso ne vanno contro, ce la complicano? Non rispettando un aspetto che fa parte dell'essere umano, la sensibilità, che può appartenere a livelli maggiori o minori ma che interessa ognuno di noi.
Mi viene anche il dubbio che comportamenti simili siano adottati in nome di una scienza, quella medica, che spera di essere più "professionale", più paradossalmente "razionale".
A voi le vostre riflessioni, le mie le avete appena lette.

domenica 19 luglio 2009

Dedicato a te

Io quando ballo cerco di trovare sempre un buon motivo in me, un'ispirazione? Non proprio quella magari la uso quando preparo le coreografie ma quando salgo sul palco mi piace dedicare quello che andrò a fare a qualcuno in particolare e così è stato anche quest'ultima volta.

Dedicato a te:

martedì 14 luglio 2009

Ricordi di stagione...

Con il caldo si sa la fiacca aumenta e l'appetito a volte langue, non a me purtroppo, e così si cercano piatti veloci ma gustosi, possibilmente unici e allora quale è meglio del Cous Cous, ovviamente sto parlando di quello fresco e non quello che in 5 minuti si fa con l' acqua calda, utilissimo ma certamente un diverso da quello fresco, vabbè come per ogni cosa un conto è la lasagna fatta in casa e un altro è quella confezionata, come dire tutto il mondo è paese.
Sorvolo su come prepararlo perchè ci vogliono giorni se fatto in casa e quindi diciamo che lo compreremo fresco in banchi al mercato o negozi gestiti da arabi e di solito "rivolti" ad un cliente arabo, qui a Roma Piazza Vittorio ma io ad esempio l'ultimo pacco l'ho preso a Porta Portese.
In generale vi consiglio la grandezza media, per questioni di cottura, quello fine si spappola quello grande ci mette di più e può a volte risultare crudino, soprattutto se usate la pentola apposita

composta da due parti nella parte inferiore cuocete le verdure o la carne o il pesce insomma il condimento per il cous cous mi raccomando deve essere brodoso anche perchè mentre cuoce il vapore deve lessare il cous cous che si trova nella parte superiore della pentola.
Oggi ho preparato quello di verdure (il mio preferito) in realtà mi sono arrangiata con quello che c'era in casa (pomodori , carote, melanzane). ho soffritto un di olio e aglio ho poi messo giù le carote e fatte soffriggere poi i pomodori e infine le melanzane che ho fatto un cuocere poi ho aggiunto acqua calda per fare il brodo e lasciato insaporire( faccio così solo per non lessare le verdure che sennò saprebbero di meno) aggiungendo sale, peperoncino ( pochissimo) e ho ultimato la cotture delle verdure nel brodo.
Quando il cous cous è stato pronto ho versato un preparato di quelli da supermercato apposta per il cous cous (Ducros) e l'ho mischiato infine ho aggiunto le verdure e il sughetto e portato tutto a tavola. Una volta servito nei piatti ho aggiunto un altro di brodo delle verdure per renderlo più gustoso ( il cous cous tende ad assorbire in fretta i liquidi).

Ultimi accorgimenti il cous cous una volta cucinato andrebbe fatto riposare un coperto, in realtà ci vorrebbero i piatti tipo questo


ma insomma anche noi in Italia abbiamo dei piatti in ceramica o in coccio, io uso quelli che possono essere una buona soluzione, ultimo trucco se i fori della vostra pentola per il cous cous sono troppo larghi mettete una garza per impedire che il cous cous scenda nel fondo della pentola.
Infine se non avete una pentola per il cous cous potete prendere un buon tegame fondo e mettere uno scolapasta superiore dove lasciare il cous cous a cuocere ( il principio è lo stesso) oppure ancora più semplicemente preparare gli ingredienti separatamente ma certo il sapore ci rimette.
Insomma se non abbiamo proprio tutto l'occorrente possiamo arrangiarci...

Per un tocco proprio arabo, algerino nello specifico...un di menta alla fine invece del basilico o in mancanza o se non vi piace andrà bene lo stesso il basilico che in fondo è pur sempre un prodotto mediterraneo.

giovedì 2 luglio 2009

Anche i più grandi artisti italiani lo ricordano/5

Da "Il Messaggero" del 01/07/2009

Il mio amico Michael Jackson

di Franco Zeffirelli

ROMA (1 luglio) - Avvenne allo stadio Flaminio nel 1988. Organizzammo una festa a casa mia assieme a Quincy Jones, il suo produttore. Invitammo Sofia Loren, che venne con il figlio. E c’erano Arbore, Ramazzotti, Bertolucci... Lui fu sensazionale, gentilissimo, beneducato, per nulla arrogante, un angelo. Indossava la sua uniformetta rossa, era anche innamorato. Non portava ancora i segni delle deturpazioni orrende che i chirurghi gli hanno poi lasciato in faccia. Gli restituii la visita nel 1991, in occasione del matrimonio di Liz, la Taylor, che sposava in abito giallo di Valentino il suo ottavo marito, Larry Fortensky, un oscuro manovale dal quale ha poi divorziato. Ero fra i duecento invitati, compresi i due presidenti Usa Gerald Ford e Ronald Reagan, e Gregory Peck con la moglie, a Neverland, il ranch di Jackson (nella foto con Liz Taylor e Franco Zeffirelli, ndr), che aveva offerto la sua sontuosa dimora, con un parco di piante stupende, al ricevimento di nozze.

