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martedì 29 settembre 2009

come siamo messi...sempre peggio

Leggo stentando a crederci se non fosse per l'autorità che denuncia l'accaduto che la colpisce tra l'altro in prima persona, che Loredana Lipperini è stata querelata.
Forse allora questa volta ha esagerato, è andata oltre le righe, c'è andata giù pesante!...Macchè la Lipperini ha semplicemente recensito un libro, l'ultimo libro di Lucarelli sulle navi dei veleni e come fa da molto tempo ha voluto condividere con i lettori del suo blog la presentazione del libro...risultato una querela dagli armatori della Jolly Rosso, citati nel libro di Carlo Lucarelli...io non vorrei scrivere altro, perchè ritengo che tutto parli già da se'...non so se Lucarelli stesso abbia ricevuto anche lui una querela ma se così non fosse mi sembra che ancora una volta si è andati a colpire il soggetto più debole, o quello che all'apparenza così sembra, una donna, oltre che una libertà sancita dai più alti codici dei diritti umani, la libertà d'espressione.
Peggio per loro, però, perchè questa volta hanno mirato male il bersaglio purtroppo per loro hanno preso di mira un soggetto tutt'altro che debole, hanno "beccato" una donna con la "D" maiuscola, con una capacità di discernimento e di comunicazione immensamente superiore alla loro capacità vigliacca di rifarsi su chi ritengono più facilmente colpibile.
A Loredana va tutta la mia solidarietà di donna e di chi segue con ammirazione il suo lavoro.

mercoledì 25 marzo 2009

A tutte quelle che...


Voglio dedicare questo post a tutte quelle donne che conosco, che si alzano al mattino presto per andare in ufficio, quel posto squallido e grigio ( a volte anche fisicamente) e che si stampano un sorriso più o meno credibile per tutti e tirare "innanzi" la giornata; 
voglio dedicarlo a tutte quelle donne che conosco che cercano di dare il meglio di sè in ogni cosa che fanno anche quando cucinano solo un piatto di pasta, perchè lo fanno per qualcuno a cui vogliono bene;
lo dedico a tutte quelle donne che conosco che vorrebbero piangere ma trovano invece sempre un motivo per sorridere; 
a tutte quelle che trovano uno spiraglio anche nel buio, perchè la vera forza di una donna è quella di tenere sempre presente di essere una Donna. 

venerdì 31 ottobre 2008

Auguri a tutte!!!



Qualsiasi cosa facciate questa sera o anche non facciate purchè abbiate scelto di non farla...


AUGURI A TUTTE LE MIE AMICHE STREGHETTE!!!

...


E ricordate che le streghe non se ne sono mai andate!






mercoledì 15 ottobre 2008

15 ottobre Santa Teresa d'Avila o di Gesù, ovvero...

Bernini- Santa Teresa

Oggi è Santa Teresa d'Avila o di Gesù, di solito io non amo festeggiare i Santi del giorno nè gli onomastici perchè non capisco cosa io dovrei festeggiare o meglio perchè gli altri dovrebbero farmi gli auguri in un giorno in cui qualcun'altra è stata proclamata Santa, non certo per contributo mio!.
Tuttavia oggi è Santa Teresa, lungi da Calcutta, Teresa de Cepeda y Ahumada, nasce in Spagna , vicino Madrid. Da subito si evidenzia per le sue doti intellettuali e affascinata dai racconti che le leggevano i genitori, gli unici permessi per le donne dell'epoca per la verità, sulla vita di Sante e Santi, all'età di vent'anni scappa di casa per entrare in monastero ma all'epoca la vita claustrale non è come ci si aspetterebbe.
Prima della Controriforma e negli anni subito successivi, in realtà le monache avevano quotidiani contatti con l'esterno nonché incontri anche galanti che le raggiungevano da finestre particolarmente agevoli anche alla fuga; le suore organizzavano feste, danze e rappresentazioni di teatro per l'intera comunità che veniva invitata ad assistere; c'erano gare di pittura, canto e anche le celle non erano così spoglie e sobrie anzi c'era chi, essendo di famiglia aristocratica poteva permettersi gabbie con canarini o strumenti musicali.
Teresa, che toccò con mano la vita a volte lascìa dell'epoca, cercò ad un certo punto della sua vita, per lei che aveva scelto il monastero diversamente da coloro che, essendo state forzate per motivi economici, familiari e sociali si ritrovavano a subire una vita che le vedeva sacrificate e alla quale cercavano inesorabilmente con il loro comportamento lascivo di non soccombere, qulcosa di adatto alla sua mistica.
Così Teresa, aiutata da suoi amici benestanti e facoltosi, fondò il primo monastero nel 1562, le Carmelitane Scalse, in cui le regole erano molto rigide proprio per evitare quelle scene che aveva conosciuto bene negli anni passati:
La povertà assoluta e la mancanza di proprietà erano i fondamenti della sua regola e i riti di flagellazione, ben per tre volte alla settimana, servivano per purificare e ricevere la grazie divina, le suore poi dovevano camminare scalze, da qui il nome, o con sandali di cuoio o legno.
In 4 anni Teresa fondò ben 6 monasteri e altri 3 per gli uomini, i Carmelitani Scalzi tra il 1568 e 1575 in tutta la Spagna
Nonostante tutto fu vittima anche lei dell'Inquisizione e solo dopo aver scritto all'Imperatore Filippo II ricevette la grazia e tutti i processi alla Santa Inquisizione caddero e Teresa poté riprendere la sua opera.

