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mercoledì 11 febbraio 2009

Donne e danza


eccomi come al solito a morsi e bocconi ma eccomi!.
sono due fine settimana che passo all'insegna della danza e questo mi rende particolarmente felice anche se mi piacerebbe condividerli con il mio Angelo anche se tutto sommato nel primo caso ci siamo visti subito dopo e forse lo spettacolo per lui sarebbe stato troppo "gravoso" e nel secondo caso esserci andata con Fra e Vale trovandoci poi con tutta una serie di altre ragazze, compagne di corso, amiche di forum, ... casualmente o meno ha creato un bell'ambiente che magari poi quando uno va invece accoppiato bene o male non si crea perchè si tende a chiudersi un pò nella coppia invece in questa situazione non essendoci coppie siamo state più tra noi, commentando scherzando e ammazzando il tempo aspettando che il teatro aprisse :).

Il primo spettacolo che ho visto nel fine settimana scorso (due settimane fa)  trattava di danza indiana, nello specifico la danza Bharata Natyam:  "MATER MATUTA -DEE E DONNE DALLE DANZE DELL'INDIA DEL SUD":
"La danza classica indiana Bharata Natyam deriva sia dagli antichi rituali del tempio che dalle danze di corte. É uno stile estremamente complesso e che realizza al meglio l’equilibrio tra la Grazia (laasya) e il Vigore (tandava).
Nello spettacolo viene posta particolare enfasi sul rapporto tra il Femminile e il divino, così come viene interpretato in vari generi compositivi. Protagoniste sono sempre le donne, donne innamorate, donne che si rapportano al loro amato o alla divinità, in una progressione di stati ove l’Amore umano si trasforma nell’Amore Divino.
La descrizione dei brani viene intercalata ad estratti del testo La Danza di Luciano di Samosata: lungi dall’essere un linguaggio meramente esotico, la danza classica indiana ci riporta agli albori del linguaggio coreutico mediterraneo, ove il pantomimo, “sapiente delle mani”, avrebbe fatto uscire lo spettatore da Teatro migliore di quando vi era entrato."



Insomma la danza indiana classica per eccellenza, interpretata da Maria Luisa Sales, una garanzia. Per fortuna l'esibizione era intervallata dalla traduzione dei brani che la danzatrice poi andava ad interpretare così è stato indubbiamente più facile seguire. Avevo già letto testi antropologici su questa danza e mi è piaciuto ritrovare elementi tipici della visione della civiltà indiana in questa esibizione, al di là degli elementi coreografici in se', infatti la danza in India è un qualcosa di sacro (ancora oggi la danzatrice ha qualcosa di divino, è un tramite tra il terreno e il supremo) e come tale è piena di simbolismo sia nella presenza che nell'assenza.
L'unico neo forse la lunghezza un'ora è stata forse troppo ma è altrettanto vero che non ho fatto neanche in tempo a pensare chissà quando finirà che è terminata
Per darvi comunque un'idea linko un video da youtube, di un solo minuto :), dove ho ritrovato mimiche simile d'altronde la danzatrice è un vero e proprio mimo del testo cantato.


Il secondo spettacolo invece ha trattato di danza orientale e flamenco per il resoconto vi rimando al post di Francesca che ha già colto ogni aspetto nel bene e nel male e dove potete trovare anche il mio commento, oltre che bellissime foto.

Insomma sono due fine settimana all'insegna della mia amata danza che mi riempiono di emozione ma poi il contro altare è che l'inizio di settimana è più duro come se mi fossi lasciata alle spalle, qualcosa di magico che forse mi appartiene di più che non stare dietro/su una scrivania davanti a un Pc con mille scartoffie, e dove probabilmente vorrei tornare.

lunedì 7 aprile 2008

Ora che...

anche all'estero se ne parla (se ne sono accorti anche negli Stati Uniti) anche se con qualche mese di ritardo rispetto al clamore che ha suscitato qui la nota campagna definita "pro" anoressia del fotografo Toscani e delle conseguenze mediatiche e politiche che ne sono susseguite, tra cui il così detto codice della moda che non vuole modelle troppo magre, non al di sotto della 42! Voglio contribuire anch'io a modo mio a questo messaggio palnetario, che mi ha riguardato da vicino in passato, con un video musicale, rivisto e corretto ma secondo me significativo per la scelta delle immagini che sono state messe sulla musica originale che trasmette comunque un bel messaggio:

mercoledì 5 marzo 2008

Ciao Tina...


