giovedì 10 giugno 2010

Il segugio perfetto

Lo so, lo so me lo ero prefissata, mi ero allenata, me lo sono ripetuta fino alla noia, ho ripassato a mente la scena i giorni precedenti...dovevo solo entrare, andare direttamente alle casse, ritirare l'ordine e uscire...facile e indolore ma niente, no, non ci sono riuscita!.
Sono entrata ma...ho virato subito verso la libreria...tutta! Mi sono fatta un bel giro anche lì dove non vado di solito: fantasy, horror, fiabe,...eh sì mi sono fatta proprio un bel giretto con una flemma degna di una perditempo altro che donna in carriera, mi sono presa un bel pò di tempo, il mio tempo.
Così guardando tra le novità, le offerte, i reparti più disparati non avevo nulla di particolare in mente ma poi...eccoli lì, sì le ultime novità dei Bassotti, e come non accusare il colpo, in fondo siamo in estate, finalmente! E io d'estate leggo sempre libri gialli.
Questa collana della Polillo editore, i bassotti, è dedicata ai grandi giallisti di un tempo ai livelli di una Agatha Christie per capirci ma forse meno conosciuti al grande pubblico anche perchè per la maggior parte appartenenti all'epoca d'oro del giallo degli anni '20 / '40.
Forse vi sarà capitato di vederli tra gli scaffali, è una collana con la copertina tutta rossa con l'inconfondibile immagine del bassotto, segugio d'eccellenza, a far capolino in alto a sinistra.
Mi piace parlarvi di questa iniziativa editoriale, Polillo editore infatti propone collane dedicate a fuoriclasse, a prodotti sicuramente inusuali, forse demodé ma estremamente raffinati, come appunto quella dei bassotti "Mistery Collector's Edition"e badate bene lo so che sono di parte amando particolarmente questa razza ma qui vi giuro il mio apprezzamento è obiettivo anche se non nego il fascino indiscusso di quella sagoma in copertina che sono sicura avrà catturato l'attenzione di più di qualcuno di voi...
Ve la consiglio per la qualità delle opere tradotte, alcune inedite in Italia, la cura dell'impaginazione, della presentazione degli autori e perchè no del prezzo abbordabilissimo per la qualità del prodotto.
Ogni libro per quanto in brossura ha una sorta di sovracoperta di cartone su cui si avvolge la copertina, un buon compromesso tra copertina rigida e la minimale e diciamolo pure britta brossura!.
I libri si aprono con la presentazione della collana I bassotti, Mystery Collector's Edition, alla fine del libro invece la biografia dell'autore, l'eventuale scheda di un altro libro dello stesso autore presente nella collana e infine la collana stessa con i titoli ed i relativi numeri di riferimento.

Tra i tre titoli nuovi ho scelto "Il gatto e il topo" di Chriastianna Brand, autrice anche della trilogia di "Tata Matilda", portata al cinema dal film con Emma Thomson del 2005; di tutt'altro genere questo libro come gli altri di genere mystery.
La cosa che più mi ha incuriosito è il fatto che la scrittrice in questione ,oltre ad essere stata una ballerina ed insegnate di danza, ha cominciato a scrivere gialli per sfogare le sue fantasie omicide nei confronti di una collega odiosa, indubbiamente un buon metodo, certo non adatto a tutti.
E'inutile dirvi che ho già finito il libro, quasi trecento pagine lette in una decina di ore frastagliate! :D ed è altrettanto inutile dirvi che mi ritroverò presto a girovagare in libreria alla ricerca di altri titoli, in fondo l'estate è appena cominciata!

L'inizio del libro comincia così:
"A intervalli di una settimana, tre giorni, due settimane, anche un mese intero, Miss La -Vostra-Amica toglieva le sue eleganti scarpe a tacco alto dall'elegante scrivania rosa del suo ufficio nella piccola e brillante rivista Girls Together e, chiudendosi piano alle spalle la porta dipinta di rosa, percorreva il lungo corridoio fino alla porta dipinta di rosa dell'ufficio di Miss Facciamoci- Belle, la spalancava e annunciava in tono ogni volta più drammatico: "Un'altra lettera di Amista!"...".

sabato 23 gennaio 2010

La Grazia, il potere e...