Teresa fu una grande mistica che fin dai primi anni di vita monacale affermava di vedere Gesù personificato e gli Angeli, con esperienze di dolore fisico provocatele da trafitte tanto che quando morì il suo cuore fu messo in una teca, e ancora oggi è venerabile, e c'è chi all'epoca giurò che nel suo cuore erano rintracciabili 5 lacerazioni proprio come lei in una sua visione aveva raccontato.

Teresa d'Avila mi ha sempre affascinato anche se all'apparenza potrebbe avere una storia come tante altre ma lei è una dei pochi Dottori della Chiesa, o Padri della Chiesa (in questo caso si dovrebbe dire Madri- anche per rispetto della figura di Maria e del suo ruolo che la Chiesa le riconosce, NDR!) che in tutto sono solo 33 e coprono millenni di storia, lei e solo altre due donne sono state fregiate di questa onorificenza che si dà solo a quelle personalità che hanno apportato, grazie alle loro capacità mistiche, intellettuali, filosofiche e morali grandi e importanti contributi alla dottrina cattolica. Insieme a Teresa ci sono solo Santa Caterina da Siena e Santa Teresa di Lisieux.


In lei e nei suoi scritti tuttavia si possono intravedere "moti" coraggiosi per l'epoca e per la sua posizione, anche lei, integerrima, mistica, devota e per forza ubbidiente...rivendicava uno spazio degno per la donna dei suoi tempi:
" «Signore dell'anima mia, tu, quando pellegrinavi quaggiù sulla terra non disprezzasti le donne, ma anzi le favoristi sempre con molta benevolenza e trovasti in loro tanto amore persino maggior fede che negli uomini. Nel mondo le onoravi. Possibile che non riusciamo a fare qualcosa di valido per te in pubblico, che non osiamo dire apertamente alcune verità, che piangiamo in segreto, che tu non debba esaudirci quando ti rivolgiamo una richiesta così giusta? Io non lo credo, Signore, perché faccio affidamento sulla tua bontà e giustizia. (So che sei un giudice giusto e non fai come i giudici del mondo, per i quali, essendo figli di Adamo e in definitiva tutti uomini, non esiste virtù di donna che non ritengano sospetta). O mio Re, dovrà pur venire il giorno in cui tutti si conoscono per quel che valgono. Non parlo per me, poiché il mondo conosce la mia miseria. Vedo però profilarsi dei tempi in cui non c'è più ragione di sottovalutare animi virtuosi e forti, per il solo fatto che appartengono a delle donne». Così scrisse ne il Libro della mia vita nel quale dovrà, come anche contemporaneamente Arcangela Tarabotti a Venezia anche se per altri motivi, difendersi dalle accuse di un comportamento "libertino" a cui si richiamavano i suoi calunniatori per come ella stessa descriveva le sue estasi, con veemenza e focosità:
« Gli vedevo nelle mani un lungo dardo d'oro, che sulla punta di ferro mi sembrava avere un po' di fuoco. Pareva che me lo configgesse a più riprese nel cuore, così profondamente che mi giungeva fino alle viscere, e quando lo estraeva sembrava portarselo via lasciandomi tutta infiammata di grande amore di Dio. Il dolore della ferita era cosi vivo che mi faceva emettere dei gemiti, ma era cosi grande la dolcezza che mi infondeva questo enorme dolore, che non c’era da desiderarne la fine, né l'anima poteva appagarsi che di Dio. Non è un dolore fisico, ma spirituale, anche se il corpo non tralascia di parteciparvi un po', anzi molto. È un idillio cosi soave quello che si svolge tra l'anima e Dio, che io supplico la divina bontà di farlo provare a chi pensasse che io mento... » (Santa Teresa d'Avila, Autobiografia, XXIX, 13)
e alle quali essa stessa replicava con sdegno e altrettanta forza: «...giacché non sono mai stata amante di certe devozioni praticate da alcune persone -specialmente donne- con cerimonie che io non ho mai potuto soffrire….», riferendosi proprio a ciò che forse anni addietro aveva conosciuto nei monasteri dove tante "forzate" erano costrette a spendere la loro esistenza e dove lei invece aveva scelto di vivere anche perché riteneva che la scelta del convento, per sua stessa ammissione, fosse paradossalmente più libera di quella matrimoniale.

lunedì 7 aprile 2008

Ora che...

anche all'estero se ne parla (se ne sono accorti anche negli Stati Uniti) anche se con qualche mese di ritardo rispetto al clamore che ha suscitato qui la nota campagna definita "pro" anoressia del fotografo Toscani e delle conseguenze mediatiche e politiche che ne sono susseguite, tra cui il così detto codice della moda che non vuole modelle troppo magre, non al di sotto della 42! Voglio contribuire anch'io a modo mio a questo messaggio palnetario, che mi ha riguardato da vicino in passato, con un video musicale, rivisto e corretto ma secondo me significativo per la scelta delle immagini che sono state messe sulla musica originale che trasmette comunque un bel messaggio:

giovedì 3 aprile 2008

Leggendo...

