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martedì 14 luglio 2009

Ricordi di stagione...

Con il caldo si sa la fiacca aumenta e l'appetito a volte langue, non a me purtroppo, e così si cercano piatti veloci ma gustosi, possibilmente unici e allora quale è meglio del Cous Cous, ovviamente sto parlando di quello fresco e non quello che in 5 minuti si fa con l' acqua calda, utilissimo ma certamente un diverso da quello fresco, vabbè come per ogni cosa un conto è la lasagna fatta in casa e un altro è quella confezionata, come dire tutto il mondo è paese.
Sorvolo su come prepararlo perchè ci vogliono giorni se fatto in casa e quindi diciamo che lo compreremo fresco in banchi al mercato o negozi gestiti da arabi e di solito "rivolti" ad un cliente arabo, qui a Roma Piazza Vittorio ma io ad esempio l'ultimo pacco l'ho preso a Porta Portese.
In generale vi consiglio la grandezza media, per questioni di cottura, quello fine si spappola quello grande ci mette di più e può a volte risultare crudino, soprattutto se usate la pentola apposita

composta da due parti nella parte inferiore cuocete le verdure o la carne o il pesce insomma il condimento per il cous cous mi raccomando deve essere brodoso anche perchè mentre cuoce il vapore deve lessare il cous cous che si trova nella parte superiore della pentola.
Oggi ho preparato quello di verdure (il mio preferito) in realtà mi sono arrangiata con quello che c'era in casa (pomodori , carote, melanzane). ho soffritto un di olio e aglio ho poi messo giù le carote e fatte soffriggere poi i pomodori e infine le melanzane che ho fatto un cuocere poi ho aggiunto acqua calda per fare il brodo e lasciato insaporire( faccio così solo per non lessare le verdure che sennò saprebbero di meno) aggiungendo sale, peperoncino ( pochissimo) e ho ultimato la cotture delle verdure nel brodo.
Quando il cous cous è stato pronto ho versato un preparato di quelli da supermercato apposta per il cous cous (Ducros) e l'ho mischiato infine ho aggiunto le verdure e il sughetto e portato tutto a tavola. Una volta servito nei piatti ho aggiunto un altro di brodo delle verdure per renderlo più gustoso ( il cous cous tende ad assorbire in fretta i liquidi).

Ultimi accorgimenti il cous cous una volta cucinato andrebbe fatto riposare un coperto, in realtà ci vorrebbero i piatti tipo questo


ma insomma anche noi in Italia abbiamo dei piatti in ceramica o in coccio, io uso quelli che possono essere una buona soluzione, ultimo trucco se i fori della vostra pentola per il cous cous sono troppo larghi mettete una garza per impedire che il cous cous scenda nel fondo della pentola.
Infine se non avete una pentola per il cous cous potete prendere un buon tegame fondo e mettere uno scolapasta superiore dove lasciare il cous cous a cuocere ( il principio è lo stesso) oppure ancora più semplicemente preparare gli ingredienti separatamente ma certo il sapore ci rimette.
Insomma se non abbiamo proprio tutto l'occorrente possiamo arrangiarci...

Per un tocco proprio arabo, algerino nello specifico...un di menta alla fine invece del basilico o in mancanza o se non vi piace andrà bene lo stesso il basilico che in fondo è pur sempre un prodotto mediterraneo.

mercoledì 6 febbraio 2008

Un nuovo anno per tutti

Per noi un nuovo anno è già iniziato ma non per tutti e siccome in questa settimana cade il capodanno cinese e nella nostra città, ma non solo, ogni comunità mandarina organizza qualcosa, se vi interessa vi suggerisco di informarvi. Per noi a Roma tra le tante iniziative vi segnalo quella di domenica dove, in via del corso alle ore 11, si terrà la tradizionale parata con il dragone cinese, lungo ben 18 metri, per festeggiare l'anno nuovo.
Oppure sabato e domenica al quartiere Esquilino ovviamente, un week end di feste tra danze di dragoni e leoni da Via Manzoni ai giardini di Piazza Vittorio (14.30/17.00)sabato e un'intera giornata di festeggiamenti previsti per la domenica.