Come fa una persona a sentirsi triste per la scomparsa di un' altra persona che non conosceva così bene, di cui sapeva solo le sue battaglie, i suoi lavori e le sue conquiste, che aveva visto solo un paio di volte ma sempre in modo molto fugace e nonostante questo aveva notato un carisma unico che si addice appunto solo alle grandi? Forse perchè le sue battaglie erano le nostre, forse perchè combatteva per noi, le sue conquiste hanno reso una società migliore l'Italia soprattutto per tutte noi, come quando grazie anche a lei la legge sulla violenza sessuale del 1996 ha tramutato questo reato come un crimine verso la persona e non più solo contro la morale, oppure quando si è prodigata per aggiornare l'articolo costituzionale sulle pari opportunità (51), oppure quando ha difeso l'unica sopravvissuta al massacro del Circeo (1975) combattendo strenuamente in un processo dove le brave ragazze sono quelle che se ne stanno a casa e non se la vanno a cercare, è grazie a lei se alla fine del processo nonostante i risarcimenti ridicoli e le pene vergognose agli imputati, che poi sappiamo tutti come sono andate a finire, c'è comunque stata una sentenza di colpevolezza per stupro, una parola che fino ad allora tutti avevano avuto pudore di pronunciare ma non lei che durante le sue arringhe ha semplicemente chiamato le cose con il proprio nome chiamando a responsabilizzarci tutti.

Ma la commozione non riesce a farmi aggiungere altro... Grazie Tina!.

martedì 4 marzo 2008

Per ricordare e conoscere

Un mese fa, di qualche anno fa, veniva a mancare una grande femminista della così detta "seconda ondata" e siccome le sue opere hanno realmente dato un impulso propulsivo alla riflessione e al cambiamento della condizione delle donne, ovviamente soprattutto in America, e lei è stata e continua ad essere una figura affascinante di donna oltre che femminista e studiosa, per chi vuole può leggere una sua breve biografia su O G, volevo ricordarla così con un pezzetto delle Casalinghe Disperate, perchè incarnano esattamente quello che lei era riuscita a mettere in evidenza e a denunciare non senza, come al solito, pagare personalmente, se esistono oggi visioni come quelle delle Desperate Housewives, che dietro alla frizolezza o alla semplicità se preferite, nascondono invece un messaggio serio, e questo non è da poco, lo dobbiamo anche a lei senza ombra di dubbio, e chissà se anche il telefilm, sempre americano, di Ugly Betty (di cui rimando al blog di Luce) prende spunto sempre da lei che si chiamava per l'appunto Betty Friedan.
Comunque telefilm a parte se oggi siamo anche noi quello che siamo lo dobbiamo anche a lei, grazie di cuore Betty!.


sabato 9 febbraio 2008

Ancora una volta

La Campagna delle Nazioni Unite contro la violenza sulle donne ha bisogno ancora di tutti noi, se non avete ancora sottoscritto questa iniziativa fatelo ora perchè ci sono altri buoni motivi per farlo...per ogni firma entro le prime 100,000 il fondo delle Nazioni Unite darà un euro in favore della campagna che li userà per realizzare a livello locale iniziative contro la tratta di esseri umani, assistenza alle sopravvissute alla violenza domestica...quindi se non l'avete ancora fatto ora è il momento giusto per voi e per coinvolgere anche gli altri, non è una missione impossibile!. Questo è il link e vi invio anche i ringraziamenti della testimonial della Campagna, l'Amabsciatrice delle Nazioni Unite per l'UNIFEM: Nicole Kidman.