Fu fantastico e dolcissimo anche in quel frangente. In un’altra occasione dovevo consegnargli un libro che mi aveva chiesto, e lo facevo con piacere capitai da lui in estate. Era molto caldo, mi dissero se potevo attendere perché Michael riposava ancora. In giardino c’era un sacco di biciclettine, macchinette, giocattoli. Amava stare con i bambini, con dei cuccioletti intorno, ma non ha mai usato loro violenza. Sono state le madri tremende di alcuni, assetate di soldi, a montare storie assurde, coartando i ragazzini perché dicessero certe cose contro Jackson.

Lui ha sempre solo tentato di ricostruire la propria infanzia. Ha sofferto molto. Si è fatto sfigurare, si è lasciato andare al meccanismo dello star system, stritolato dalle operazioni, dai farmaci, dai soldi, dai debiti e ancora dai soldi. Ma era un fenomeno vero. Un talento naturale esploso in tutto il mondo. La sua fine tragica non può non averci colpito. Terribili le descrizioni del suo corpo, ridotto alle sole ossa, con nello stomaco unicamente tracce di medicinali. Michael è stato un bambino dolce e insicuro. E un bambino non meritava questo tragico the end.

mercoledì 1 luglio 2009

Anche i più grandi artisti italiani lo ricordano/4

Dal "LA STAMPA" del 27/06/2009

Mina ricorda Michael Jackson:

Un bambino d'oro e di paura

Se ne è andato un bambino. Che, probabilmente, non è mai stato veramente felice. Un bambino di cinquant’anni. Che non trovava pace nella continua ricerca di modificarsi per unificarsi a un modello che, forse, nemmeno lui aveva ben chiaro. Tante facce, troppe facce e nessuna definitiva, nessuna serena. Se ne è andato un bambino. E con lui se ne è andato il suo talento. Adesso, quelli della musica «dotta», sia classica che jazz, riusciranno a valutare il suo lavoro più serenamente.

Lo avevano soprannominato il re del pop. Termine vagamente derisorio se non dispregiativo col quale si usa definire la corrente musicale di carattere commerciale. Ma lui immagino che ne andasse fierissimo. Era esattamente quello che voleva. Arrivare diritto al cuore di tutti. E il bambino che se ne è andato, lì è arrivato e lì rimarrà. Nonostante la sua storia personale molto dura. Un padre violento che lo segnerà e atterrirà per sempre togliendogli dalla faccia e dal cuore anche il più piccolo segno di spensieratezza. Michael lo aveva dolorosamente svelato prima nella sua autobiografia Moonwalk, poi ne aveva parlato, fino ad arrivare alle lacrime, nell’intervista televisiva di Martin Bashir, nel 2003, dove raccontò che il padre, durante le prove o le sessioni di registrazione, ad ogni errore lo picchiava con la cintura o con qualsiasi altra cosa gli capitasse sotto tiro. Una notte, mentre lui dormiva, il padre piombò nella sua stanza da letto dalla finestra indossando una maschera terrorizzante e urlando a squarciagola. Da allora Michael soffrì di incubi e visse nel terrore che qualcuno lo rapisse.

Non c’è bisogno di scomodare Sigmund Freud per capire che da quel lungo trauma non è mai guarito. Le cifre della sua carriera sono fantasmagoriche, le più alte in assoluto sia come numero di spettatori che come numero di dollari percepiti. Eppure il bambino se ne è andato lasciando un mare di debiti. Un mare di chiacchiere. Un mare di delicati problemi legali. Un mare di parassiti. Un mare di enigmatica equivocità. Ma la musica, purtroppo o per fortuna, la musica non prende in considerazione alcuna piccolezza terrena, la musica rimane al di sopra delle teste dei suoi portatori, la musica svincola dalla storia umana. E il bambino che se ne è andato lascia dietro di sé l’oro della sua arte e il disegno animato delle sue sembianze fisiche.

martedì 30 giugno 2009

Anche i più grandi artisti italiani lo ricordano/3

Dal Corriere della Sera del 28/06/2009



Ascoltai Billie Jean e capii: è un re poi le accuse l’hanno massacrato Dentro di me, MichaelJackson è esplosoquando dall’album di Thriller sentii per la prima volta Billie Jean

di ADRIANO CELENTANO


Dentro di me, Michael Jackson è esploso quando dall’album di Thriller sentii per la prima volta Billie Jean. Ri masi colpito oltre che dal suo modo di cantare originalissimo, dall’innovati vo arrangiamento di Quincy Jones. Geniali gli archi in controtempo a una ritmica scarna dove il basso, in primo piano, la faceva da padrone a sottolin are che stava per arrivare un Re. Già dall’introduzione, infatti, prima ancora di udire la sua voce, ebbi la strana sensazione come se quel basso dal l’aria un po’ ossessiva e quegli archi che come in punta di piedi gli faceva no da controcanto, fossero la sua vo ce. Quasi come ad annunciare: «Ragazzi sono arrivato… per un po’ di tempo ci sarò io…». E lui c’è stato. Le note di quell’introduzione erano il preludio di un qualcosa che stava musicalmente accadendo. Poi arriva la sua voce. E alla fine di quel brano, prima ancora di sentire il resto dell’album, avvertivo già il fragore di un uragano che si sarebbe propagato per tutta la terra.

Settecentocinquanta milioni di dischi venduti. E ora, tutti lì a domandarsi chi l’ha ucciso. La diagnosi di arresto cardiaco, una banalità che dimostra quanto puerili possano essere la fantasia di chi viene colto in errore o l’incompetenza non certo degna di un medico, se si è esagerato nell’iniettare una medicina alla quale si era già assuefatti. Sono appena 48 ore da quando Michael è morto e la parola complotto ha già fatto il giro del mondo.