Il capodanno cinese o festa di primavera dura di norma quindici giorni e se questo fine settimana non riuscite a partecipare niente paura sabato 16 al Museo Pigorini all'EUR si concluderanno i festeggiamenti con la sfilata del dragone anche se tradizionalmente le celebrazioni si concludono con la festa delle lucerne, ah questo anno è l'anno del Topo!.



Auguri a tutti!

venerdì 11 gennaio 2008

Il regalo più bello

Oggi ho ricevuto visite dai miei parenti "lontani" non nel senso genealogico del termine ma geografico, come consueto mi hanno portato prodotti biologici da loro coltivati o prodotti come cavolfiori, verza, olio e anche...quella che io pensavo fosse finta da che è bella anche se sarà presto tagliata e messa a conservare, una zucca bellissima a cui non ho resistito; ho fatto alcune foto per condividerle con voi (ora avete ogni buon motivo per essere legittimati a pensare alla mia follia come ad un fatto reale e non come ad un vostro dubbio!); da questa "madre" zucca ho già pianificato di piantarne i semi in giardino per la prossima primavera intanto mi gusterò questa prelibatezza, mi piace troppo la zucca e poi così da coltivatore al consumatore con la sicurezza di mancanza totale di pesticidi e simili...Vi terrò informate/i sulle diverse ricette con cui farò a mano a mano sparire questa meraviglia ma rimarranno sempre le foto a testimoniarne la bellezza aspettando il prossimo anno di raccoglierne di mie, anzi se avete qualche ricettina alla zucca ogni suggerimento è apprezzato e magari il prossimo raccolto, a seconda di come avrò intrapreso la mia nuova professione "part-time da agricoltrice biologica fai da te", una bella cenetta ristoratrice per tutti ovviamente alla zucca!!! Lo so che è solo una zucca ma mi esalto per queste piccole cose, ve l'ho detto ora siete legittimati a pensare che io sia pazza :)

lunedì 7 gennaio 2008

La mia befana

La mattina del 6 gennaio, mi sono alzata un po' intirizzita dal freddo, la caldaia aveva fatto le beffe tutto il giorno e così l'avevamo spenta in via precauzionale, fortunatamente i condizionatori invece avevano fatto il loro dovere e la casa si era riscaldata piano piano con costanza, ma durante la notte nel torpore morfeico avevo spento l'impianto e così la mattina dopo, quella appunto del 6 gennaio, il risveglio era avvenuto per gradi, da sotto le coperte sono usciti prima le punte dei capelli, giuro di averle sentite starnutire, poi a mano a mano tutta la testa , gli arti superiori e poi il tronco e dopo un periodo di adattamento climatico, alla fine mi sono decisa a scendere dal talamo, infilandomi subito vecchia vestaglia di pile e ciabbatine di cotone decisa ad avviarmi a ripristinare l'impianto calorifero.

