martedì 29 settembre 2009
come siamo messi...sempre peggio
mercoledì 25 marzo 2009
A tutte quelle che...

Voglio dedicare questo post a tutte quelle donne che conosco, che si alzano al mattino presto per andare in ufficio, quel posto squallido e grigio ( a volte anche fisicamente) e che si stampano un sorriso più o meno credibile per tutti e tirare "innanzi" la giornata;
venerdì 31 ottobre 2008
mercoledì 15 ottobre 2008
15 ottobre Santa Teresa d'Avila o di Gesù, ovvero...
Oggi è Santa Teresa d'Avila o di Gesù, di solito io non amo festeggiare i Santi del giorno nè gli onomastici perchè non capisco cosa io dovrei festeggiare o meglio perchè gli altri dovrebbero farmi gli auguri in un giorno in cui qualcun'altra è stata proclamata Santa, non certo per contributo mio!.
Tuttavia oggi è Santa Teresa, lungi da Calcutta, Teresa de Cepeda y Ahumada, nasce in Spagna , vicino Madrid. Da subito si evidenzia per le sue doti intellettuali e affascinata dai racconti che le leggevano i genitori, gli unici permessi per le donne dell'epoca per la verità, sulla vita di Sante e Santi, all'età di vent'anni scappa di casa per entrare in monastero ma all'epoca la vita claustrale non è come ci si aspetterebbe.
Prima della Controriforma e negli anni subito successivi, in realtà le monache avevano quotidiani contatti con l'esterno nonché incontri anche galanti che le raggiungevano da finestre particolarmente agevoli anche alla fuga; le suore organizzavano feste, danze e rappresentazioni di teatro per l'intera comunità che veniva invitata ad assistere; c'erano gare di pittura, canto e anche le celle non erano così spoglie e sobrie anzi c'era chi, essendo di famiglia aristocratica poteva permettersi gabbie con canarini o strumenti musicali.
Teresa, che toccò con mano la vita a volte lascìa dell'epoca, cercò ad un certo punto della sua vita, per lei che aveva scelto il monastero diversamente da coloro che, essendo state forzate per motivi economici, familiari e sociali si ritrovavano a subire una vita che le vedeva sacrificate e alla quale cercavano inesorabilmente con il loro comportamento lascivo di non soccombere, qulcosa di adatto alla sua mistica.
Così Teresa, aiutata da suoi amici benestanti e facoltosi, fondò il primo monastero nel 1562, le Carmelitane Scalse, in cui le regole erano molto rigide proprio per evitare quelle scene che aveva conosciuto bene negli anni passati:
La povertà assoluta e la mancanza di proprietà erano i fondamenti della sua regola e i riti di flagellazione, ben per tre volte alla settimana, servivano per purificare e ricevere la grazie divina, le suore poi dovevano camminare scalze, da qui il nome, o con sandali di cuoio o legno.
In 4 anni Teresa fondò ben 6 monasteri e altri 3 per gli uomini, i Carmelitani Scalzi tra il 1568 e 1575 in tutta la Spagna
Nonostante tutto fu vittima anche lei dell'Inquisizione e solo dopo aver scritto all'Imperatore Filippo II ricevette la grazia e tutti i processi alla Santa Inquisizione caddero e Teresa poté riprendere la sua opera.
Teresa fu una grande mistica che fin dai primi anni di vita monacale affermava di vedere Gesù personificato e gli Angeli, con esperienze di dolore fisico provocatele da trafitte tanto che quando morì il suo cuore fu messo in una teca, e ancora oggi è venerabile, e c'è chi all'epoca giurò che nel suo cuore erano rintracciabili 5 lacerazioni proprio come lei in una sua visione aveva raccontato.
Teresa d'Avila mi ha sempre affascinato anche se all'apparenza potrebbe avere una storia come tante altre ma lei è una dei pochi Dottori della Chiesa, o Padri della Chiesa (in questo caso si dovrebbe dire Madri- anche per rispetto della figura di Maria e del suo ruolo che la Chiesa le riconosce, NDR!) che in tutto sono solo 33 e coprono millenni di storia, lei e solo altre due donne sono state fregiate di questa onorificenza che si dà solo a quelle personalità che hanno apportato, grazie alle loro capacità mistiche, intellettuali, filosofiche e morali grandi e importanti contributi alla dottrina cattolica. Insieme a Teresa ci sono solo Santa Caterina da Siena e Santa Teresa di Lisieux.