Ieri dopo un pò di fila e molto freddo sono andata a vedere la mostra a Palazzo Venezia sul "Il Potere e la Grazia" e non saprei se consigliarvela o meno ed è strano innanzi tutto perchè credo sia normale dopo aver "vissuto" qualcosa che si abbia un'impressione o positiva o negativa ma in questo caso invece c'è solo incertezza, è strano poi ancora perchè di mostre a Palazzo Venezia ne ho viste almeno altre tre e tutte molto belle, questo palazzo infatti si presta bene per spazi, illuminazione e pareti espositive sempre però a patto che siano appunto sfruttate bene; il tema e l'intento potevano essere interessanti ma forse questa volta l'organizzazione non è stata delle migliori; l'ambiente era assai scuro, che a più di qualcuno è girata la testa, la luce sui quadri rifrangeva e alla fine risultava più di intralcio alla vista che non funzionale ad una migliore visibilità, forse tra l'altro perchè ho ancora in mente l'ottima realizzazione di un regista di teatro come Luca Ronconi per la mostra di Sebastiano del Piombo, ma sentendo anche i commenti di chi era con me e di chi si è trovato nella mia stessa sala forse non è solo un mio nostalgico ricordo. Lo spazio è stato modellato, come naturale che sia per ogni mostra, per le esigenze delle opere e soprattutto sul loro numero ma qui è stato rimpicciolito un pò troppo a volte, le didascalie dei quadri erano affiancate, forse nell'intento, da riproduzioni in miniatura di altre opere simili di altri artisti ma confondevano solamente anche perchè questo intento non era stato spiegato nè esplicitato da nessuna parte percui in realtà rimane solo questa mia personale interpretazione e quindi non si sa se erano opere presenti che sono state tolte o solo un esempio dell'iconografia per similitudine.

Le spiegazioni delle sale a volte si trovavano alla fine delle sale stesse e questo, in mancanza tra l'altro di un libretto esplicativo della mostra suddiviso appunto per sale che nelle altre mostre lì allestite c'è sempre stato, non aiutava ancora una volta alla comprensione del lavoro fatto nè dell'intento voluto, c'erano poi spezzoni di filmati sulla vita di San Francesco e anche un altro filmato che non ricordo, e già anche questo la dice lunga, proiettati lì senza un minimo di didascalia.

Insomma come si vede forse alla fine si capisce la mia reale impressione che comunque resta ambigua perchè l'arte secondo me vale sempre e comunque la pena di essere vista se poi è organizzata bene diventa anche piacevole. Ve la consiglio alla fine solo perchè è gratuita fino alla fine del mese in quanto è arrivato dal Louvre un quadro di Leonardo "San Giovanni Battista".

L'unica nota positiva e folkloristica è stata conoscere durante la lunga coda persone curiose: signore appassionate di arte che con i loro borghesi mariti vanno per mostre elargendo ai turisti nozioni culturali oltre che sulla mostra, sui pittori anche su Roma e i suoi locali e si possono trovare veri esperti di arte, a loro detta, come è successo ieri: un signore alquanto folcloristico nei suoi colori arancio, blu, giallo e verde vestito che sosteneva di essere uno dei massimi esperti di Leonardo DA Vinci e che era venuto a vedere il "falso" Leonardo, poichè a sua detta un esperto conoscitore dell'anatomia umana come Leonardo non avrebbe mai fatto un quadro con un soggetto che ha una sproporsione tra il braccio e l'avambraccio e un dito con 4 falangi.