Mentre mi avviavo verso i condizionatori, passo davanti lo specchio del corridoio e quasi ho un sussulto di terrore...la befana, è proprio lei con i suoi capelli mal conci, le vesti non proprio all'ultima moda, il suo naso a becco e quel cappello alto in punta, sì questa volta è proprio lei, dopo tanti anni ora in età adulta eccola che finalmente la incontro... Ma appena mi avvicino l'immagine si dilegua e no sono solo io, che scema, di prima mattina senza occhiali non distinguerei un elefante da un cagnolino!, i miei capelli arruffati e il mio abbigliamento anti freddo hanno fatto l'illusione, riprendo quindi la mia strada verso la salvezza del calore indotto quando qualcosa attira la mia attenzione, qualcosa che prima non c'era, che per tutto il giorno non c'era stato, qualcosa che lì non c'era mai stato, qualcosa che non apparteneva all'arredo di quella casa...dal camino qualcosa è cresciuto, mi avvicino furtiva già pronta ad urlare o ad invocare aiuto, penso a qualche animale che si è intrufolato dalla canna fumaria, a qualche uccellino o peggio ancora a qualche roditore di spiacevole mole e socialità. Mi faccio coraggio e cerco di protendermi il più possibile per cercare di mettere a fuoco l'immagine...sì è qualcosa di grigio, oddio è un topo, e ora come faccio che gli faccio!Proprio a casa di una animalista doveva venire questo e poi una volta entrato lui e preso possesso dello spazio chiamerà tutta la sua famiglia, e dove li metto!, qui urge una soluzione diplomatica e non nociva per nessuno, come accoglienza e per fargli capire che qui siamo gente di pace, come benvenuto e per tranquillizzarlo per poi farlo ragionare sul da farsi, ossia abbandonare questa casa che è già abitata, potrei leggergli o leggerle Il cantico dei cantici, in mancanza di un San Francesco interlocutore del mondo animale magari comunque la sua opera potrebbe sortire effetti positivi sulle eventuali intenzioni belligeranti del topo e lo ben predisporrebbe ad un negoziato non violento.


Mentre sono assorta su questi pensieri un sussulto mi riporta alla realtà, una realtà che mi fa rabbrividire e gelare sulla mia posizione già statica su una mattonella del pavimento a circa 2 metri di distanza...quel coso o quella cosa, qualunque cosa sia...si muove, trattengo l'urlo di paura che già da prima mi ero preparata a far uscire dall'ultimo muscolo diafframmale e arretro a distanza di sicurezza maggiore, non si sa mai...ma sento dei passi mi sembrano umani che mi colgono alle spalle...bloccata dal terrore ormai sono quasi accovacciata su di me, sulle mie ginocchia piegate come un atleta pronto ai blocchi per partire a gambe elevate, quando questi passi, quasi felpati per dire la verità, si avvicinano sempre di più, chiudo gli occhi per qualche secondo ma la curiosità è più forte mano a mano che i passi si avvicinano sto quasi ancora una volta per urlare, quando vedo passare una pantofola a righe e con lei il mio compagno indifferente al mio maldestro mimetismo, cerco di fermarlo per non farlo proseguire oltre la soglia di sicurezza da me solcata ma non ce la faccio ancora prima che io possa fermarlo lui si dirige senza indugi verso il caminetto e tutto divertito e compiaciuto si gira verso di me, e mi dice: "guarda la calza!" , eh!!! Rimango interdetta con un' espressione pari a quella degli occhi delle mucche, non so se l'avete presente, quello sguardo all'infuori misto tra interdizione e/o la pazzia pura, mi avvicino ormai senza più remore e...è vero è una calza della befana sto per strappargliela dalle mani quando lui repentino alza il braccio impedendomi di afferrarla e dice: "non è per me!", vabbè allora a maggior ragione è mia, dammela, la voglio! ma riesco appena a finire di pensare che lui subito aggiunge: "ma non è neanche per te!", ecco c'è comunque la fregatura! La befana ha sbagliato caminetto, vabbè poverina è vecchia e poi sai quanti giri in una notte...si sarà confusa mi dispiace solo per quel bambino che quest'anno non riceverà la sua calza, che magari dopo aver passato una notte tra il dormiveglia per l'eccitazione e la curiosità di poter sentire la befana arrivare e magari di poterla vedere...alzandosi ci rimarrà davvero male non trovando proprio nulla, neanche una calza di tutto carbone, niente neanche quella!; i miei soliti pensieri vengono ancora una volta spazzati via da lui che mi dice: "Non è per me per te!", sì questo è l'unica cosa che ho capito, penso, "E' per la nostra amata nipotina!!!"...ah è per lei, giusto! meno male allora non ci sarà nessuno bambino a cui mancherà una calzetta! Ma ce ne sarà una che ne avrà due, speriamo che questa però non sia piena di solo carbone! ;).

venerdì 4 gennaio 2008

A quelli buoni e a quelli no...