Thank you

Nicole Kidman








UNIFEM Goodwill Ambassador

martedì 29 gennaio 2008

Facciamo alla romana? No, all'italiana meglio...della serie casalighe lavoratrici perplesse

Entro fine mese scade il termine per il canone tv e va bene questo lo sappiamo più o meno tutti visto che ce lo ricordano con ogni mezzo visivo, audio, cartaceo etc...ma per le casalinghe c'è ora anche un'altra incombenza che per la verità è molto utile: l'assicurazione appunto per coloro che svolgono attività in casa, un lavoro che non deve essere subordinato ma per coloro che si prendono cura del "focolare", quindi casalinghe sì ma anche casalinghi e studenti universitari fuori sede.
L'assicurazione, che appunto scade a fine mese, e ha un costo di soli 13 euro e il cui bollettino è reperibile alle poste o presso i patronati, si paga all' INAIL ed è obbligatoria per legge la legge n.493/99 che riconosce e tutela il lavoro domestico.

Ora direte voi qual è il problema? Finalmente le casalinghe, persone che non lavorano, sono in qualche modo tutelate in caso di infortunio, è vero benissimo infatti il problema sorge, almeno per me, leggendo l'art.6 al comma 1 del Capo III in cui sta scritto: "Lo Stato riconosce e tutela il lavoro svolto in ambito domestico, affermandone il valore sociale ed economico connesso agli indiscutibili vantaggi che da tale attività trae l'intera collettività.[...]", bene lo Stato riconosce il lavoro casalingo questa è una cosa molto importante per milioni di donne che non hanno un reddito ma che quindi lavorano giusto?, Ma attenzione per cosa lo riconosce? se continuiamo a leggere vediamo che "A tale fine, il presente capo introduce misure finalizzate alla tutela dal rischio infortunistico per invalidità permanente derivante dal lavoro svolto in ambito domestico", ecco il lavoro casalingo viene riconosciuto come un lavoro, che ha un alto valore sociale, un alto valore economico, che apporta vantaggi a tutta la società ma non gli viene riconosciuto un reddito bensì solo una assicurazione; voi direte che come al solito sono io troppo esigente ma in realtà questo non è un problema da poco, uno perché mi sembra la solita cosa all'italiana del contentino che non risolve la situazione, due perché molte donne potrebbero risolvere la propria vita e la propria considerazione di se stesse e quella che gli altri conseguentemente hanno di loro, tre perché molte donne potrebbero spontaneamente scegliere di restare in famiglia e questo avrebbe delle sane ripercussioni sociali in termini di realizzazione personale, figli più seguiti e più sani e questo non mi sembra poco.

Continuando a leggere in giro mi sono imbattuta poi in un'intervista del direttore del CENSIS in un articolo del Messaggero a cui rimando per la mia risposta personale anche se non ancora pubblicata, almeno che non mi abbiano censurato ma non credo infondo l'ho rimesso un po' in riga ma non sono stata troppo brusca almeno spero. Giuseppe Roma sostiene che la vera sfida del 2008 è un mercato del lavoro in favore delle donne e che siamo risultati al 27 posto della classifica europea per l'occupazione femminile, cioè il peggior paese occidentale.

Premesso che questo lo sapevamo anche prima della classifica non vedo la novità visto che ogni giorno siamo vessate nei posti di lavoro, e mi fermo lì, ma cosa propone il direttore visto che la sfida per questo nuovo anno è l'occupazione delle donne? 1) Niente part-time che rischia di ghettizzare il lavoro delle donne: !!! Ma lasciacelo decidere a noi..a me non farebbe affatto schifo! 2)equilibrare il lavoro di cura e familiare tra donne e uomini, Finchè questo non avverrà l'Italia rimarrà un paese da terzo mondo; e ok fino a qui potremmo essere d'accordo anche se è una frase del tutto demagogica e un po' troppo generalista ma è poi il paragone che fa con il così detto Terzo Mondo che comincia a non far quadrare più il cerchio...innanzi tutto come ho ricordato nella mia risposta il Terzo Mondo in particolare l'Africa ha più rappresentanze femminili in Parlamento che noi nella democratica e ricca Italia, il Ruanda è il paese con il maggior numero di donne in Parlamento a livello mondiale ad esempio! e due il terzo Mondo ha purtroppo problemi di cui noi per fortuna non abbaimo idea (fame, carestie, malattie...) ,
3) creare più servizi per la famiglia (si badi, per la famiglia, non per le donne) come asili nido e assistenza agli anziani, bene è vero ma non era l'anno per sistemare il lavoro femminile? perché nulla di specifico? più asili nido, sì ma magari aziendali sarebbe meglio, assistenza agli anziani, sì ma alle donne sul lavoro e alle loro condizioni di lavoro chi ci pensa?.
4)Per raggiungere questi obiettivi, NO a sgravi sul reddito familiare complessivo (che disincentiva il lavoro delle donne): cosa??? e qui torniamo al discorso della casalinghe...sì gli sgravi potrebbero disincentivare la presenza del lavoro delle donne ma sembra che il punto di riferimento del direttore sia solo a questo punto una questione di quantità, di presenza delle donne sul mercato, appunto, del lavoro!.
5)SI' alla graduale equiparazione dell'età pensionabile tra uomini e donne: e qui vorrei ricordare ancora una volta che equiparare non vuol dire riconoscere le differenze e rispettarle, far lavorare di più le donne non mi sembra un modo efficace di risolvere le problematiche del lavoro femminile...mi scusi direttore ma lei veramente ma da che parte sta?.