Stavo leggendo il libro fotografico-letterario che mi hanno regalato per il mio compleanno e tra i brani presenti, mi ha colpito questo che dedico a tutte le donne che stanno vivendo un momento di difficoltà o a quelle che non hanno la consapevolezza di starlo vivendo perchè a volte la società ci impone di dover essere sempre forti, sorridenti, giovanili, allegre e accoglienti, perciò un pensiero di una grande Natalia Levi Gizburg:

"Le donne hanno la cattiva abitudine di cascare ogni tanto in un pozzo, di lasciarsi prendere da una tremenda malinconia e affogarci dentro, e annaspare per tornare a galla: questo è il vero guaio delle donne.
Le donne spesso si vergognano di avere questo guaio, e fingono di non avere guai e di essere energiche e libere, e camminano a passi fermi per le strade con grandi cappelli e bei vestiti e bocche dipinte e un'aria volitiva e sprezzante; ma a me non è mai successo di incontrare una donna senza scoprire dopo un poco in lei qualcosa di dolente e pietoso che non c'è negli uomini, un continuo pericolo di cascare in un gran pozzo oscuro, qualcosa che proviene proprio dal temperamento femminile e forse da una secolare tradizione di soggezione e schiavitù che non sarà tanto facile vincere."



Discorso sulla Donna, 1948 cir.



venerdì 7 marzo 2008

Non solo Mimose


Esce oggi nelle sale il film documentario sul femminismo italiano degli anni '60 e '70 della regista Alina Marazzi, già nota per "Ragazzi dentro" documentario sulle carceri minorili, "Per sempre" reportage sulla clausura come scelta di vita e "Un'ora sola ti vorrei" che vede protagonista la mamma che è morta suicida.

Questo film ora tratta della nostra storia, un documento importante per conoscere e capire le nostre radici, perchè la cronaca attuale purtroppo non smette di ricordarci ogni giorno di quanto sia difficile essere donne, perchè come dice la regista: "In Italia, anche per strada, non puoi dimenticarti neanche un minuto che sei una donna, prima di essere una persona." E questo documento filmato ha lo scopo di voler essere un valido strumento di verifica per chi in quegli anni si batteva nelle piazze perchè sostanzialemnte i temi più importanti come la libertà sessuale o l'aborto sono temi ancora irrisolti e un riferimento per chi invece oggi dà per scontate le libertà di cui godiamo perchè non lo sono affatto, oggi "sono platealmente rimesse in discussione".

Attraverso le testimonianze originali di repertorio si intrecciano le storie del privato, grazie a tre diari di donne diverse per luogo ed esperienze, con il pubblico, i cortei che hanno portato un reale cambiamento nella società del ruolo della donna.

"Vogliamo anche le Rose" slogan ripreso dalle operaie statunitensi del primo Novecento "bread and roses", per reclamare anche una migliore qualità della vita, perchè se è vero che , per concludere con la regista: "Il femminismo non ha più l'urgenza di una volta, c'è ancora tanto da lottare[...] c'è stato un diffuso cambiamento nei comportamenti , di cui noi beneficiamo, ma che diamo per scontato[...] forse il necessario, il pane, è oggi dato per acquisito. Ma le donne si sono battute per un mondo che desse spazio anche alla poesia delle rose. Ed è una battaglia più che mai attuale".

mercoledì 5 marzo 2008

Ciao Tina...


Come fa una persona a sentirsi triste per la scomparsa di un' altra persona che non conosceva così bene, di cui sapeva solo le sue battaglie, i suoi lavori e le sue conquiste, che aveva visto solo un paio di volte ma sempre in modo molto fugace e nonostante questo aveva notato un carisma unico che si addice appunto solo alle grandi? Forse perchè le sue battaglie erano le nostre, forse perchè combatteva per noi, le sue conquiste hanno reso una società migliore l'Italia soprattutto per tutte noi, come quando grazie anche a lei la legge sulla violenza sessuale del 1996 ha tramutato questo reato come un crimine verso la persona e non più solo contro la morale, oppure quando si è prodigata per aggiornare l'articolo costituzionale sulle pari opportunità (51), oppure quando ha difeso l'unica sopravvissuta al massacro del Circeo (1975) combattendo strenuamente in un processo dove le brave ragazze sono quelle che se ne stanno a casa e non se la vanno a cercare, è grazie a lei se alla fine del processo nonostante i risarcimenti ridicoli e le pene vergognose agli imputati, che poi sappiamo tutti come sono andate a finire, c'è comunque stata una sentenza di colpevolezza per stupro, una parola che fino ad allora tutti avevano avuto pudore di pronunciare ma non lei che durante le sue arringhe ha semplicemente chiamato le cose con il proprio nome chiamando a responsabilizzarci tutti.

Ma la commozione non riesce a farmi aggiungere altro... Grazie Tina!.

martedì 4 marzo 2008

Per ricordare e conoscere

Un mese fa, di qualche anno fa, veniva a mancare una grande femminista della così detta "seconda ondata" e siccome le sue opere hanno realmente dato un impulso propulsivo alla riflessione e al cambiamento della condizione delle donne, ovviamente soprattutto in America, e lei è stata e continua ad essere una figura affascinante di donna oltre che femminista e studiosa, per chi vuole può leggere una sua breve biografia su O G, volevo ricordarla così con un pezzetto delle Casalinghe Disperate, perchè incarnano esattamente quello che lei era riuscita a mettere in evidenza e a denunciare non senza, come al solito, pagare personalmente, se esistono oggi visioni come quelle delle Desperate Housewives, che dietro alla frizolezza o alla semplicità se preferite, nascondono invece un messaggio serio, e questo non è da poco, lo dobbiamo anche a lei senza ombra di dubbio, e chissà se anche il telefilm, sempre americano, di Ugly Betty (di cui rimando al blog di Luce) prende spunto sempre da lei che si chiamava per l'appunto Betty Friedan.
Comunque telefilm a parte se oggi siamo anche noi quello che siamo lo dobbiamo anche a lei, grazie di cuore Betty!.


lunedì 3 marzo 2008

Ancora una volta VERGOGNA!!!