Ecco che si avvicina ancora una volta come ogni anno la festa che amo di più...l'epifania anche se tutte le feste si porta via.

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana:
Viva viva la Befana!


Il termine "epifania" significa "manifestazione, presenza divina" in greco da cui deriva. In realtà questo termine proviene da antiche tradizione agrarie pagane, la vecchietta raffigurerebbe infatti l'anno trascorso e i doni, un augurio di prosperità per il nuovo anno, da qui anche le numerose tradizioni presenti sul nostro territorio, seppur ognuna con diverse caratteristiche, di bruciare un fantoccio di vecchietta in piena visione pagana, del vecchio pronto a rinascere.

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la scopa di saggina:
viva viva la nonnina!


La leggenda invece narra di una vecchietta che incontrati i Re Magi sulla via di Betlemme non volle accompagnarli ma che al mattino dopo, pentitasi, si mise alla ricerca del bambinello che però non trovò e da allora cominciò a cercare vagando senza sosta e portando doni a tutti i bambini che incontra sperando che siano Gesù.

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
viene e bussa alla tua porta
sai tu dirmi che ti porta?


Cristianamente parlando invece, già dal III secolo i cristiani iniziarono a commemorare, con il termine Epifania, le manifestazioni divine (come i miracoli, ecc.) di Gesù. Oggi con l'Epifania si celebra la prima manifestazione della divinità di Gesù all'intera umanità, con la visita solenne e l'offerta di doni dei magi.
Ma nel IV secolo l'Imperatore Costantino decise di anticipare la festa della nascita di Gesù per farla coincidere con quella pagana del Sole che cadeva appunto il 25 dicembre come modo per "debellare" i riti pagani e convogliare maggiori fedeli alla causa del cristianesimo. A seguito però di questa decisione la festa del 6 gennaio rimaneva per così dire "scoperta" si decise allora, di farla coincidere con l'arrivo della adorazione dei Magi.
Nelle chiese cristiane ortodosse, il 6 gennaio si celebra ancora la Nascita di Gesù, a causa di una differenza fra calendario gregoriano e quello giuliano precedente, ancora in uso in certe chiese ortodosse.

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!


E' inutile dire che a me la befana è sempre stata simpatica sarà stato il mio germe femminista in erba pronto a germogliare ma la befana ha riscosso sempre molta simpatia, molta di più che non per Babbo Natale, e se ci penso anche ora razionalmente effettivamente la Befana ha dei pregi tutti suoi che il babbo si sogna, innanzi tutto è in grado di deambulare a bordo della sua scopa ed è autonoma ed indipendente da renne (sfruttamento animale) e da elfi a cui non fa preparare alcun dono (sfruttamento di lavoro non riconosciuto) e poi alla sua età è ancora attiva e propositiva e anzi dispensa ricompense ai buoni e redarguisce i cattivi, e il babbo invece fa fare tutto ad altri e si prende lui tutti gli onori...eh eh eh babbo così non va, prendi esempio da una giovane vecchietta sprint magari ti aiuterebbe a smaltire il girovita di troppo!

La befana nella sua iconografia è altamente imparentata con le streghe a testimoniare la loro comune radice pre-cristiana che affonda nel paganesimo e per essere ancora una volta femminista over all, dedico questa filastrocca a tutte le donne a cui capiterà di leggere questo post, un augurio affinché ci venga riconosciuta autonomia, indipendenza, libertà creativa ed interpretativa, in ogni donna si nasconde una strega/befana:


La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte;
viene, bussa e scappa via,
la befana è mamma mia.


E nella notte del 5 gennaio potremmo liberamente urlare ancora una volta: "tremate tremate le streghe son tornate!!!"

Auguri a tutte le Befane, Babushke e Babe Jaga della Terra!!!


domenica 30 dicembre 2007

AUGURI !!!!

BUON NUOVO ANNO; BUON 2008 anche se bisestile...speriamo bene!