In lei e nei suoi scritti tuttavia si possono intravedere "moti" coraggiosi per l'epoca e per la sua posizione, anche lei, integerrima, mistica, devota e per forza ubbidiente...rivendicava uno spazio degno per la donna dei suoi tempi:
" «Signore dell'anima mia, tu, quando pellegrinavi quaggiù sulla terra non disprezzasti le donne, ma anzi le favoristi sempre con molta benevolenza e trovasti in loro tanto amore persino maggior fede che negli uomini. Nel mondo le onoravi. Possibile che non riusciamo a fare qualcosa di valido per te in pubblico, che non osiamo dire apertamente alcune verità, che piangiamo in segreto, che tu non debba esaudirci quando ti rivolgiamo una richiesta così giusta? Io non lo credo, Signore, perché faccio affidamento sulla tua bontà e giustizia. (So che sei un giudice giusto e non fai come i giudici del mondo, per i quali, essendo figli di Adamo e in definitiva tutti uomini, non esiste virtù di donna che non ritengano sospetta). O mio Re, dovrà pur venire il giorno in cui tutti si conoscono per quel che valgono. Non parlo per me, poiché il mondo conosce la mia miseria. Vedo però profilarsi dei tempi in cui non c'è più ragione di sottovalutare animi virtuosi e forti, per il solo fatto che appartengono a delle donne». Così scrisse ne il Libro della mia vita nel quale dovrà, come anche contemporaneamente Arcangela Tarabotti a Venezia anche se per altri motivi, difendersi dalle accuse di un comportamento "libertino" a cui si richiamavano i suoi calunniatori per come ella stessa descriveva le sue estasi, con veemenza e focosità:
« Gli vedevo nelle mani un lungo dardo d'oro, che sulla punta di ferro mi sembrava avere un po' di fuoco. Pareva che me lo configgesse a più riprese nel cuore, così profondamente che mi giungeva fino alle viscere, e quando lo estraeva sembrava portarselo via lasciandomi tutta infiammata di grande amore di Dio. Il dolore della ferita era cosi vivo che mi faceva emettere dei gemiti, ma era cosi grande la dolcezza che mi infondeva questo enorme dolore, che non c’era da desiderarne la fine, né l'anima poteva appagarsi che di Dio. Non è un dolore fisico, ma spirituale, anche se il corpo non tralascia di parteciparvi un po', anzi molto. È un idillio cosi soave quello che si svolge tra l'anima e Dio, che io supplico la divina bontà di farlo provare a chi pensasse che io mento... » (Santa Teresa d'Avila, Autobiografia, XXIX, 13)
e alle quali essa stessa replicava con sdegno e altrettanta forza: «...giacché non sono mai stata amante di certe devozioni praticate da alcune persone -specialmente donne- con cerimonie che io non ho mai potuto soffrire….», riferendosi proprio a ciò che forse anni addietro aveva conosciuto nei monasteri dove tante "forzate" erano costrette a spendere la loro esistenza e dove lei invece aveva scelto di vivere anche perché riteneva che la scelta del convento, per sua stessa ammissione, fosse paradossalmente più libera di quella matrimoniale.
lunedì 7 aprile 2008
Ora che...
giovedì 3 aprile 2008
Leggendo...