Ancora una volta sì, perché mentre le donne si attivano per salvaguardarsi, si attivano per altre donne, per loro stesse e per le loro figlie e nipoti, quelli che dovrebbero di norma garantirle invece le ostacolano ancora una volta frapponendo la violenza alla civiltà, quella forza su cui è basata la repressione di genere.

A Bologna, città più che civile e che continua ad esserlo nonostante questo, tre ragazze, volontarie, sono state fermate mentre distribuivano volantini per organizzare un sit-in al tribunale della città, per testimoniare all'aggredita, vittima di stupro, tutto il loro appoggio ma anche loro sono state vittime di un attacco brutale ed ingiustificato per un paese che ancora una volta si dimostra meno che democratico.

Durante la loro attività di diffusione dell'iniziativa sono state avvicinate da agenti della digos in borghese e caricate a forza in macchina per poi essere portate, come dei criminali, in questura dove sono state schedate...se questa vi sembra democrazia, le pari opportunità non sono occasioni per fare di donne volontarie che cercano di testimoniare la loro vicinanza ad una donna maltrattata, forzata, violentata, delle delinquenti, pari opportunità per essere ognuno considerato un malvivente quando poi i veri malviventi non si fanno un giorno di galera e sono a piede libero tranquillamente, mi dà l'idea che le forze dell'ordine in questo caso abbiano fatto come il gradasso che si rifà sul più debole, avete presente lo spot del grattaevinci: "Ti piace vincere facile?" ecco l'impressione che ho è questa... per il racconto completo dell'accaduto cliccate sull'imamgine che ho linkato direttamente al comunicato dell'UDI

E ancora una volta purtroppo i mass media tacciono e quindi si potrà pensare che "Non rimane che perdere a chi ha perduto la libertà" attimi di sconforto possono sopraggiungere in occasioni come questa ma l'autrice di queste parole, che sembrano adatte all'avvilimento che ne deriva, ha vissuto nel'500 ed era reclusa, suo malgrado, in un convento mentre noi invece siamo avvolte in una rete, in una ragnatela come la definì Michelet dalla quale però possiamo divincolarci, non senza fatica e contusioni, perchè per concludere con la Greer: "E' arrivato il momento di arrabbiarsi di nuovo[...] Non abbiamo altra scelta che voltarci e combattere".




martedì 29 gennaio 2008

Facciamo alla romana? No, all'italiana meglio...della serie casalighe lavoratrici perplesse

Entro fine mese scade il termine per il canone tv e va bene questo lo sappiamo più o meno tutti visto che ce lo ricordano con ogni mezzo visivo, audio, cartaceo etc...ma per le casalinghe c'è ora anche un'altra incombenza che per la verità è molto utile: l'assicurazione appunto per coloro che svolgono attività in casa, un lavoro che non deve essere subordinato ma per coloro che si prendono cura del "focolare", quindi casalinghe sì ma anche casalinghi e studenti universitari fuori sede.
L'assicurazione, che appunto scade a fine mese, e ha un costo di soli 13 euro e il cui bollettino è reperibile alle poste o presso i patronati, si paga all' INAIL ed è obbligatoria per legge la legge n.493/99 che riconosce e tutela il lavoro domestico.

Ora direte voi qual è il problema? Finalmente le casalinghe, persone che non lavorano, sono in qualche modo tutelate in caso di infortunio, è vero benissimo infatti il problema sorge, almeno per me, leggendo l'art.6 al comma 1 del Capo III in cui sta scritto: "Lo Stato riconosce e tutela il lavoro svolto in ambito domestico, affermandone il valore sociale ed economico connesso agli indiscutibili vantaggi che da tale attività trae l'intera collettività.[...]", bene lo Stato riconosce il lavoro casalingo questa è una cosa molto importante per milioni di donne che non hanno un reddito ma che quindi lavorano giusto?, Ma attenzione per cosa lo riconosce? se continuiamo a leggere vediamo che "A tale fine, il presente capo introduce misure finalizzate alla tutela dal rischio infortunistico per invalidità permanente derivante dal lavoro svolto in ambito domestico", ecco il lavoro casalingo viene riconosciuto come un lavoro, che ha un alto valore sociale, un alto valore economico, che apporta vantaggi a tutta la società ma non gli viene riconosciuto un reddito bensì solo una assicurazione; voi direte che come al solito sono io troppo esigente ma in realtà questo non è un problema da poco, uno perché mi sembra la solita cosa all'italiana del contentino che non risolve la situazione, due perché molte donne potrebbero risolvere la propria vita e la propria considerazione di se stesse e quella che gli altri conseguentemente hanno di loro, tre perché molte donne potrebbero spontaneamente scegliere di restare in famiglia e questo avrebbe delle sane ripercussioni sociali in termini di realizzazione personale, figli più seguiti e più sani e questo non mi sembra poco.

Continuando a leggere in giro mi sono imbattuta poi in un'intervista del direttore del CENSIS in un articolo del Messaggero a cui rimando per la mia risposta personale anche se non ancora pubblicata, almeno che non mi abbiano censurato ma non credo infondo l'ho rimesso un po' in riga ma non sono stata troppo brusca almeno spero. Giuseppe Roma sostiene che la vera sfida del 2008 è un mercato del lavoro in favore delle donne e che siamo risultati al 27 posto della classifica europea per l'occupazione femminile, cioè il peggior paese occidentale.