Per scacciare le sciagure vi dedico e mi dedico questa serie di fuochi d'artificio, botti per scacciare tutto quello che non ci piace, tutti coloro che ci hanno fatto esplodere nell'anno tra poco passato, per far trovare la strada al nuovo anno pieno di speranze e desideri per ognuno di noi...




lunedì 12 novembre 2007

Tra leggenda e verità...

La leggenda che si tramanda a Roma da secoli e tra le più celebri, è quella della Papessa Giovanna. Tante versioni di questa storia, una delle tante fa risalire l'origine di questa donna addirittura ad una casata principesca; in questo regno il re aveva tre figlie a cui un giorno chiese quanto affetto avessero verso il proprio padre, le prime due lo lusingarono con espressioni retoriche ma efficienti mentre la terza lo paragonò al sale, una risposta che indispettì il re tanto da cacciarla di casa; questa, scappando chiese riparo in un convento di frati a Magonza, non senza essersi tagliata i capelli e avendo adottato abiti maschili. La sua cultura e la sua saggezza la misero in luce agli occhi dei superiori tanto da far carriera ecclesiastica fino a diventare cardinale e "concorrere" al soglio pontificio alla morte di Papa Leone IV nel 855.

Un'altra versione invece riporta semplicemente che una donna inglese d'origine ma abitante in Germania, si traveste da uomo e va in Grecia dove diventa teologa e poi trasferitasi a Roma riesce a scalare le gerarchie ecclesiastiche fino a diventare Papa.

Ma torniamo alla prima versione: dopo l'elezione a papa, Giovanna rivoluziona le pratiche di vita quotidiana licenziando i servitori tranne uno, il suo cameriere personale, Montesino, che sempre più insospettito dalla voce e dall'apparenza eterea del nuovo papa Giovanni, decide di metterlo più volte alla prova per scoprirne il sesso; tentativi che però in un primo momento andarono falliti sennonché il papa stesso rivelò al suo giovane e attraente servitore la sua natura e i due si amarono appassionatamente.

Dopo due anni e mezzo di pontificato, sottolinea l'altra versione della leggenda, durante una processione da San Pietro al Laterano, il papa Giovanni cominciò a contorcesi dalle doglie, in mezzo allo stradone di San Giovanni, come precisa la prima versione, lì dove c'era una statua e un rudere della Roma antica, il papa Giovanni partorì un bambino sotto gli occhi esterrefatti del clero e del popolo che sembrava impazzito...chi correva da una parte chi dall'altra in preda al panico.

Il papa diventa quindi la Papessa Giovanna che secondo alcuni viene lapidata dal popolo mentre per altri muore con il bambino tra la confusione e le grida dello sconcerto generale e comunque i loro corpi spariranno per sempre e di lei rimarrà solo la leggenda....della Papessa Giovanna.


Per chi vuole gustarsi la vicenda al Teatro dei Documenti, fino al 18 novembre, in Via Nicola Zabaglia, 42 va in scena questa vicenda rivista in chiave ironica e grottesca, un' occasione in più per conoscere questa figura di donna che forse tanto leggenda non fu. La sua esistenza viene ripresa infatti anche nella prima storia pontificia, del 1479 il cui autore, Platina, registra l'accaduto come una svista a cui si era rimesso riparo, negli anni, con un esame che il novizio papa doveva superare...sedersi su una sedia bucata da cui il diacono toccandolo poteva confermarne il sesso. Per molti però il malinteso nacque proprio dal fatto di usare queste sedie che in realtà erano "da parto" e da qui l'ironia interpretativa che poi sarà sfruttata anche dai luterani nelle loro invetture contro il papato fino a tutto il Seicento.

Storicamente poi ci sono dei riferimenti reali sì ma imprecisi e a volte non corrispondenti all'attualità dell'epoca.