Stavo leggendo il libro fotografico-letterario che mi hanno regalato per il mio compleanno e tra i brani presenti, mi ha colpito questo che dedico a tutte le donne che stanno vivendo un momento di difficoltà o a quelle che non hanno la consapevolezza di starlo vivendo perchè a volte la società ci impone di dover essere sempre forti, sorridenti, giovanili, allegre e accoglienti, perciò un pensiero di una grande Natalia Levi Gizburg:venerdì 7 marzo 2008
Non solo Mimose

Alina Marazzi, già nota per "Ragazzi dentro" documentario sulle carceri minorili, "Per sempre" reportage sulla clausura come scelta di vita e "Un'ora sola ti vorrei" che vede protagonista la mamma che è morta suicida. Questo film ora tratta della nostra storia, un documento importante per conoscere e capire le nostre radici, perchè la cronaca attuale purtroppo non smette di ricordarci ogni giorno di quanto sia difficile essere donne, perchè come dice la regista: "In Italia, anche per strada, non puoi dimenticarti neanche un minuto che sei una donna, prima di essere una persona." E questo documento filmato ha lo scopo di voler essere un valido strumento di verifica per chi in quegli anni si batteva nelle piazze perchè sostanzialemnte i temi più importanti come la libertà sessuale o l'aborto sono temi ancora irrisolti e un riferimento per chi invece oggi dà per scontate le libertà di cui godiamo perchè non lo sono affatto, oggi "sono platealmente rimesse in discussione".
"Vogliamo anche le Rose" slogan ripreso dalle operaie
statunitensi del primo Novecento "bread and roses", per reclamare anche una migliore qualità della vita, perchè se è vero che , per concludere con la regista: "Il femminismo non ha più l'urgenza di una volta, c'è ancora tanto da lottare[...] c'è stato un diffuso cambiamento nei comportamenti , di cui noi beneficiamo, ma che diamo per scontato[...] forse il necessario, il pane, è oggi dato per acquisito. Ma le donne si sono battute per un mondo che desse spazio anche alla poesia delle rose. Ed è una battaglia più che mai attuale".mercoledì 5 marzo 2008
Ciao Tina...

martedì 4 marzo 2008
Per ricordare e conoscere
Un mese fa, di qualche anno fa, veniva a mancare una grande femminista della così detta "seconda ondata" e siccome le sue opere hanno realmente dato un impulso propulsivo alla riflessione e al cambiamento della condizione delle donne, ovviamente soprattutto in America, e lei è stata e continua ad essere una figura affascinante di donna oltre che femminista e studiosa, per chi vuole può leggere una sua breve biografia su O G, volevo ricordarla così con un pezzetto delle Casalinghe Disperate, perchè incarnano esattamente quello che lei era riuscita a mettere in evidenza e a denunciare non senza, come al solito, pagare personalmente, se esistono oggi visioni come quelle delle Desperate Housewives, che dietro alla frizolezza o alla semplicità se preferite, nascondono invece un messaggio serio, e questo non è da poco, lo dobbiamo anche a lei senza ombra di dubbio, e chissà se anche il telefilm, sempre americano, di Ugly Betty (di cui rimando al blog di Luce) prende spunto sempre da lei che si chiamava per l'appunto Betty Friedan.lunedì 3 marzo 2008
Ancora una volta VERGOGNA!!!

Durante la loro attività di diffusione dell'iniziativa sono state avvicinate da agenti della digos in borghese e caricate a forza in macchina per poi essere portate, come dei criminali, in questura dove sono state schedate...se questa vi sembra democrazia, le pari opportunità non sono occasioni per fare di donne volontarie che cercano di testimoniare la loro vicinanza ad una donna maltrattata, forzata, violentata, delle delinquenti, pari opportunità per essere ognuno considerato un malvivente quando poi i veri malviventi non si fanno un giorno di galera e sono a piede libero tranquillamente, mi dà l'idea che le forze dell'ordine in questo caso abbiano fatto come il gradasso che si rifà sul più debole, avete presente lo spot del grattaevinci: "Ti piace vincere facile?" ecco l'impressione che ho è questa... per il racconto completo dell'accaduto cliccate sull'imamgine che ho linkato direttamente al comunicato dell'UDI


martedì 29 gennaio 2008
Facciamo alla romana? No, all'italiana meglio...della serie casalighe lavoratrici perplesse
Entro fine mese scade il termine per il canone tv e va bene questo lo sappiamo più o meno tutti visto che ce lo ricordano con ogni mezzo visivo, audio, cartaceo etc...ma per le casalinghe c'è ora anche un'altra incombenza che per la verità è molto utile: l'assicurazione appunto per coloro che svolgono attività in casa, un lavoro che non deve essere subordinato ma per coloro che si prendono cura del "focolare", quindi casalinghe sì ma anche casalinghi e studenti universitari fuori sede. 