Ma il vero assassino è davanti a noi, è lì che ci guarda, lo incontriamo tutti i giorni quando andiamo a comprare il giornale o quando guardiamo la televisione. Si può dire che l’assassino ce l’abbiamo in casa, gli diamo da mangiare, da dormire, però non facciamo niente per educarlo a non uccidere. Facciamo finta di non vederlo e ci guardiamo bene dall’incazzarci se la notizia che esce dal piccolo schermo sulla piena assoluzione di Michael Jackson non ha lo stesso risalto di quando invece, per anni, lo hanno infamato accusandolo di molestie sessuali. Per dieci anni i «criminalmedia» lo hanno massacrato nonostante lui si dichiarasse innocente e nonostante nessuna prova sia mai emersa. Lo hanno distrutto, devastato, piegato in due. E quando finalmente avevano l’opportunità di farlo rialzare per il giusto riscatto di fronte al mondo, i media cos’han no fatto? Gli hanno dato l’ultimo colpo di grazia: hanno detto «Michael Jackson è stato assolto». Ma lo hanno detto talmente a bassa voce che la pugnalata infertagli dai media stavolta è stata fatale.

Con l’animo ancora grondante di sangue ha cercato allora di dar voce a quell’innocenza finalmente riconosciuta, in un modo diverso e come sempre geniale. Lo sforzo era sovrumano. Doveva raccogliere le sue ultime forze or mai sbrindellate dalla micidiale macchina del consumismo e così ha annunciato il suo ultimo incontro con i milioni di fan che si sono scapicollati per avere i biglietti ed essere presenti in uno dei 50 concerti-evento a Londra. Per cinquanta giorni avrebbe cantato, divertito e giocato con chi lo ha sempre amato e non ha mai dubitato della sua innocenza. Avrebbe parlato al mondo di quella verità che i media hanno vigliaccamente omesso. Ma il mondo ora lo ha capito!...


lunedì 29 giugno 2009

Anche i più grandi artisti italiani lo ricordano/2

Dal Messaggero del 27/06/2009
di AL Bano


È veramente una grande perdita. Se avesse dominato la vita come ha dominato l'arte sarebbe stato un grande illuminato». A parlare così di Michael Jackson è Albano Carrisi che all'inizio degli anni '90 accusò la star di plagio, per via della somiglianza tra la sua I cigni di Balaka e il brano di Jacko Will you be there, uscito nel 1993. Un caso andato avanti quasi dieci anni e mai chiarito completamente. «La cosa si risolse in maniera lineare -spiega Al Bano- applicando il metodo date a Cesare quel che è di Cesare. E ad Al Bano quel che è di Al Bano. La difesa cercò di dimostrare che entrambi i brani assomigliavano ad un canto popolare indiano. Lui alla fine si accollò tutte le spese giudiziarie e facemmo un accordo per cui dovevamo fare uno spettacolo insieme all'Arena di Verona per la raccolta fondi per i bambini maltrattati nel mondo. Ma stavamo discutendo quando gli piombarono addoso le accuse di pedofilia. E non se ne è fatto più nulla», aggiuge il cantante pugliese.

«Io -dice Al Bano- non ho un brutto ricordo della vicenda: per una volta invece di gossip si parlava di musica. Ad accorgersi della somiglianza fu mio figlio Yari che era un suo grande fan. Lui pensava che avessi venduto il brano a Jackson perchè la casa editrice era la stessa, la Warner. Ma non era così e quindi procedemmo con l'azione legale. Comunque, a me non resta che dire “grazie Michael”, era un grande artista che era rimasto piccolo solo per via della sua vocazione di “Peter Pan”, schiacciato dal padre che gli aveva divorato l'infanzia. Artisticamente posso solo dire chapeau», conclude Al Bano.

Anche i più grandi artisti italiani lo ricordano/1

Dal "Messaggero" del 29/06/2009

di Massimo Ranieri


L’altra sera a Venezia, durante il mio concerto, l’ho visto passare. Gli ho detto “ciao, Michael, ti amo”. Non accetto la morte assurda che gli è toccata, mi consola il fatto di saperlo sempre presente, sempre con noi artisti. E’ stato un grande, nessuno puà negarlo. Resterà come Elvis e Lennon, i fan hanno già cominciato a consegnarlo all’eternità.

La sua vita di successi e problemi, denaro e fobie, eccessi e, a volte, scelte assurde non sono il primo a dirlo è il prodotto di un’infanzia negata. Nel 1964, a 13 anni, ero negli Stati Uniti. Parlo di 45 anni fa, tempi non sospetti. C’era, alla televisione, l’Ed Sullivan Show. Lo guardavo regolarmente, affascinato da quel mondo di professionismo, dalle presenze, dal modo di fare spettacolo. Una sera vidi l’esibizione dei fratelli Jackson, Michael era il più piccolo, 6 anni, si muoveva e cantava come uno, stratosfericamente bravo, di trenta. Quando tornai a Napoli, lo raccontai a tutti. “Vedete che in America si sta nu guaglionciello pazzesco, un fenomeno che balla e canta, un fenomeno vero”. Da allora, Michael è stato questo: un fenomeno.