giovedì 10 gennaio 2008

Dedicato a tutte...

Oggi ricorre l'anniversario della scomparsa della prima donna latino americana che negli anni '40 vinse il premio Nobel per la Letteratura e di cui rimando al sito di O G per chi volesse approfondire; per ricordarla dedico a tutte noi questa sua poesia, intitolata
"Those Who Do Not Dance":

A crippled childSaid,
“How shall I dance?”
Let your heart dance
We said.

Then the invalid said:
“How shall I sing?”
Let your heart sing
We said

Then spoke the poor dead thistle,
But I, how shall I dance?”
Let your heart fly to the wind
We said.

Then God spoke from above
“How shall I descend from the blue?”
Come dance for us here in the light
We said.

All the valley is dancing
Together under the sun,
And the heart of him who joins us not
Is turned to dust, to dust.

Traduzione di Helene Masslo Anderson

E questo video tratto da un'altra sua poesia intitolata "La Bailarina" di cui dò il testo integrale:

La Bailarina

La bailarina ahor est danzando
la danza del perder cuanto tenia.
Deja caer todo lo que ella habia,
padres y hermanos, huertos y campinas,
el rumo de su rio, los caminos,
el cuento de su hogar,
su propio rostroy su nombre,
y los juegos de su infancia
como quien deja todo le que tuvo
caer de cuello, de seno y de alma.

En el filo del dia y el solsticio
baila riendo su cabal despojo.
Lo que avientan sus brazos es el mundo
que ama y detesta, que sonrie y mata,
la tierra puesta a vendimia de sangre,
la noche de los hartos que no duermen
y la dentera del que no ha posada.

Sin nombre, raza ni credo, desnuda
de todo y de si misma, da su entrega,
hermosa y pura, de pies voladores.
Sacudida como arbol y en el centro
de la tornado, vuelta testimonio.

No esta danzando el vuelo de albatroses
salpicados de sal y juegos de olas;
tampoco el alzamiento y la derrota
de los canaverales fustigados.
Tampoco el viento agitador de velas,
ni la sonrisa de las altas hierbas.

El nombre no le den de su bautismo.
Se solto de su casta y de su carne
sumio la canturia de su sangre
y la balada de su adolescencia.

Sin saberlo le echamos nuestras vidas
como una roja vest envenenada
y baila asi mordida de serpientes
que alacritas y libres la repechan,
y la dejan caer en estandarte
vencido o en guirnalda hecha pedazos.

Sonambula, mudada en lo que odia,
sigue danzando sin saberse ajena
sus muecas aventando y recogiendo
jadeadora de nuestro jadeo,
cortando el aire que no la refresca
unica y torbellino, vil y pura.

Somos nosotros su jadeado pecho,
su palidez exangue, el loco grito
tirado hacia el poniente y el levante
la roja calentura de sus venas,
el olvido del Dios de sus infancias.