Per altri ancora questa è semplicemente una leggenda che nasce dal potere che donne macchinose e senza scrupoli avevano conquistato presso il clero e il papato intorno al X secolo, come una tale Marozia che ebbe tra i suoi amanti Papa Sergio III, e che fece eleggere anche suo figlio al soglio di Pietro con il nome di Papa Giovanni XI, ma ancor prima, grazie ad oculati matrimoni e alle ricchezze derivatene, che le permettevano un controllo sui poteri ponentini, cominciò a scegliere lei i papi, così nell'ordine si ebbero, Leone VI (per pochi mesi), Stefano VI ed in fine suo figlio Giovanni.

sabato 3 novembre 2007

Per nulla Santa

Oggi 3 Novembre si festeggia Santa Silvia, madre di San Gregorio Magno, Papa del VI secolo.

Santa Silvia ha sempre avuto una vita esemplare che si ritrova nella santità del figlio Gregorio.
Nella sua vita è stata moglie, madre ed eremita, ha conciliato la sua posizione di sposa, moglie e madre con una piena adesione alla visione cristiana. Dopo la morte del marito Gordiano, esponente di un'illustre famiglia, decide di ritirarsi a vita claustrale fino alla sua morte, senza scordarsi però del suo ruolo di madre e facendo recapitare ogni giorno al figlio, da poco entrato in convento, una scorta di legumi per arricchire la dieta povera dei monasteri. Silvia morirà nel 590 circa a San Paolo fuori le mura, riuscendo a vedere l'elezione del figlio a Papa.

Una figura per me esemplare perchè nella sua esperienza si può vedere, come in quella delle altre sante e della figura mariana, come le donne siano parte integrante della Chiesa e quanto poco invece lo sono ora; tra i suoi pregi ci sono stati quelli di aver conciliato una vita familiare con quella evangelica, e allora mi chiedo perchè non è possibile farlo ora?Perchè le donne hanno un ruolo subordinato all'interno di una Chiesa che hanno concretamente collaborato a creare? Perchè bisogna scegliere tra una vita familiare e una vita consacrata, l'esempio di queste egregie figure non può essere da spunto per una riflessione?

Da questa mattina ho ricevuto telefonate e messaggini che mi facevano gli auguri e a mia volta ho fatto gli auguri alle mie omonime però mi sono ritrovata a pensare...perchè si fanno gli auguri di buon onomastico? Io mi sento un pò un'usurpatrice, il fatto che io porto il nome di una Santa non mi fa essere un'icona di rettitudine a mia volta, perchè farmi gli auguri? per cosa? per il fatto di portare il nome di un'illustre esponente della cristianità? E cosa c'entro io con le scelte e la vita di questa persona che è riuscita ad avere una vita santa?

Allora oggi voglio ricordare anche Rea Silvia, figura leggendaria, discendente di Enea, figlia di Numitore, re di Albalonga, viene segregata dallo zio usurpatore Amulio e reclusa obbligandola a divenire Vestale. Il dio Marte la possedè nei pressi di una fonte dove si stava riposando e dalla loro unione nasceranno poi i fondatori di Roma, Romolo e Remo.

Silvia= di orogine latina deriva dal termine silva, selva, bosco, quindi il significato è "abitante del bosco", "che viene dal bosco", "abitatrice della selva", "donna del bosco","selvaggia". Di ampio uso si diffonde nell'età repubblicana e ancora nel Medioevo grazie al culto di Santa Silvia. Il nome è diffuso in tutta Italia anche con molte varianti: Silvo, Silviano, Silva, Sylvia e Sylva.
Caratteristiche= riflessiva, pacata, tranquilla, amante della natura. Passa la sua vita a prendersi cura del suo giardino, del suo boschetto, tra il cinguettio degli uccelli e seguendo il ritmo delle stagioni. Meditativa è portata per gli studi filosofici ma anche per i piccoli lavori manuali.
Corrispondenze: segno dell'Acquario; Numero porta fortuna:8; Colore: bianco; Pietra: diamante; Metallo: oro.