Psiche bombardata, un padre che lo maltrattava, l’infanzia polverizzata dal lavoro. In certo modo, anch’io ho subito lo stesso esproprio. Sono venuto su in altra maniera e sono diventato un’altra persoma solo perché il mio successo ha fatto i conti con l’Italia, con 60 milioni di persone. Michael si è confrontato non con i milioni, ma con i miliardi di persone. Che in breve gli hanno impedito di uscire, di girare liberamente per la strada, di concedersi qualsiasi anche breve momento di privacy. Cose che, se sei normale, ti conducono alla pazzia; se sei ferito, come lo era lui, ti fanno diventare Jackson.

Al di là di ogni giudizio morale, Michael vive. Musicista, cantante, ballerino (dopo Fred Astaire, che lo volle incontrare, per me c’è solo Jackson) ha segnato un’epoca. Se n’è andato tragicamente come è vissuto. Il resto, comprese le lotte per l’eredità e il baccano mediatico sui debiti, è solo rumore.



domenica 28 giugno 2009

...

The most beautiful song ever:

THANK YOU MICHAEL!!! LOVE U 4EVER AND EVER

sabato 27 giugno 2009

Le grandi persone sanno...

Dal blog di Lisa Marie Presley:

He Knew

Years ago Michael and I were having a deep conversation about life in general.

I can't recall the exact subject matter but he may have been questioning me about the circumstances of my Fathers Death.

At some point he paused, he stared at me very intensely and he stated with an almost calm certainty, "I am afraid that I am going to end up like him, the way he did."

I promptly tried to deter him from the idea, at which point he just shrugged his shoulders and nodded almost matter of fact as if to let me know, he knew what he knew and that was kind of that.

14 years later I am sitting here watching on the news an ambulance leaves the driveway of his home, the big gates, the crowds outside the gates, the coverage, the crowds outside the hospital, the Cause of death and what may have led up to it and the memory of this conversation hit me, as did the unstoppable tears.

A predicted ending by him, by loved ones and by me, but what I didn't predict was how much it was going to hurt when it finally happened.

The person I failed to help is being transferred right now to the LA County Coroners office for his Autopsy.

All of my indifference and detachment that I worked so hard to achieve over the years has just gone into the bowels of hell and right now I am gutted.

I am going to say now what I have never said before because I want the truth out there for once.

Our relationship was not "a sham" as is being reported in the press. It was an unusual relationship yes, where two unusual people who did not live or know a "Normal life" found a connection, perhaps with some suspect timing on his part. Nonetheless, I do believe he loved me as much as he could love anyone and I loved him very much.

I wanted to "save him" I wanted to save him from the inevitable which is what has just happened.

His family and his loved ones also wanted to save him from this as well but didn't know how and this was 14 years ago. We all worried that this would be the outcome then.

At that time, In trying to save him, I almost lost myself.

He was an incredibly dynamic force and power that was not to be underestimated.

When he used it for something good, It was the best and when he used it for something bad, It was really, REALLY bad.

Mediocrity was not a concept that would even for a second enter Michael Jackson's being or actions.

I became very ill and emotionally/ spiritually exhausted in my quest to save him from certain self-destructive behavior and from the awful vampires and leeches he would always manage to magnetize around him.

I was in over my head while trying.

I had my children to care for, I had to make a decision.

The hardest decision I have ever had to make, which was to walk away and let his fate have him, even though I desperately loved him and tried to stop or reverse it somehow.

After the Divorce, I spent a few years obsessing about him and what I could have done different, in regret.

Then I spent some angry years at the whole situation.

At some point, I truly became Indifferent, until now.

As I sit here overwhelmed with sadness, reflection and confusion at what was my biggest failure to date, watching on the news almost play by play The exact Scenario I saw happen on August 16th, 1977 happening again right now with Michael (A sight I never wanted to see again) just as he predicted, I am truly, truly gutted.

Any ill experience or words I have felt towards him in the past has just died inside of me along with him.

He was an amazing person and I am lucky to have gotten as close to him as I did and to have had the many experiences and years that we had together.

I desperately hope that he can be relieved from his pain, pressure and turmoil now.

He deserves to be free from all of that and I hope he is in a better place or will be.

I also hope that anyone else who feels they have failed to help him can be set free because he hopefully finally is.

The World is in shock but somehow he knew exactly how his fate would be played out some day more than anyone else knew, and he was right.

I really needed to say this right now, thanks for listening.

~LMP

venerdì 26 giugno 2009

Addio...

giovedì 25 giugno 2009

Inge e i suoi pensieri

Inge ha aperto un suo blog...




Una leccatina a tutte/i.

martedì 16 giugno 2009

Chi dice Inge, dice...