E per concludere un Tango di Roxanne dedicato a questa grandissima potessa e donna.

mercoledì 19 dicembre 2007

Idee femministe per Natale

Prendo spunto da un articolo di qualche giorno fa su Il Messaggero di Annabella d'Avino che ha fatto una bella rassegna di testi dedicati alle donne con una panoramica anche su autrici straniere arabe e non, finalmente un bell'articolo di proposte realmente utili alla comprensione della realtà femminile, e non i soliti libri pseudo- femministi che parlano di come fare la bastarda con gli uomini o cose simili.

Alla sua lista vorrei aggiungere anche dei miei consigli letterari, per quanto riguarda il testo della Giannini Bellotti (mia musa e di chi no?), citata nell' articolo della d'Avino, segnalo anche "Prima le donne e i bambini" .
Di Luisa Muraro, L'ordine simbolico della madre, 1991; nella nuova edizione del 2006 per sviscerare il rapporto materno da sempre caro al movimento femminista, ma mi rendo conto che può risulatre un pò indigesto per chi è a digiuno di mistiche femministe e filosofia;
per riscoprire passate ma eterne scrittrici:

ai più sconosciuta (in Italia) Christina Giorgina Rossetti, noto è suo fratello il pittore Gabriel Dante Rossetti, il suo scritto più famoso è "The Goblin Market" ma anche le sue poesie sono da leggere.

di Jane Austen, di cui è ricorso l'anniversario di nascita tre giorni fa, segnalo "Persuasione" nella versione con una prefazione di Virginia Woolf.

delle sorelle Bronte, segnalo questo libro "The four Brontes" perchè sono famose e vengono nominate sempre le sorelle ma c'è stato anche un fratello pittore che evidentemente ha risentito della maggiore notorietà germanica e così per Pari Opportunità mi faceva sorridere l'idea per una volta di mettere in evidenza "un fratello di" .

E poi il libro "Artemisia" di Alexandra Lapierre, libro sulla vita di Artemisia Gentileschi molto ben fatto e articolato soprattutto per le note storiche e le fonti usate, anche se si fa accenno ad Arcangela Tarabotti in modo non corretto, però è una nota assai minima che forse neanche troverete tra le note ai capitoli ma sappiate che l'ambiguità di cui si parla non è stata mai dimostrata e il comportamento di Suor Arcangela Tarabotti, seppur suora forzata, è sempre risultato cristallino anche ai suoi più grandi critici e detrattori in tutte le epoche.

Per i bambini e le bambine "Dalla parte dei bambini, la rivoluzione di Maria Montessori" di Daniela Palumbo, con illustrazioni che accompagnano la vita di questa grande donna.

E per finire dopo tutte queste letture, "Le donne che leggono sono pericolose, una storia della lettura in immagini dal XII al XXI secolo" di Stefan Bollmann e Elke Heidenreich.


B U O N E
F E S T E ! ! !

venerdì 14 dicembre 2007

E' on line

Da oggi sul sito http://www.tesionline.it/ è disponibile alla consultazione la mia tesi di laurea in "Questione femminile" dal titolo "L'istruzione femminile nel pensiero di Arcangela Tarabotti" con la Professoressa Ginevra Conti Odorisio come relatrice e la professoressa Fiorenza Taricone come correlatrice.

lunedì 12 novembre 2007

Tra leggenda e verità...

La leggenda che si tramanda a Roma da secoli e tra le più celebri, è quella della Papessa Giovanna. Tante versioni di questa storia, una delle tante fa risalire l'origine di questa donna addirittura ad una casata principesca; in questo regno il re aveva tre figlie a cui un giorno chiese quanto affetto avessero verso il proprio padre, le prime due lo lusingarono con espressioni retoriche ma efficienti mentre la terza lo paragonò al sale, una risposta che indispettì il re tanto da cacciarla di casa; questa, scappando chiese riparo in un convento di frati a Magonza, non senza essersi tagliata i capelli e avendo adottato abiti maschili. La sua cultura e la sua saggezza la misero in luce agli occhi dei superiori tanto da far carriera ecclesiastica fino a diventare cardinale e "concorrere" al soglio pontificio alla morte di Papa Leone IV nel 855.