Nella letteratura ci sono illustri personaggi: nell'Aminta di Torquato Tasso Silvia è una pastorella devota a Diana che si innamorerà del pastore Aminta innamorato di lei da tempo;
Giacomo Leopardi ne canterà le lodi in una delle poesie più conosciute in assoluto:

A Silvia

Silvia, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitaredi gioventù salivi?

Sonavan le quiete stanze, e le vie d'intorno,al tuo perpetuo canto,
allor che all'opre femminili intenta sedevi,
assai contenta di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi così menare il giorno.


Io gli studi leggiadri talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo e di me si spendea la miglior parte,
d’in su i veroni del paterno ostello porge a gli orecchi al suon della tua voce, ed alla man veloce che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,le vie dorate e gli orti,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice quel ch’io sentiva in seno. [...]


Ricordiamo tra i personaggi famosi Silva Koscina, Sylvia Plath, Sylvie Vartan.
Molte canzoni le sono state dedicate: "Silvia lo sai" di Luca Carboni,
"Silvia" di Vasco Rossi, "Canzone per Silvia" di Francesco Guccini.

venerdì 2 novembre 2007

Un Happy Halloween e non solo...


Nella notte delle streghe non potevo esimermi dal ballare, immersa nel verde della vallata che si vedeva al di fuori della finestra e nel caldo accogliente di un camino all'interno di una casa fiabesca. Ho passato così il ponte festivo, accompagnata dalla musica a cui ho tentato di dare una coreografia ma il risultato non è stato semplice però al di là dei risultati che in questa occasione non erano importanti, ho sperimentato e mi sono lasciata andare improvvisando su brani che di orientale non avevano nulla ma mi sono divertita proprio per questo.

Tra una chicchiera e un'altra ci è venuto a trovare anche un bel micetto a cui abbiamo dato il nome di Escher, perchè tentava di entrare in casa mentre stavamo parlando del noto artista e siccome il nostro primo intento, poi fallito, era quello di farlo uscire per assonanza fonetica a forza di dirgli esci esci...ecco che abbiamo battezzato anche lui che alla fine ha trovato riparo dalla pioggia arrivando ad un giusto compromesso, sull'uscio... ma poi nei giorni successivi ha guadagnato qualche metro!


Una bella esperienza passata tra la danza, la musica, la natura, un caminetto acceso e buon cibo(e vino!!!) con la persona amata, per riscoprirsi vivi al di là del buio metropolitano.
*photos by Ninakha

lunedì 22 ottobre 2007

Il femminile, la divinità e i suoi simboli...


Oggi un seminario esaltante sul tema della divintà femminile nell'antichità della storia umana mi ha esaltato, mi è piaciuta veramente troppo.
Già in età paleolitica esistevano culti prettamente femminili, o meglio nell'antichità e per i primi periodi del cristianesimo, il culto era in mano alle donne, dalle musiche sacre alla "predicazione", alla divinità...c'era infatti LA DEA MADRE, ora Ishtar ora Iside ora Gea, Tenis etc...tanto è che le prime divinità maschili sono un surrogato della grande Dea Madre, sono il figlio (Horus) e sposo della dea da cui "ereditano" il potere ma poi piano piano la Dea Madre viene soppiantata dalla preponderanza maschile e relegata come le donne nella società reale.
E' un argomento complesso ovviamente in cui convogliano tematiche teologiche, storiche, sociologiche e anche psicologiche ma gli aspetti che mi hanno colpito è che la Dea Madre si identifica con il colore rosso, della fecondità, stesso colore con cui si raffigura "la Sapienza" ad esempio nel culto ortodosso russo, elemento cristiano che nel cattolicesimo non è stato mantenuto perchè raffigurato come una donna e questo creava dei problemi con l'idea di divinità maschile proposta, e il tema e l'istituto della Sapienza si ritrova anche nelle religioni orientali sotto forma di serpente con cui guarda caso anche nelle epoche più antiche la Dea Madre veniva raffigurata, insomma la dea madre resiste sotto mentite spoglie e anche fino a noi seppure con il nome di Maria i cui "attributi" richiamano caratteristiche in antichità usate per Iside, Ishtar o Inanna ma mi rendo conto che qui il tema si arricchisce e non sarebbe giusto semplificarlo nè accennarlo.