Chi dice Inge, dice insofferenza, sì verso il tempo mancano 1 mese e 2 settimane e poi potrò vedere e soprattutto portare a casa la piccola Inge che avrà 2 mesi, è nata il 30 maggio e ora se ne sta beata con la sua mamma, (che caratterino! Ho ancora un livido e il morsetto sul ginocchio :) .
Nel frattempo cerco di prepararmi, ho letto di tutto di più sui bassotti anche per quello che il padrone dei genitori di Inge, quando sono andata lì a vederli mi ha detto: "MAi avuto un bassotto?"... °_°, in che senso, perchè? ; "Sai che sono un pò tosti hanno un caratterino, vanno educati!"; bene allora ne approfitto per istruirmi e così passo da un sito all'altro, da un articolo all'altro ormai sono un'esperta della razza, dalle nozioni accademiche di standard dell'Ente Nazionale Cinofilia Italiana ai consigli più quotidiani di chi con i bassotti ci spende tutto il giorno insieme.
Così ecco che sto preparando anche la casa fuori dove Inge avrà tutto il giardino per sè, tranne quella settimana che verrà mia madre con Lilly :) e lì forse saranno dolori ma almeno cominceranno a conoscersi e magari anche qui a roma piano piano conviveranno, certamente Lilly sarà quella più scocciata all'inizio anche perchè
Inge da buona cucciola ci
vorrà giocare e magari le prenderà anche qualche giochino ma sono sicura che alla lunga Lilly se ne farà una ragione.
Allora ho già comprato guinzaglio e ciotolina per la pappa tutto rigorosamente rosa shocking come si addice ad una signorina, per il collarino mi sto attrezzando visto che a 2 mesi avrà un collo così piccino che le prenderò per ora un collarino da gatto ma quelli visti fin'ora non mi convincevano, ehmm vabbè dai ne voglio uno un pò fashion, per carità niente stranezze alla pelle di coccodrillo o svarosky ma qualche colore vivace e magari delle decorazioni.
Poi ci sarà un salto da Ikea dove ci sono varie cuccette inetressanti nonchè il lettino che essendo ben rialzato da terra potrebbe essere utile per la casa fuori dove c'è molta umidità e si sa i bassotti possono soffrire di reumatismi...insomma bisogna pensare a tutto ma proprio tutto e allora perchè non pensare anche alle zanzare, visto che il Lazio purtroppo è una zona endemica e allora perchè non occuparsi anche delle zanzariere alle finestre?Detto fatto così il primo fine settimana a disposizione avrò un bel pò da fare tra scartavetrare i muri ridipingere e montare zanzariere ma come ogni buona "mamma" cosa non si fa per loro... :)
E poi negozi di animali a go-go per cercare collarini, cuccette, giochini ...aspettando con impazienza l'arrivo di Inge! E intanto mi guardo e riguardo le foto neanche mi apsettassi che da un minuto all'atro prendessero vita!.

lunedì 25 maggio 2009

A. A. A. Avviso a tutti...

Eccoci arrivati a fine anno accademico danzereccio e così per tutti voi, per tutti quelli che ma quando balli?, ma dove posso venirti a vedere?, ma quando posso vedere Salua ballare? :)...
Detto, fatto:
Vi aspetto numerosi, gossi premi e cotillion...scherzo ma uno spettacolo meraviglioso e magico vi attende, buona emozione! 

biglietto: 10,00€
info@salua.it
cell. 3383421276


mercoledì 13 maggio 2009

Attenzione, l'avete vista?

Dal sito: 
www.animalipersieritrovati.org:

Cane Bassotto Tedesco
08/05/09

Nome: Asia
Sesso: femminaSterilizzato: No
Età: 10,5 anni

Villa Ada
Roma (RM)


Tatuaggio: No     

Microchip: 380098100667771 

Asia e' di taglia piccola, a pelo corto e ruvido, manto marrone. Porta un collare di cuoio marrone. Segno ident.: poco pelo sulle orecchie 

Contatto: Signora Marion
Telefono/Cellulare: 335.8316553

A.A.A.

Attenzione:


Dal sito www.bassottisti.it:

Trovato sulla Circonvallazione Gianicolense a Roma 
cane bassotto maschio colore nero focato circa 2 anni, pettorina gialla, con microchip 981100000126353 non registrato alla anagrafe canina ma registrato all'enci entrato il 25/03/2009 al canile di Roma Muratella matricola 461-09 contattate l’URS (ufficio ritrovamenti/smarrimenti) del canile comunale di Roma Muratella - Via della Magliana N. 856 - Roma dal
 lunedì al venerdì ore 10-17, sabato 10-13 06/67109550oppure Cell.Urs 340/4556510acceso dal lunedì al venerdi 10.00- 15.00 escluso sabato e domenica e mail:persiotrovati@corrieredelcanile.org

Buddy, bassotto di 8 anni cerca casa (10.5.2009) 
Buddy è un piccolo bassotto di circa 8 anni. Della sua vita prima che arrivasse in canile non sappiamo nulla. 
Abbiamo imparato a conoscerlo oggi in canile. E' stato sicuramente abituato a vivere in famiglia visto che non si è mostrato ne timido ne impaurito. Appena l' abbiamo visto nel suo box non siamo riuscite a lasciarlo li' e l' abbiamo subito tirato fuori per farlo camminare un po' nell' erba e fargli le foto!! E' bellissimo, piccolo e affettuosissimo!!! Ci scruta in continuazione aspettando che qualcuno ricambi il suo sguardo e non appena succede si mette a correre con le sue piccole zampine nella nostra direzione sperando di ottenere qualche carezza. E' curioso e pieno di vita, oggi ci ha riempito di baci, tutte quante, senza eccezioni!!! L'abbiamo portato in passeggiata ed è stato bravissimo, ubbidiente e con tanta voglia di visitare, sentire gli odori dell' erba. Era felice il nostro Buddy mentre si sgranchiva le zampette! Purtroppo noi abbiamo potuto dargli solo un assaggio di quello che lui meriterebbe, solo venti minuti di attenzioni durante i quali lui non ha fatto altro che scodinzolare! Poi abbiamo dovuto rimetterlo nel suo box e mentre noi ci allontanavamo lui ci guardava ,tentando di attraversare le sbarre con il suo musino. In canile stanno arrivando sempre piu cani e purtroppo le attenzioni per ognuno di loro diventano sempre meno. Buddy è irresistibile, occupa pochissimo spazio e chiede solo un po' di affetto. E' adatto a singoli, famiglie, persone anziane, conquista tutti, basta incrociare il suo sguardo!! 
PER INFO CONTATTARE: 
LAURETTA 3407887738 lally68@gmail.com 
ILARIA 3406414006 ilariagiavazzi@alice.it 
KATHY 3405483459 kathykelly@alice.it