Un'altra versione invece riporta semplicemente che una donna inglese d'origine ma abitante in Germania, si traveste da uomo e va in Grecia dove diventa teologa e poi trasferitasi a Roma riesce a scalare le gerarchie ecclesiastiche fino a diventare Papa.

Ma torniamo alla prima versione: dopo l'elezione a papa, Giovanna rivoluziona le pratiche di vita quotidiana licenziando i servitori tranne uno, il suo cameriere personale, Montesino, che sempre più insospettito dalla voce e dall'apparenza eterea del nuovo papa Giovanni, decide di metterlo più volte alla prova per scoprirne il sesso; tentativi che però in un primo momento andarono falliti sennonché il papa stesso rivelò al suo giovane e attraente servitore la sua natura e i due si amarono appassionatamente.

Dopo due anni e mezzo di pontificato, sottolinea l'altra versione della leggenda, durante una processione da San Pietro al Laterano, il papa Giovanni cominciò a contorcesi dalle doglie, in mezzo allo stradone di San Giovanni, come precisa la prima versione, lì dove c'era una statua e un rudere della Roma antica, il papa Giovanni partorì un bambino sotto gli occhi esterrefatti del clero e del popolo che sembrava impazzito...chi correva da una parte chi dall'altra in preda al panico.

Il papa diventa quindi la Papessa Giovanna che secondo alcuni viene lapidata dal popolo mentre per altri muore con il bambino tra la confusione e le grida dello sconcerto generale e comunque i loro corpi spariranno per sempre e di lei rimarrà solo la leggenda....della Papessa Giovanna.


Per chi vuole gustarsi la vicenda al Teatro dei Documenti, fino al 18 novembre, in Via Nicola Zabaglia, 42 va in scena questa vicenda rivista in chiave ironica e grottesca, un' occasione in più per conoscere questa figura di donna che forse tanto leggenda non fu. La sua esistenza viene ripresa infatti anche nella prima storia pontificia, del 1479 il cui autore, Platina, registra l'accaduto come una svista a cui si era rimesso riparo, negli anni, con un esame che il novizio papa doveva superare...sedersi su una sedia bucata da cui il diacono toccandolo poteva confermarne il sesso. Per molti però il malinteso nacque proprio dal fatto di usare queste sedie che in realtà erano "da parto" e da qui l'ironia interpretativa che poi sarà sfruttata anche dai luterani nelle loro invetture contro il papato fino a tutto il Seicento.

Storicamente poi ci sono dei riferimenti reali sì ma imprecisi e a volte non corrispondenti all'attualità dell'epoca.

Per altri ancora questa è semplicemente una leggenda che nasce dal potere che donne macchinose e senza scrupoli avevano conquistato presso il clero e il papato intorno al X secolo, come una tale Marozia che ebbe tra i suoi amanti Papa Sergio III, e che fece eleggere anche suo figlio al soglio di Pietro con il nome di Papa Giovanni XI, ma ancor prima, grazie ad oculati matrimoni e alle ricchezze derivatene, che le permettevano un controllo sui poteri ponentini, cominciò a scegliere lei i papi, così nell'ordine si ebbero, Leone VI (per pochi mesi), Stefano VI ed in fine suo figlio Giovanni.

venerdì 9 novembre 2007

Il gusto del passato...

Ieri sera armandomi di coraggio (per le mie condizioni di salute), sono andata a vedere il film muto del 1926 "Der heilige Berg", la montagna sacra, con Leni Riefenstahl la così detta regista di Hitler ma a parte questo particolare ininfluente per me nel senso che a me questo tipo di film piacciono troppo e che lei che ne è l'interprete sia stata un personaggio ambiguo e discutibile non mi interessa.
Quello che mi è piaciuto del film, sonorizzato dalle improvvisazioni dal vivo del gruppo Anthea, è stata la storia in se' ancora molto attuale e la capacità di un film muto di risucchiarti completamente nella trama, semplice ma efficace e di come all'epoca si riuscisse a fare buon cinema con semplicità e senza volgarità di alcun tipo; il film presenta anche effetti speciali per l'epoca spettacolari ma sempre utili alla storia e all'enfasi del racconto mai fatti a sproposito o tanto per impressionare.