Premesso che questo lo sapevamo anche prima della classifica non vedo la novità visto che ogni giorno siamo vessate nei posti di lavoro, e mi fermo lì, ma cosa propone il direttore visto che la sfida per questo nuovo anno è l'occupazione delle donne? 1) Niente part-time che rischia di ghettizzare il lavoro delle donne: !!! Ma lasciacelo decidere a noi..a me non farebbe affatto schifo! 2)equilibrare il lavoro di cura e familiare tra donne e uomini, Finchè questo non avverrà l'Italia rimarrà un paese da terzo mondo; e ok fino a qui potremmo essere d'accordo anche se è una frase del tutto demagogica e un po' troppo generalista ma è poi il paragone che fa con il così detto Terzo Mondo che comincia a non far quadrare più il cerchio...innanzi tutto come ho ricordato nella mia risposta il Terzo Mondo in particolare l'Africa ha più rappresentanze femminili in Parlamento che noi nella democratica e ricca Italia, il Ruanda è il paese con il maggior numero di donne in Parlamento a livello mondiale ad esempio! e due il terzo Mondo ha purtroppo problemi di cui noi per fortuna non abbaimo idea (fame, carestie, malattie...) ,
3) creare più servizi per la famiglia (si badi, per la famiglia, non per le donne) come asili nido e assistenza agli anziani, bene è vero ma non era l'anno per sistemare il lavoro femminile? perché nulla di specifico? più asili nido, sì ma magari aziendali sarebbe meglio, assistenza agli anziani, sì ma alle donne sul lavoro e alle loro condizioni di lavoro chi ci pensa?.
4)Per raggiungere questi obiettivi, NO a sgravi sul reddito familiare complessivo (che disincentiva il lavoro delle donne): cosa??? e qui torniamo al discorso della casalinghe...sì gli sgravi potrebbero disincentivare la presenza del lavoro delle donne ma sembra che il punto di riferimento del direttore sia solo a questo punto una questione di quantità, di presenza delle donne sul mercato, appunto, del lavoro!.
5)SI' alla graduale equiparazione dell'età pensionabile tra uomini e donne: e qui vorrei ricordare ancora una volta che equiparare non vuol dire riconoscere le differenze e rispettarle, far lavorare di più le donne non mi sembra un modo efficace di risolvere le problematiche del lavoro femminile...mi scusi direttore ma lei veramente ma da che parte sta?.

lunedì 28 gennaio 2008

Un pò di aria fresca/2

servizio taxi attivato in Inghilterra già da qualche anno in alcune città

Le buone notizie sull'Arabia Saudita continuano...è quasi contemporanea all'altra (riportata qui sotto...Aria Fresca/1) la notizia che in questo paese è caduto un altro tabù che riguardava le donne, evviva questo cammino di emancipazione mi sembra molto promettente...ma, la notizia è stata riportata dal The Telegraph*, attenzione le motivazioni in realtà sono meno nobili di quelle che possono aver portato al bando dell'impossibilità di entrare negli hotel da sole, infatti sembra che questo divieto, sancito con una legge del 1990, di poter guidare che riguardava tutte le donne saudite e non è stato abrogato solo per cercare di arrestare le richieste delle femministe rispetto ad altri e più importanti diritti.

Ma io credo che di certo questo non accontenterà le donne e i loro Committee of Demanders of Women’s’ Right andranno avanti, non credo si accontenteranno di essere riuscite a far togliere un divieto così inutile visto che comunque per essere ascoltate hanno organizzato manifestazioni e disagi in tutto il territorio nonostante il pericolo di arresti e perdita del lavoro.
Certo il risultato è comunque una vittoria e poi c'è da dire che anche da noi le cose non sono migliori visto che mi ricordo di una notizia su uno di quei giornalini gratuiti che trovi la mattina presto perché se ti attardi li trovi già tutti fagocitati dai pendolari della metropolitana, che era intitolato: "L'autista è donna, annullata la gita" in cui si raccontava che a Valfabbrica vicino Perugia, una scolaresca si sarebbe dapprima rifiutata di salire sul pullman guidato da una donna appunto e avrebbe chiesto una sostituzione al maschile che una volta negata ha portato la scuola ad annullare l'intera gita!.*

Mentre sono notizie di qualche periodo fa che a Dubai invece per risolvere il problema della sicurezza e della privacy hanno sperimentato con successo, tanto che ne sono poi entrati a pieno ritmo 150, taxi in rosa guidati da donne e esclusivamente per donne e pochi mesi fa arrivati anche ad Instabul, un po' quello che era già successo anche in Inghilterra per la verità e anche da noi in Emilia, Trentino e anche il nostro sindaco aveva in mente qualcosa di simile mi sembra di ricordare poi però non so che cosa abbia impedito questa realizzazione, anzi si parlava di propri e veri autobus solo per donne, eh noi quando facciamo una cosa la facciamo fatta bene, mica solo una vettura o dei vagoni ma interi mezzi ;) ma vabbè lasciamo stare.. ancora più recentemente mi vengono in mente appunto i vagoni dei treni e della metropolitana in Giappone dove per risolvere il problema delle molestie sui mezzi pubblici si sono riservate zone di questi esclusivamente alle donne.

Certamente questi sono dei palliativi che possono a volte forse far anche sorridere bonariamente chi è abituato a guardare questi fenomeni ma che chiaramente non sono in grado di risolvere il problema delle molestie e violenze contro le donne nei paesi occidentali e del problema dei diritti fondamentali che alcuni paesi islamici si trovano a dover affrontare.