Questione di "Bassi"



Sapete quanto io ami i bassotti e se non lo sapevate ora ne siete a conoscenza, sarà stata la canzone d'infanzia di Gianni il bassotto...ricordate? Il polizziotto...chi ha rubato la marmellata? chi lo sa! :), vabbè dicevamo, che la mia passione per questa razza è rimasta latente fino a qualche anno fa, poi da qualche mese a questa parte si è scatenata e ora forse si potrà realizzare anche se non senza difficoltà, visto che in pratica nessuno mi appoggia in questo e convivere con mamma, cane e compagno contrari non è il clima migliore nel quale far arrivare una cucciolotta ma mi armerò di lame tra i denti, bandana e scimitarra e poi si vedrà.

Questi simpatici cagnolini pur piccoli hanno un caratterino niente facile, sono affettuosi ma allo stesso tempo testardi e caparbi nonchè permalosi, infatti sono pur sempre cani da caccia! L'avreste mai detto???.




Foto di un simpatico bassottino a pelo duro presa da internet

Ho deciso di attivare un nuovo post dove pubblicare alcuni annunci relativi a bassotti persi o trovati a Roma nella speranza che i leggittimi proprietari possano ritrovare i propri amati compagni e viceversa.


mercoledì 29 aprile 2009

Giornata Mondiale della Danza

Tutto il nostro meraviglioso gruppo di danza di San Pietro con al capo  la nostra insegnate Salua!

Oggi, è la giornata mondiale della Danza!!! E' stata istituita dall'UNESCO nel 1983 per ricordare il giorno della nascita del coreografo più famoso del XIX secolo, fautore del balletto moderno: Jean-Georges Noverre (1727-1810).

Tantissime le iniziative nel mondo, spontanee o organizzate dalle scuole di danza tra spettacoli, mostre, lezioni gratuite, l'unico rammarico è che anche per questo anno non sono riuscita a organizzare qualcosa ad hoc, come può spesso succedere si va sempre di corsa e alla fine ti ritrovi che la data è vicina e tu non sei riuscita ad organizzarti, un pò come per il Natale e i regali all'ultimo momento.

Comunque c'è da dire che fortunatamente in questo periodo la danza sta riscuotendo un forte interesse, è di pochi giorni fa l'avvio su Rai Due di un nuovo programma tutto incentrato sulla Danza, "Academy" con insegnanti del calibro di Raffaele Paganini; si è sempre relativamente da poco concluso anche un altro reality come Amici i cui provini sono già in atto e dove questo anno si è riconosciuto l'Hip-pop come materia a se' come dire un rango di stile di danza vero e proprio ( era ora, ogni stile ha la sua dignità, richiede studio e tecnica non solo la danza classica).
Insomma fa piacere sentire nell'aria che l'amore per la danza è sempre vivo e forse lo è sempre stato bastava darle un pò di spazio per far si che anche noi stessi ce ne accorgessimo: danzare è una necessità dell'anima!.

Buona danza a tutte e a tutti...



mercoledì 22 aprile 2009

E Giappone sia...

Rivisitazione moderna di un Samurai (Pucca!)


A Roma e Milano sono presenti due grandi mostre dedicate al Giappone, ho già parlato dell'interesse che ho verso questo paese da un po' di tempo a questa parte e a quanto pare questa attenzione all'oriente più oriente che c'è, riguarda un po' tutti.

Al Muse del Corso fino al 7 giugno ci sarà il maestro Hiroshige, che con la sua pittura ha ispirato prima di tutto i suoi connazionali ma anche pittori occidentali come Van Gogh presente anch'esso alla mostra con riproduzioni ad altissima risoluzione delle opere che fece ispirato da Hiroshige e che appunto, nella mostra, vengono affiancate alle opere del maestro giapponese per evidenziarne l'influenza che queste hanno avuto.

Per entrare alla mostra vera e propria c'è da passare per un vero e proprio giardino zen giapponese con un ponticello in legno, ghiaia e un ruscelletto, tra lanterne rosse, rumori della natura giapponese per ritrovarsi tra porte scorrevoli e infine alla grande porta rossa, quella che apre al tempio scintoista e in questo caso alla mostra vera e propria suddivisa in quattro sezioni.

A Milano invece la Fondazione Mazzotta, che mi ricordo di aver per la prima volta conosciuto quando abitavo a Lugano per la mostra che fece su Klimt molti anni prima che arrivasse a Roma qualche anno fa e alla quale non andai proprio perché ero già stata a quella a Milano, con il mio bel trenino che da Chiasso in mezz'ora mi ha portato alla stazione Centrale e da lì con la metro alla mostra, uno dei regali che mi fece il mio papà (poverino l'avrò proprio stressato ai tempi!).
Dicevamo quindi che a Palazzo Reale c'è la mostra dedicata ai "Samurai" con le loro vere armature esposte ma la cosa ancora più carina è che nella Sala delle Conferenze ogni giorno si terranno incontri sul cinema, musica giapponese, sulla cerimonia del tè, sull'arte del bonsai, sulla casa dei samurai e anche sull'animazione (immancabile!)...mi sta venendo una voglia di partire...