Alla fine della serata mi sono ritrovata a fare elucubrazioni sulla danza che anche in questo film la fa da padrona :), e mi sono chiesta all'epoca, siamo nel 1926, quanta influenza nei movimenti della Riefenstahl ci fossero di quella danza così detta moderna che aveva mosso i primi passi già da qualche anno grazie ad Isadora Duncan. Mettendo a confronto le immagini mi sono fatta una mia idea... voi che ne dite?

La danza di Diotima al mare suo elemento naturale e dal quale proviene...




Isidora Duncan style

mercoledì 17 ottobre 2007

Alziamoci e Urliamo...

Se oggi ci sentiamo chiamati, rispondiamo...


17 October 2007 is UN World Poverty Day
The United Nations Development Fund for Women (UNIFEM) and the Women's Funding Network invite you to participate in an extraordinary one-day event(Tue 16 Oct 2007, 21:00 GMT to Wed 17 Oct 2007, 21:00 GMT)in support of gender equality to eliminate poverty.
Click the e-card below NOW! to be counted in the24-hour world record for people standing up against poverty.

Please forward this message to your friends and colleagues, and help us spread the word about standing up for gender equality and the elimination of poverty.


On World Poverty Day 2007, UNIFEM and the Women’s Funding Network invite you to Stand Up Online to call for increased investment in women to eradicate poverty worldwide. When women are afforded the equality of opportunity that is their basic human right, the potential for economic development is striking. Women are the missing piece of the poverty puzzle.


Why Women Matter
The Issue: Women are the missing piece of the poverty puzzle
The Challenge: Women are missing — and missing out
The Solution: Investing in women
Call to Action: Women’s potential must be recognized and realized






domenica 14 ottobre 2007

E sono piccole soddisfazioni

Oggi per la rubrica "La Tv della domenica", no tranquilli questa volta sarà una cosa breve,ho visto sempre con piacere il programma sui viaggi di Licia Colò che ha lasciato spazio anche a tematiche di approfondimento, come è di abitudine.

Nella puntata odierna ha toccato temi al femminile, come spesso le capita di fare anche nelle passate edizioni, e con mio grande piacere ha presentato la mostra fotografica di un'artista di cui ho parlato a settembre nel post "Donne con gli occhi di una donna", proprio in riferimento alla presentazione di questa iniziativa di ritratti fotografici di donne del sud del mondo e poi intervento molto bello ed importante c'è stata l'intervista a Malalai Joya deputata del parlamento afghano cacciata e condannata a morte dai talebani per aver espressamente condannato la loro corruzione, nel suddetto programma però ci si è scordati di rammentare l'incontro che ci sarà a Roma con questa esponente del governo afghano e altre donne- coraggio di vari paesi del mondo non-democratico, per chi volesse maggiori informazioni, può guardare il post "Donne e fili" dove queste rappresentanti erano state già segnalate nell'ambito dell'incontro promosso dal Telefono Rosa e sul quale torneremo a parlare. Nonchè l'iniziativa contro i tumori del seno il cui post trovate qui sotto...e per la serie "ve lo avevo detto io!" e come anche qualcuna di voi ha notato si cerca di dare informazioni utili e che magari sono sconosciute ai normali mezzi di comunicazione e insomma sono comunque piccole soddisfazioni!!!

mercoledì 10 ottobre 2007

Ottobre un mese col fiocco...

Eccoci ancora ad occuparci di noi donne e questa volta parliamo di seno: la Lega Italiana per la Lotta contro i tumori ha accolto ormai da più di 15 anni l'iniziativa nata negli USA da parte di Evelyn Lauder, Presidente di Estée Lauder Companies, dedicando a questo mese la Campagna Nastro Rosa.

Questo tipo di tumore è quello che più di tutti colpisce le donne in tutto il mondo occidentale e purtroppo è in continua crescita, l'unica arma che abbiamo è quella di sensibilizzarci e sensibillizzare le persone accanto a noi, per questo conoscere e prevenire, come dice un vecchio proverbio, è meglio che curare... e la LILT in questo ci aiuta.