Questa piccola rivoluzione però almeno in Arabia Saudita quale sia la reale motivazione degli abrogazionisti può sempre apportare nuove riforme come è successo in Marocco dove dopo numerosi casi di incidenti stradali alle donne è stato proibito...indossare il velo , sì sembra quasi uno scherzo e invece no, sia il niqab, il velo che lascia scoperti solo gli occhi e a maggior ragione il velo integrale sono stati proibiti perché limitano la visuale e sono causa di incidenti*.
Quindi auguro a tutte le donne che combattano tutti i giorni anche per piccoli riconoscimenti senza mai indietreggiare sul loro terreno, piccola o grande che sia la nostra conquista è la nostra e nessuno potrà levarcela e chissà che da quella, come una pianta in fiore, possano nascere altri frutti!.
(si vede che nel week end ho fatto giardinaggio :)?).

* 21/01/08 The Telegraph;
* 25/05/06 Metro;
*6/02/07 E-Polis.

giovedì 24 gennaio 2008

Un pò di aria fresca

E' solo di ieri la notizia che in Arabia Saudita è caduto un divieto che aveva per noi occidentali dell'incredibile ma che purtroppo come spesso succede contraddistingue invece altre realtà lontane e a volte neanche troppo da noi ma soprattutto dal nostro modo europeo di vivere e interpretare la vita.

In questo paese così enigmatico e poco conosciuto molto chiuso su e in se stesso, è finalmente caduto un tabù che contraddistingueva la vita delle donne saudite che senza un tutore, e non stiamo parlando di materiale sanitario ma della necessaria presenza coatta di un parente di sesso maschile(figlio, padre, fratello, marito, cognato...)non potevano entrare e prendere ristoro in un albergo.

Sì effettivamente questo aspetto della vita quotidiana è presente in molte società islamiche, ricordo che perfino in Algeria questo aspetto mi colpì molto quando parlando mi dissero che non tutte le donne erano libere di uscire anche solo a fare la spesa se non avevano un maschio con loro (figlio adolescente, nipote, marito...) ma finalmente almeno in Arabia Saudita questo costume ora è stato superato dalla decisione del Re, dopo che alcune donne seppur in situazioni critiche non erano state accolte negli alberghi perché da sole, che si è reso conto come questo divieto era dovuto ad una interpretazione troppo rigida della sharia.


L'Arabia Saudita con questo sovrano mano a mano si sta dimostrando pronta ad un cambiamento sostanziale lento ma profondo della sua società senza rinunciare alla propria tradizione, senza stravolgersi o occidentalizzarsi per forza, certo i cambiamenti soprattutto da un punto di vista così delicato come la realtà femminile sono indispensabili ma a lungo termine poiché ci vorrà comunque molto affinché il tessuto societario li assimili e li accetti ma bisogna pur cominciare da qualche parte sperando che questo esempio possa fare da guida per altri paesi in cui ancora la condizione delle donne non è rispettata fin nei minimi aspetti quotidiani.


Per chi volesse avere uno stralcio della realtà saudita da un punto di vista femminile consiglio questo libro uscito da poco e scritto da una giovane ventiquattrenne saudita appunto e che si intitola "Le ragazze di Riad" censurato o comunque non apprezzato in patria ha avuto molta eco all'estero ed ora è uscito anche qui da noi...buona lettura!.


mercoledì 23 gennaio 2008

Chi è senza peccato...

Ishtar Alabina

Ebbene sì ho ceduto, ho peccato padre...anch'io ho aperto una mia pagina su Myspace!!! Dopo parecchi giorni di meditazione e altrettanti di difficoltà tecniche, ieri per caso mentre ci riprovavo per la 30esima volta , all'improvviso la mia iscrizione è stata valida e tutto è cominciato...

Mi sono scatenata alla ricerca dei contatti che mi interessava avviare in primis con Angelo e Francesca ;), ma poi Yasmin Nammu che molto carinamente, come sempre, mi ha risposto subito e sempre in modo carino ma anche Rachel Brice e Ansuya, ma non solo anche contatti con alcune femministe americane alcune delle quali purtroppo ancora più virtuali perchè passate a miglior vita già da un pò, però ci sono anche cantanti e gruppi veramente particolari come Armen Ra e Ishtar Alabina e finchè è stata in vita anche Cheika Rimitti, la mamma dei rai algerino, sì sicuramente sono tutte amicizie per modo di dire io preferisco chiamarli contatti che però effettivamente ti danno l'opportunità quanto meno di scambiare due righe di numero con una persona che magari non avresti mai potuto contattare veramente, tipo oggi quando ho detto a Rachel Brice che l'aspettavo a Roma, con una certa faccia tosta o per usare un'espressione araba una faccia da...


Nina Hagen

giovedì 10 gennaio 2008

Dedicato a tutte...

Oggi ricorre l'anniversario della scomparsa della prima donna latino americana che negli anni '40 vinse il premio Nobel per la Letteratura e di cui rimando al sito di O G per chi volesse approfondire; per ricordarla dedico a tutte noi questa sua poesia, intitolata
"Those Who Do Not Dance":

A crippled childSaid,
“How shall I dance?”
Let your heart dance
We said.

Then the invalid said:
“How shall I sing?”
Let your heart sing
We said

Then spoke the poor dead thistle,
But I, how shall I dance?”
Let your heart fly to the wind
We said.

Then God spoke from above
“How shall I descend from the blue?”
Come dance for us here in the light
We said.

All the valley is dancing
Together under the sun,
And the heart of him who joins us not
Is turned to dust, to dust.

Traduzione di Helene Masslo Anderson

E questo video tratto da un'altra sua poesia intitolata "La Bailarina" di cui dò il testo integrale:

La Bailarina

La bailarina ahor est danzando
la danza del perder cuanto tenia.
Deja caer todo lo que ella habia,
padres y hermanos, huertos y campinas,
el rumo de su rio, los caminos,
el cuento de su hogar,
su propio rostroy su nombre,
y los juegos de su infancia
como quien deja todo le que tuvo
caer de cuello, de seno y de alma.