C'è stata poi anche un'ulteriore mostra sempre sull'arte giapponese e purtroppo sempre a Milano riguardante le sculture Netsuke, quelle piccolissime miniature, perfette e armoniose, ricavate dall'avorio o dall'osso non ricordo, che venivano usate anche a volte come bottoni e che oggi invece si vendono a carissimo prezzo dagli antiquari, perché comunque vere e proprie sculture ma che ormai è stata chiusa il 19 aprile.

Una bellissima pagina di cui lascio il link che rende tra l'altro bene idea della professionalità della Fondazione Mazzotta è questo link in cui potrete trovare la presentazione della mostra sui samurai, il filmato messo su youtube e un simpatico giochino da fare con le maschere dei samurai, la mappa di google con le zone in cui i samurai erano suddivisi e le loro relative armature, nonché una foto 3D da gestire e osservare per bene.

E io mi sa che parto... :)


 

martedì 21 aprile 2009

I favolosi anni '30

Angelina Jolie nel suo ultimo film

Non so perchè ma ritengo quegli anni simbolo di femminilità, eleganza ed intrigo, saranno anche le dive dell'epoca, Marlene Dietrich in testa.
Sarà perchè mi ricordano i tempi della mia nonna, che rivivo dalle foto della sua giovinezza, sarà perchè mi piacciono i cappelli e le gonne non necessariamente corte per non parlare del trucco, semplice ma che mette in risalto tutto quello che c'è da risaltare in primis occhi e labbra e poi lo smalto di rigore, preferibilmente rosso lacca e  i capelli...
Sarà per tutto questo insieme di cose che anche la moda da un pò di tempo si rifa a questo periodo anche se in versione modernizzata come Dior (modelle, in alto, alle sue sfilate con pettinature anni '30 riviste in chiave moderna con tantissime mollettine nell'acconciatura o i modelli di John Galliano, sempre per Dior, a destra) o 
Ferragamo  con le
 scarpe (in basso il modello Lady Sarah, rosso)
o la Burani
 per i cerchietti ma di quelli da sera che non costano meno di 200 euro. Se invece volete essere un pò retrò anche voi per una sera magari basta andare da Accessoriez e prendere per modici 30 euro 
un cerchietto altrettanto da sera, tutto di velina nera, che poi magari potete personalizzare con brillantini, piume o tutto quello che la vostra fantasia e buongusto vi suggerisce, che è senz'altro più economico ma pur sempre d'effetto, un pò di smalto laccato e trucco evidente su occhi e labbra, una piastra per capelli con cui farvi dei bei capelli ondulati o arricciati all'insù per chi ce li ha lunghi, delle scarpe in stile che si trovano nei normali negozi di scarpe o delle ballerine magari tutte glitterate e un abitino morbido che accompagna le forme... voilà il gioco è fatto senza per forza spendere un capitale dalla testa ai piedi.                                                     
                                                                                                                                                                                      

venerdì 17 aprile 2009

Voglia d'oriente


Non so perchè, forse in un'altra vita sarò stata sicuramente asiatica, ora non guardiamo il capello: cinese, indiana, giapponese, non so..., ma in questo periodo la mia mente rimane sempre più affascinata da quell'area geografica e soprattutto dal Giappone, una cultura in cui sotto certi aspetti mi ritrovo.
Mi sta balenando l'idea di iniziare un corso di lingua giapponese anche se ora all'Istituto di cultura non ne sono previsti ma non demordo, dicono che sia una lingua facile..mah! Conoscere una cultura non è mai facile, sicuramente divertente, almeno per me, ma comunque impegnativo anche perchè senza impegno non ci sono risultati, eh eh ve lo avevo detto che sono stata un'asiatica una volta!.

Tutto è cominciato per caso, come nelle migliori tradizioni, dal ritrovamento di una vecchia lanterna di mio padre, credo di averne parlato anche qui, e da lì l'idea di ristrutturare la stanza degli ospiti in stile giapponese, da qui attraverso stampe, dipinti, arredamenti la curiosità e l'affascinazione per un paese lontano e forse a volte ostico da capire ma sicuramente con una storia culturale ricca almeno e se non di più di quella Europea.

Per ora so veramente due parole di numero in giapponese e più o meno come si costruisce una frase ma l'impresa non mi spaventa in fondo se sono sopravvisuta alla grammatica tedesca possso farcela anche con il giapponese! :)

L'unica remora è un pò la cucina ..il shushi non mi piace proprio ma la tempura mi fa impazzire :) ma vabbè non sarà l'unico modo per poter praticare la lingua il dover andare a mangiare giapponese... 
E' affascinante questa cultura che da sempre ha cercato di conciliare la tradizione e  la modernità e che ancora oggi è così contraddittoria ma continua a stupirci con la semplicità delle piccole cose, come la festa dell' Hanami (guardare i fiori) una festa in cui tutti si riuniscono sotto i peschi in fiore che annunciano la primavera e fanno un bel pic nic con i familiari, gli amici insomma le persone a cui si vuole più bene per guardare i fiori, certo è tutto molto romantico soprattutto per un paese poi così sempre frenetico ma il giappone è affascinante anche per questo, no?
E poi la concezione dello spazio, degli spazi mi piacerebbe anche fare in giardino un piccolo giardino zen con rocce e sentieri anche se la presenza di un ruscello o comunque dell'acqua sarebbe fondamentale ma per ora faccio quello che posso visto che il giardino è ancora tutto un pò da metetre a posto di suo... :)




mercoledì 25 marzo 2009

A tutte quelle che...