Prendiamoci un pò di tempo per pensare a noi stesse e telefonando al numero verde SOS LILT 800-998877 o consultando il sito www.lilt.it possiamo sapere dove sono gli ambulatori LILT più vicino a noi dove poter fare una visita senologica (per donne con più di 25 anni) ma anche esami di diagnosi precoce o di controlli.

Dopo...possiamo anche darci allo shopping che ci fa doppiamente bene, andando infatti nelle profumerie o nei grandi magazzini (più di 500 in Italia) che aderiscono all'iniziativa possiamo ritirare il pocket informativo e perchè no acquistare i tanti prodotti(troverete la lista sul sito lilit) della Estée Lauder che anche quest'anno devolverà il 10% dei ricavati al sostegno degli ambulatori della LILT.

E per la serata una bella passeggiata nella città che per un giorno vedrà i suoi monumenti, edifici, e statue illuminati di rosa, così come a New York, a Sidney, a Shangai...perchè "La prevenzione non ha età"come ci suggerisce la LILT e neanche confini aggiungo io!.

venerdì 5 ottobre 2007

Khaleegy...mon amour

Questa danza tipica della regione del Golfo Persico, in arabo appunto Khaleej, è comune ad una serie di paesi come l'Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Bharein, Qatar, Oman, Yemen, Irak. In effetti è però conosciuta come danza dell'Arabia Saudita ed è chiamata per questo anche danza saudì, in realtà è stata importata ma non è originaria di questo paese.

Nelle varie zone in cui è ballata, prende vari nomi così come per i vestiti usati, negli Emirati Arabi è nota come raks na’ashat, in Kuwait samra/samri anche per distinguerla dalle altre danze maschili presenti nella zona e che si caratterizzano anche per l'utilizzo di armi.
E' anche conosciuta come danza dei capelli per i movimenti ritmati che la danzatrice fa scuotendo la testa ma chiaramente non si può ridurre la tecnica a solo questo, esistono passi base tra cui il piede avanti a terra e il posteriore alzato sulla semi-punta che dà un senso di leggerezza e divertimento ad un ballo gioioso.

Il tipico vestito, ovvero una tunica con bordi ricamati in oro e con maniche molto ampie che fungono per la danzatrice anche da velo, si chiama El thobe o anche Tobe Al Nasha’ar .


Il ritmo più usato è Saudí o Khaleegy anche se non è l'unico è però il più comune, il cantante più importante di questa disciplina è Mohammed Abdou.

Le donne dell' Arabia Saudita quando vanno alle feste delle donne indossano i loro tobe sopra vestiti preferibilmente da sera e ballano in gruppo, si può dire infatti che questo ballo è delle donne per le donne ed è caratterizzato proprio dalla sua allegria e dalla complicità che crea nel gruppo.

Per chi non volesse perdere l'occasione di impararlo ad ottobre Salua organizza uno stage su questa danza, affrettatevi!!!

domenica 30 settembre 2007

Iran e dintorni

Fino ad oggi era possibile visitare la mostra "Splendori dell'Iran" composta da tre sezioni: quella dei gioielli in cui era possibile ammirare monili tribali appartenenti appunto alle tribù turcomanne dei Tekke e degli Yamud che vivono ancora oggi in una zona di confine tra l’Iran nord orientale (tra il Caspio e l’Afghanistan) e la Repubblica del Turkmenistan, indossati per lo più da donne e bambini soprattutto in occasione di riti ed eventi sociali.

La seconda sezione era dedicata alla cosmesi che presentava gli utnesili dall'età del Bronzo a quelli più raffinati del periodo islamico caratterizzati da contenitori finemente decorati provenienti dalla zona del Khorasan ricca di miniere metallifere dove si sviluppò una scuola che eccelse nella bronzistica, attiva tra l’VIII e il XIII secolo.

Ultima sezione ma non meno interessante anzi, quella dei costumi tipici rappresentanti le maggiori etnie presenti nell’Altopiano iranico ed una scelta di capi di abbigliamento appartenenti alle tribù Gashga’i (Iran meridionale) e Belucia (Iran orientale).
Ma niente paura per chi la avesse persa ma intende rivivere le atmosfere e le magie di quei luoghi può sempre studiare con Marialuisa Sales o ammirarla nelle sue esibizioni...