lunedì 28 gennaio 2008
Un pò di aria fresca/2
un po' quello che era già successo anche in Inghilterra per la verità e anche da noi in Emilia, Trentino e anche il nostro sindaco aveva in mente qualcosa di simile mi sembra di ricordare poi però non so che cosa abbia impedito questa realizzazione, anzi si parlava di propri e veri autobus solo per donne, eh noi quando facciamo una cosa la facciamo fatta bene, mica solo una vettura o dei vagoni ma interi mezzi ;) ma vabbè lasciamo stare.. ancora più recentemente mi vengono in mente appunto i vagoni dei treni e della metropolitana in Giappone dove per risolvere il problema delle molestie sui mezzi pubblici si sono riservate zone di questi esclusivamente alle donne. 
giovedì 24 gennaio 2008
Un pò di aria fresca
E' solo di ieri la notizia che in Arabia Saudita è caduto un divieto che aveva per noi occidentali dell'incredibile ma che purtroppo come spesso succede contraddistingue invece altre realtà lontane e a volte neanche troppo da noi ma soprattutto dal nostro modo europeo di vivere e interpretare la vita.mercoledì 23 gennaio 2008
Chi è senza peccato...
Ishtar Alabina
mi ha risposto subito e sempre in modo carino ma anche Rachel Brice e Ansuya, ma non solo anche contatti con alcune femministe americane alcune delle quali purtroppo ancora più virtuali
perchè passate a miglior vita già da un pò, però ci sono anche cantanti e gruppi veramente particolari come Armen Ra e Ishtar Alabina e finchè è stata in vita anche Cheika Rimitti, la mamma dei rai algerino, sì sicuramente sono tutte amicizie per modo di dire io preferisco chiamarli contatti che però effettivamente ti danno l'opportunità quanto meno di scambiare due righe di numero con una persona che magari non avresti mai potuto contattare veramente, tipo oggi quando ho detto a Rachel Brice che l'aspettavo a Roma, con una certa faccia tosta o per usare un'espressione araba una faccia da...giovedì 10 gennaio 2008
Dedicato a tutte...
"Those Who Do Not Dance":
“How shall I dance?”
Let your heart dance
We said.
Then the invalid said:
“How shall I sing?”
Let your heart sing
We said
Then spoke the poor dead thistle,
But I, how shall I dance?”
Let your heart fly to the wind
We said.
Then God spoke from above
“How shall I descend from the blue?”
Come dance for us here in the light
We said.
All the valley is dancing
Together under the sun,
And the heart of him who joins us not
Is turned to dust, to dust.
Traduzione di Helene Masslo Anderson
E questo video tratto da un'altra sua poesia intitolata "La Bailarina" di cui dò il testo integrale:
La Bailarina
La bailarina ahor est danzando
la danza del perder cuanto tenia.
Deja caer todo lo que ella habia,
padres y hermanos, huertos y campinas,
el rumo de su rio, los caminos,
el cuento de su hogar,
su propio rostroy su nombre,
y los juegos de su infancia
como quien deja todo le que tuvo
caer de cuello, de seno y de alma.
En el filo del dia y el solsticio
baila riendo su cabal despojo.
Lo que avientan sus brazos es el mundo
que ama y detesta, que sonrie y mata,
la tierra puesta a vendimia de sangre,
la noche de los hartos que no duermen
y la dentera del que no ha posada.
Sin nombre, raza ni credo, desnuda
de todo y de si misma, da su entrega,
hermosa y pura, de pies voladores.
Sacudida como arbol y en el centro
de la tornado, vuelta testimonio.
No esta danzando el vuelo de albatroses
salpicados de sal y juegos de olas;
tampoco el alzamiento y la derrota
de los canaverales fustigados.