Ma mentre stavo ascoltando queste cose...d'un tratto mi sovviene: io ho i capelli rossi!!! Il mio segno zodiacale cinese è il serpente e il mio nome è un chiaro riferimento alla selva, ai boschi alla natura e alla fiera, la mia amata danza del ventre dove ritrovo tutte queste simbologie e in più mi occupo di tematiche inerenti la situazione delle donne, sarà tutto solo un caso???.



venerdì 5 ottobre 2007

Khaleegy...mon amour

Questa danza tipica della regione del Golfo Persico, in arabo appunto Khaleej, è comune ad una serie di paesi come l'Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Bharein, Qatar, Oman, Yemen, Irak. In effetti è però conosciuta come danza dell'Arabia Saudita ed è chiamata per questo anche danza saudì, in realtà è stata importata ma non è originaria di questo paese.

Nelle varie zone in cui è ballata, prende vari nomi così come per i vestiti usati, negli Emirati Arabi è nota come raks na’ashat, in Kuwait samra/samri anche per distinguerla dalle altre danze maschili presenti nella zona e che si caratterizzano anche per l'utilizzo di armi.
E' anche conosciuta come danza dei capelli per i movimenti ritmati che la danzatrice fa scuotendo la testa ma chiaramente non si può ridurre la tecnica a solo questo, esistono passi base tra cui il piede avanti a terra e il posteriore alzato sulla semi-punta che dà un senso di leggerezza e divertimento ad un ballo gioioso.

Il tipico vestito, ovvero una tunica con bordi ricamati in oro e con maniche molto ampie che fungono per la danzatrice anche da velo, si chiama El thobe o anche Tobe Al Nasha’ar .


Il ritmo più usato è Saudí o Khaleegy anche se non è l'unico è però il più comune, il cantante più importante di questa disciplina è Mohammed Abdou.

Le donne dell' Arabia Saudita quando vanno alle feste delle donne indossano i loro tobe sopra vestiti preferibilmente da sera e ballano in gruppo, si può dire infatti che questo ballo è delle donne per le donne ed è caratterizzato proprio dalla sua allegria e dalla complicità che crea nel gruppo.

Per chi non volesse perdere l'occasione di impararlo ad ottobre Salua organizza uno stage su questa danza, affrettatevi!!!

domenica 30 settembre 2007

Iran e dintorni

Fino ad oggi era possibile visitare la mostra "Splendori dell'Iran" composta da tre sezioni: quella dei gioielli in cui era possibile ammirare monili tribali appartenenti appunto alle tribù turcomanne dei Tekke e degli Yamud che vivono ancora oggi in una zona di confine tra l’Iran nord orientale (tra il Caspio e l’Afghanistan) e la Repubblica del Turkmenistan, indossati per lo più da donne e bambini soprattutto in occasione di riti ed eventi sociali.

La seconda sezione era dedicata alla cosmesi che presentava gli utnesili dall'età del Bronzo a quelli più raffinati del periodo islamico caratterizzati da contenitori finemente decorati provenienti dalla zona del Khorasan ricca di miniere metallifere dove si sviluppò una scuola che eccelse nella bronzistica, attiva tra l’VIII e il XIII secolo.

Ultima sezione ma non meno interessante anzi, quella dei costumi tipici rappresentanti le maggiori etnie presenti nell’Altopiano iranico ed una scelta di capi di abbigliamento appartenenti alle tribù Gashga’i (Iran meridionale) e Belucia (Iran orientale).
Ma niente paura per chi la avesse persa ma intende rivivere le atmosfere e le magie di quei luoghi può sempre studiare con Marialuisa Sales o ammirarla nelle sue esibizioni...