Chissà magari è solo un pazzo che si crede forte della sua follia tanto da scrivere al presidente della Repubblica e a Sarkozy in persona per diffidarlo dal "vendersi" l'opera come un Leonardo o forse ha veramente ragione e tra qualche anno o secolo scopriranno che è veramente una bufala e il pazzo di turno, colui che aveva avuto il coraggio di Davide contro Golia, avrà il suo giusto merito o forse no ma è stato già solo questo incontro un buon motivo per essere andata alla mostra.

Se volete approfittare per voler andarla a vedere visto che è gratuita armatevi di santissima pazienza poichè la fila nei week end gira tutta intorno al palazzo stesso fino ad arrivare a Piazza Venezia ma se vi capitano dei compagni di coda particolari come è successo a me il divertimento è comunque garantito e chissà magari anche voi tra qualche anno potreste dire di aver conosciuto l'unico vero scopritore del falso Leonardo.

martedì 29 settembre 2009

come siamo messi...sempre peggio

Leggo stentando a crederci se non fosse per l'autorità che denuncia l'accaduto che la colpisce tra l'altro in prima persona, che Loredana Lipperini è stata querelata.
Forse allora questa volta ha esagerato, è andata oltre le righe, c'è andata giù pesante!...Macchè la Lipperini ha semplicemente recensito un libro, l'ultimo libro di Lucarelli sulle navi dei veleni e come fa da molto tempo ha voluto condividere con i lettori del suo blog la presentazione del libro...risultato una querela dagli armatori della Jolly Rosso, citati nel libro di Carlo Lucarelli...io non vorrei scrivere altro, perchè ritengo che tutto parli già da se'...non so se Lucarelli stesso abbia ricevuto anche lui una querela ma se così non fosse mi sembra che ancora una volta si è andati a colpire il soggetto più debole, o quello che all'apparenza così sembra, una donna, oltre che una libertà sancita dai più alti codici dei diritti umani, la libertà d'espressione.
Peggio per loro, però, perchè questa volta hanno mirato male il bersaglio purtroppo per loro hanno preso di mira un soggetto tutt'altro che debole, hanno "beccato" una donna con la "D" maiuscola, con una capacità di discernimento e di comunicazione immensamente superiore alla loro capacità vigliacca di rifarsi su chi ritengono più facilmente colpibile.
A Loredana va tutta la mia solidarietà di donna e di chi segue con ammirazione il suo lavoro.

mercoledì 23 settembre 2009

Come siamo messi

Metto questo Post per raccogliere un appello che ormai in rete è diffuso ma dato il tema non è un male se continua a girare...
La questione ruota intorno ad un noto programma tv, della terza rete rai, condotto da un'eccellente giornalista che si accompagna ad altrettanti professionisti, conducendo inchieste scomode, troppo scomode forse visto che per il presente anno, per la prima volta in italia, ancora una volta regina dei record negativi, ai giornalisti del programma non è stata rinnnovata l'assicurazione. Incredibile quanto nel nostro paese si possa pensare e purtroppo poi anche agire facendo le cose più assurde ingiuste e inconcepibili in maniera così tranquilla da farle passare in sordina e all'occorrenza come una cosa normale.
Ma siccome normale non è bisogna parlarne e diffondere per sollevare una propria idea critica sulle vicende poichè per citare per l'appunto la presentatrice del programma: "In questo paese ministri e imprenditori parlano solo con i giornalisti amici. Eppure usano spesso la parola "libertà". Ma se ti prendi la libertà di critica, ti trascinano in tribunale." Milena Gabanelli