Tampoco el viento agitador de velas,
ni la sonrisa de las altas hierbas.
El nombre no le den de su bautismo.
Se solto de su casta y de su carne
sumio la canturia de su sangre
y la balada de su adolescencia.
Sin saberlo le echamos nuestras vidas
como una roja vest envenenada
y baila asi mordida de serpientes
que alacritas y libres la repechan,
y la dejan caer en estandarte
vencido o en guirnalda hecha pedazos.
Sonambula, mudada en lo que odia,
sigue danzando sin saberse ajena
sus muecas aventando y recogiendo
jadeadora de nuestro jadeo,
cortando el aire que no la refresca
unica y torbellino, vil y pura.
Somos nosotros su jadeado pecho,
su palidez exangue, el loco grito
tirado hacia el poniente y el levante
la roja calentura de sus venas,
el olvido del Dios de sus infancias.
E per concludere un Tango di Roxanne dedicato a questa grandissima potessa e donna.
venerdì 4 gennaio 2008
A quelli buoni e a quelli no...
Ecco che si avvicina ancora una volta come ogni anno la festa che amo di più...l'epifania anche se tutte le feste si porta via.La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana:
Viva viva la Befana!
Il termine "epifania" significa "manifestazione, presenza divina" in greco da cui deriva. In realtà questo termine proviene da antiche tradizione agrarie pagane, la vecchietta raffigurerebbe infatti l'anno trascorso e i doni, un augurio di prosperità per il nuovo anno, da qui anche le numerose tradizioni presenti sul nostro territorio, seppur ognuna con diverse caratteristiche, di bruciare un fantoccio di vecchietta in piena visione pagana, del vecchio pronto a rinascere.
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la scopa di saggina:
viva viva la nonnina!
La leggenda invece narra di una vecchietta che incontrati i Re Magi sulla via di Betlemme non volle accompagnarli ma che al mattino dopo, pentitasi, si mise alla ricerca del bambinello che però non trovò e da allora cominciò a cercare vagando senza sosta e portando doni a tutti i bambini che incontra sperando che siano Gesù.
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
viene e bussa alla tua porta
sai tu dirmi che ti porta?
Cristianamente parlando invece, già dal III secolo i cristiani iniziarono a commemorare, con il termine Epifania, le manifestazioni divine (come i miracoli, ecc.) di Gesù. Oggi con l'Epifania si celebra la prima manifestazione della divinità di Gesù all'intera umanità, con la visita solenne e l'offerta di doni dei magi.
Ma nel IV secolo l'Imperatore Costantino decise di anticipare la festa della nascita di Gesù per farla coincidere con quella pagana del Sole che cadeva appunto il 25 dicembre come modo per
"debellare" i riti pagani e convogliare maggiori fedeli alla causa del cristianesimo. A seguito però di questa decisione la festa del 6 gennaio rimaneva per così dire "scoperta" si decise allora, di farla coincidere con l'arrivo della adorazione dei Magi. Nelle chiese cristiane ortodosse, il 6 gennaio si celebra ancora la Nascita di Gesù, a causa di una differenza fra calendario gregoriano e quello giuliano precedente, ancora in uso in certe chiese ortodosse.
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!
La befana nella sua iconografia è altamente imparentata con le streghe a testimoniare la loro comune radice pre-cristiana che affonda nel paganesimo e per essere ancora una volta femminista over all, dedico questa filastrocca a tutte le donne a cui capiterà di leggere questo post, un augurio affinché ci venga riconosciuta autonomia, indipendenza, libertà creativa ed interpretativa, in ogni donna si nasconde una strega/befana:

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte;
viene, bussa e scappa via,
la befana è mamma mia.
E nella notte del 5 gennaio potremmo liberamente urlare ancora una volta: "tremate tremate le streghe son tornate!!!"
Auguri a tutte le Befane, Babushke e Babe Jaga della Terra!!!
mercoledì 19 dicembre 2007
Idee femministe per Natale
venerdì 14 dicembre 2007
E' on line
800-911753
800-911753
mercoledì 12 dicembre 2007
Ma veramente?