En el filo del dia y el solsticio
baila riendo su cabal despojo.
Lo que avientan sus brazos es el mundo
que ama y detesta, que sonrie y mata,
la tierra puesta a vendimia de sangre,
la noche de los hartos que no duermen
y la dentera del que no ha posada.

Sin nombre, raza ni credo, desnuda
de todo y de si misma, da su entrega,
hermosa y pura, de pies voladores.
Sacudida como arbol y en el centro
de la tornado, vuelta testimonio.

No esta danzando el vuelo de albatroses
salpicados de sal y juegos de olas;
tampoco el alzamiento y la derrota
de los canaverales fustigados.
Tampoco el viento agitador de velas,
ni la sonrisa de las altas hierbas.

El nombre no le den de su bautismo.
Se solto de su casta y de su carne
sumio la canturia de su sangre
y la balada de su adolescencia.

Sin saberlo le echamos nuestras vidas
como una roja vest envenenada
y baila asi mordida de serpientes
que alacritas y libres la repechan,
y la dejan caer en estandarte
vencido o en guirnalda hecha pedazos.

Sonambula, mudada en lo que odia,
sigue danzando sin saberse ajena
sus muecas aventando y recogiendo
jadeadora de nuestro jadeo,
cortando el aire que no la refresca
unica y torbellino, vil y pura.

Somos nosotros su jadeado pecho,
su palidez exangue, el loco grito
tirado hacia el poniente y el levante
la roja calentura de sus venas,
el olvido del Dios de sus infancias.




E per concludere un Tango di Roxanne dedicato a questa grandissima potessa e donna.

venerdì 4 gennaio 2008

A quelli buoni e a quelli no...

Ecco che si avvicina ancora una volta come ogni anno la festa che amo di più...l'epifania anche se tutte le feste si porta via.

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana:
Viva viva la Befana!


Il termine "epifania" significa "manifestazione, presenza divina" in greco da cui deriva. In realtà questo termine proviene da antiche tradizione agrarie pagane, la vecchietta raffigurerebbe infatti l'anno trascorso e i doni, un augurio di prosperità per il nuovo anno, da qui anche le numerose tradizioni presenti sul nostro territorio, seppur ognuna con diverse caratteristiche, di bruciare un fantoccio di vecchietta in piena visione pagana, del vecchio pronto a rinascere.

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la scopa di saggina:
viva viva la nonnina!


La leggenda invece narra di una vecchietta che incontrati i Re Magi sulla via di Betlemme non volle accompagnarli ma che al mattino dopo, pentitasi, si mise alla ricerca del bambinello che però non trovò e da allora cominciò a cercare vagando senza sosta e portando doni a tutti i bambini che incontra sperando che siano Gesù.

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
viene e bussa alla tua porta
sai tu dirmi che ti porta?


Cristianamente parlando invece, già dal III secolo i cristiani iniziarono a commemorare, con il termine Epifania, le manifestazioni divine (come i miracoli, ecc.) di Gesù. Oggi con l'Epifania si celebra la prima manifestazione della divinità di Gesù all'intera umanità, con la visita solenne e l'offerta di doni dei magi.
Ma nel IV secolo l'Imperatore Costantino decise di anticipare la festa della nascita di Gesù per farla coincidere con quella pagana del Sole che cadeva appunto il 25 dicembre come modo per "debellare" i riti pagani e convogliare maggiori fedeli alla causa del cristianesimo. A seguito però di questa decisione la festa del 6 gennaio rimaneva per così dire "scoperta" si decise allora, di farla coincidere con l'arrivo della adorazione dei Magi.
Nelle chiese cristiane ortodosse, il 6 gennaio si celebra ancora la Nascita di Gesù, a causa di una differenza fra calendario gregoriano e quello giuliano precedente, ancora in uso in certe chiese ortodosse.

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!


E' inutile dire che a me la befana è sempre stata simpatica sarà stato il mio germe femminista in erba pronto a germogliare ma la befana ha riscosso sempre molta simpatia, molta di più che non per Babbo Natale, e se ci penso anche ora razionalmente effettivamente la Befana ha dei pregi tutti suoi che il babbo si sogna, innanzi tutto è in grado di deambulare a bordo della sua scopa ed è autonoma ed indipendente da renne (sfruttamento animale) e da elfi a cui non fa preparare alcun dono (sfruttamento di lavoro non riconosciuto) e poi alla sua età è ancora attiva e propositiva e anzi dispensa ricompense ai buoni e redarguisce i cattivi, e il babbo invece fa fare tutto ad altri e si prende lui tutti gli onori...eh eh eh babbo così non va, prendi esempio da una giovane vecchietta sprint magari ti aiuterebbe a smaltire il girovita di troppo!

La befana nella sua iconografia è altamente imparentata con le streghe a testimoniare la loro comune radice pre-cristiana che affonda nel paganesimo e per essere ancora una volta femminista over all, dedico questa filastrocca a tutte le donne a cui capiterà di leggere questo post, un augurio affinché ci venga riconosciuta autonomia, indipendenza, libertà creativa ed interpretativa, in ogni donna si nasconde una strega/befana:


La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte;
viene, bussa e scappa via,
la befana è mamma mia.


E nella notte del 5 gennaio potremmo liberamente urlare ancora una volta: "tremate tremate le streghe son tornate!!!"