Voglio dedicare questo post a tutte quelle donne che conosco, che si alzano al mattino presto per andare in ufficio, quel posto squallido e grigio ( a volte anche fisicamente) e che si stampano un sorriso più o meno credibile per tutti e tirare "innanzi" la giornata; 
voglio dedicarlo a tutte quelle donne che conosco che cercano di dare il meglio di sè in ogni cosa che fanno anche quando cucinano solo un piatto di pasta, perchè lo fanno per qualcuno a cui vogliono bene;
lo dedico a tutte quelle donne che conosco che vorrebbero piangere ma trovano invece sempre un motivo per sorridere; 
a tutte quelle che trovano uno spiraglio anche nel buio, perchè la vera forza di una donna è quella di tenere sempre presente di essere una Donna. 

mercoledì 18 marzo 2009

Bisogno di aria...


E' quasi un mese ormai che non riesco a passare una giornata senza dire che sto poco bene, tiro avanti, ho tirato avanti ma poi ecco che il fisico non risponde più neanche alla mente e a modo suo ti dice cosa pensa dalla sua irrazionalità anche quando il tuo cervello invece sa cosa sarebbe la cosa giusta, e invece c'è lui a ricordarti che il freno ogni tanto va tirato anche quando pensi che basta poco e puoi farcela all'arrivo, lo fanno tutti, bisogna farlo e quindi perchè tu non dovresti...ma io non posso, evidentemente.
Il mio corpo è un ricettore che ha bisogno di aria, ossigeno e colori, ha bisogno di profumi, aromi e luce più del cibo per vivere e la sopravvivenza quotidiana è un'altra cosa.

martedì 10 marzo 2009

Chi nasce cerchio non può morire quadrato(ovvero sabato sera)


Ebbene finalmente sabato 07/03/2009, c'è stato il matrimonio tanto atteso nel quale mi sono esibita.
Il posto era bello come tutti i posti un po' isolati e come tale anche difficle da raggiungere, c'è chi con tanto di navigatore Tom Tom si è perso, per fortuna la vecchia e buona prassi del" tira giù il finestrino che chiedo" ha funzionato meglio, così sono arrivata puntuale alle 22.00.
Ho iniziato una mezz'oretta dopo e per i primi tre pezzi non ci ho capito, si può dire nulla, 
visto che la musica non si sentiva ma non mi sono fatta prendere dal panico e nonostante avessi preparato delle coreografie, senza più punti di riferimento, ho improvvisato.
Il pezzo delle percussioni è stato quello più difficile oltre che per la musica, tremenda ma bellissima :) , anche perché ho dovuto, per volontà della sposa, infiltrarmi tra gli ospiti e oops ad un certo punto ho sentito le gambe di legno sullo shimmy e lì sì mi è preso un po' il panico, memore però dei consigli altrui ho mascherato con un sorriso a 48 denti anche se forse dato l'occasione era un po' troppo tirato ma tanto per fortuna il brano era breve.
Con mia grande sorpresa, perché è stato il brano che non avevo coreografato, ho dato il mio meglio nel baladi, nel quale piano piano ho preso coraggio e mi sono incamminata verso il tavolo della famiglia marocchina che mi ha accolto all'inizio del brano sull'accento pronunciato col bacino con il loro tipico urlo e alla fine del pezzo il papà della sposa mi ha guardato quasi con commozione salvo poi nel camerino, raggiungermi il testimone dello sposo per dirmi che erano in visibilio e si erano messi a cantare e ballare, avevo scatenato il selvaggio che era in loro.
Gli ultimi due pezzi invece sono stati pop egiziani per invitare gli ospiti a ballare e così è stato almeno per quelli marocchini, gli italiani mi guardavano invece come degli scolaretti che abbassano lo sguardo quando al maestra vuole interrogare...e così la serata è volata e senza accorgermene ho finito all'1 ! stanca ma felice nonostante tutto per l'impegno messoci, per lo sforzo oltre le condizioni di salute, per la serietà che ci ho messo nel rispettare gli impegni presi a dispetto invece dei soliti furbetti, come si dice: "Ogni mondo è paese".

venerdì 27 febbraio 2009

L'Iran e le sue danze...



Appena tornata dall'esibizione delle allieve di Maria Luisa Sales, ancora completamente rapita dalle coreografie secolari riproposteci nella loro raffinatezza.
Ci sarebbe molto da dire ma temo di non avere abbastanza conoscenze per commentare perciò se dico cose scontate o magari inesatte, abbiate la compiacenza di sapere che su questo tipo di danze non ho molti elementi, mio malgrado, culturali, quindi posso dire solo in base a quello che conosco di più come al danza egiziana e alle mie emozioni e a cosa mi è arrivato. 
Le danze dell'Iran sono molto diverse 
dallo stile della danza del ventre, egiziana per antonomasia, hanno un fascino però tutto loro 
ugualmente, le braccia sono molto morbide, quasi sullo stile indiano, più che orientale nel 
senso appunto di arabo, si avvicinano molto infatti alla tribal, così come la mimica facciale 
che ricorda le danze classiche indiane e che spesso sono fatte in gruppo, soprattutto quelle dell'Azerbaijanm e le musiche poi ti trasportano in pieno lì dove si svolge la scena, con musicisti virtuosi che ti catturano, ti coinvolgono... da una mille e una notte...