sabato 5 settembre 2009

La "naturale" civiltà


Il rapporto tra natura e uomo è un rapporto ancestrale, i più importanti pensatori di tutte le epoche concordano nel dire che l'uomo in natura era un selvaggio senza regole che in nome della propria sopravvivenza uccideva e sacrificava i suoi simili. Uno per tutti Hobbes e il suo "homo homini lupus" nonchè "homo mulieribus lupus" tanto per non escludere anche le donne che da sempre seppur indirettamente hanno partecipato e hanno fatto parte della vita "umana".
E spesso ho sentito accostare il concetto di "natura" alla donna, professando, altri per lei, la sua naturale propensione a fare o ad appartenere ora a questo ora a quello.
Le semantiche femministe vedono anch'esse coloro che professano una "naturalezza" della donna vuoi come richiamo quasi new age vuoi come istintualità più genuina dei bisogni e delle sensazioni delle donne e soprattutto della loro libera esternazione e messa in pratica.
E' inutile dire quale è stato e quanto attuale sia anche oggi il più naturale dei temi legato alle donne: "la maternità", oggetto di riflessioni per antonomasia.
Su questo tema quindi si potrebbe dire e scrivere per ore partendo dai tempi ancestrali, tali a cui risale la dialettica sulla maternità della e nella donna, salvo poi dissertarne gli uomini per le donne stesse ma qui non voglio parlare di quanti hanno detto e deciso in nome delle donne ma riprendendo e soffermandomi sul binomio-assioma della naturalità/maternità parlerò dell'esperienza di questa estate che mi ha lasciato perplessa a dir poco e ha scatenato questa riflessione.
Come si può in nome della "natura" far passare giorni, ore interminabili ad una mamma con in grembo il suo bambino perso? E' quello che è accaduto a mia cugina quando prima di effettuare la miocentesi i medici si sono accorti che il battito cardiaco del piccolo non era più presente e così come una delle cose più naturali, come si potrebbe chiedere più zucchero nel tè, le hanno detto che aveva perso il bambino che portava in grembo da 2 mesi e che l'ultima volta che aveva visto in ecografia qualche settimana prima era più o meno grande come un fagiolino.
Ora queste sono cose che succedono ovvio e ne accadono anche di peggiori, sono quelle cose per cui nessuno può fare nulla, accadono e basta ogni spiegazione, valutazione, responsabilità è demandata a livelli superiori ai quali possiamo solo appellarci, senza sperare di avere una qualche risposta.
Quello che invece è di nostra competenza e per nostra intendo dell'umanità, è quando ad una persona, nella fattispecie una mamma, le si comunica che ha perso il proprio bambino e che deve tornare a casa ad aspettare qualche giorno per favorire un aborto "naturale" che se e solo se non avviene poi sarà allora effettuato in ospedale.
Allora io mi chiedo cosa sia naturale e in nome di quale "naturalezza" si può agire senza il rispetto verso la persona. In natura, se ci riferiamo a quella vera, quella degli animali, dove pure si verificheranno situazioni simili, non c'è la possibilità di poter essere sostenuti, aiutati e seppur in natura, quella animale, non esistono atteggiamenti e comportamenti fini a loro stessi, mentre l'uomo è capace di gesti efferati verso i propri simili completamente intenzionali, gli animali non hanno altra scelta se perdono il cucciolo che stavano "covando", devono sì aspettare che la natura faccia il suo corso. Premesso poi che non sappiamo noi cosa una femmina animale se potesse scegliere, opterebbe e che comunque il lutto e il rammarico per esso esiste anche nel mondo animale, "naturale", non vedo allora perchè avendo la scelta non possiamo usufruirne liberamente in nome della "naturalità".
Perchè noi esseri umani, che siamo o dovremmo essere nella scala animalequello più evoluto, quando ci fa più comodo ci rifacciamo a concetti credendo di alleviare la nostra esistenza e che invece proprio perchè a mio avviso ne vanno contro, ce la complicano? Non rispettando un aspetto che fa parte dell'essere umano, la sensibilità, che può appartenere a livelli maggiori o minori ma che interessa ognuno di noi.
Mi viene anche il dubbio che comportamenti simili siano adottati in nome di una scienza, quella medica, che spera di essere più "professionale", più paradossalmente "razionale".
A voi le vostre riflessioni, le mie le avete appena lette.