Auguri a tutte le Befane, Babushke e Babe Jaga della Terra!!!


mercoledì 19 dicembre 2007

Idee femministe per Natale

Prendo spunto da un articolo di qualche giorno fa su Il Messaggero di Annabella d'Avino che ha fatto una bella rassegna di testi dedicati alle donne con una panoramica anche su autrici straniere arabe e non, finalmente un bell'articolo di proposte realmente utili alla comprensione della realtà femminile, e non i soliti libri pseudo- femministi che parlano di come fare la bastarda con gli uomini o cose simili.

Alla sua lista vorrei aggiungere anche dei miei consigli letterari, per quanto riguarda il testo della Giannini Bellotti (mia musa e di chi no?), citata nell' articolo della d'Avino, segnalo anche "Prima le donne e i bambini" .
Di Luisa Muraro, L'ordine simbolico della madre, 1991; nella nuova edizione del 2006 per sviscerare il rapporto materno da sempre caro al movimento femminista, ma mi rendo conto che può risulatre un pò indigesto per chi è a digiuno di mistiche femministe e filosofia;
per riscoprire passate ma eterne scrittrici:

ai più sconosciuta (in Italia) Christina Giorgina Rossetti, noto è suo fratello il pittore Gabriel Dante Rossetti, il suo scritto più famoso è "The Goblin Market" ma anche le sue poesie sono da leggere.

di Jane Austen, di cui è ricorso l'anniversario di nascita tre giorni fa, segnalo "Persuasione" nella versione con una prefazione di Virginia Woolf.

delle sorelle Bronte, segnalo questo libro "The four Brontes" perchè sono famose e vengono nominate sempre le sorelle ma c'è stato anche un fratello pittore che evidentemente ha risentito della maggiore notorietà germanica e così per Pari Opportunità mi faceva sorridere l'idea per una volta di mettere in evidenza "un fratello di" .

E poi il libro "Artemisia" di Alexandra Lapierre, libro sulla vita di Artemisia Gentileschi molto ben fatto e articolato soprattutto per le note storiche e le fonti usate, anche se si fa accenno ad Arcangela Tarabotti in modo non corretto, però è una nota assai minima che forse neanche troverete tra le note ai capitoli ma sappiate che l'ambiguità di cui si parla non è stata mai dimostrata e il comportamento di Suor Arcangela Tarabotti, seppur suora forzata, è sempre risultato cristallino anche ai suoi più grandi critici e detrattori in tutte le epoche.

Per i bambini e le bambine "Dalla parte dei bambini, la rivoluzione di Maria Montessori" di Daniela Palumbo, con illustrazioni che accompagnano la vita di questa grande donna.

E per finire dopo tutte queste letture, "Le donne che leggono sono pericolose, una storia della lettura in immagini dal XII al XXI secolo" di Stefan Bollmann e Elke Heidenreich.


B U O N E
F E S T E ! ! !

venerdì 14 dicembre 2007

E' on line

Da oggi sul sito http://www.tesionline.it/ è disponibile alla consultazione la mia tesi di laurea in "Questione femminile" dal titolo "L'istruzione femminile nel pensiero di Arcangela Tarabotti" con la Professoressa Ginevra Conti Odorisio come relatrice e la professoressa Fiorenza Taricone come correlatrice.

800-911753

L'associazione delle donne marocchine (Acmid-donna) presieduta da Souad Sbai ha attivato un nuovo numero verde anti violenza in grado di supportare le richieste di aiuto delle donne straniere e nella fattispecie delle donne arabe. Il personale che risponde al centralino oltre a parlare il dialetto marocchino, parla anche l'arabo, il francese e l'inglese.
Questa nuova iniziativa, "Mai più sola" ha anche lo scopo di fornire aiuto psicologico e legale a chi vi si rivolge ma non avendo trovato finanaziamenti pubblici ha dovuto cercare sovvenzioni private, che si sono materializzate grazie alla Fondazione Nando Peretti.
Dopo il caso di Hina, ci aspettavamo una presa di posizione da parte delle nostre istituzioni che come al solito hanno di meglio da fare che occuparsi dei problemi del paese figuriamoci poi dei problemi delle donne, sono troppo presi ad andare a trans o a prostitute magari affiancati da un pò di quella polverina che tanto fa ormai moda anche quella, ormai...magari con una moglie incinta a casa che li aspetta, da brava mogliettina.
E come al solito siamo noi cittadini a dover pensare a noi stessi, come dice Germaine Greer: "Non abbiamo altra scelta che voltarci e combattere".


800-911753

mercoledì 12 dicembre 2007

Ma veramente?


Lunedì scorso ho avuto il piacere di incontrare la giornalista Nella Condorelli che ha affascinato l'auditorio con la sua verve e soprattutto per gli appunti che ha mosso alla tv e al suo modo di comunicare-informare; i più esperti di me in questa materia non potranno non avere notato la doppia terminologia che affligge oggi il mondo della comunicazione via etere in cui questi due aspetti si sono fusi ed hanno portato alla confusione in cui ci ritroviamo se non anche alla scarsa qualità del mezzo in cui anche le reti pubbliche corrono appresso alle reti commerciali proponendo programmi di scarsa informazione e tra l'altro in modo superficiale venendo meno all'anima della professione giornalistica.


Effettivamente devo dire che questo aspetto è ciò che più volte ho lamentato in questo blog, come si può facilmente rintracciare anche solo nel post qui sotto, anche se mi sono soffermata, per deformazione professionale, sull'aspetto che riguarda le tematiche sulle donne...magra consolazione!.