sabato 17 luglio 2010

"Ciao Papà, ci vediamo domani"

Foglie

Quanti se ne sono andati
quanti
che cosa resta
nemmeno
il soffio
nemmeno il graffio di rancore o il morso
della presenza
tutti
se ne sono andati senza
lasciare traccia
come
non lascia traccia il vento
sul marmo che passa
come non lascia orma l'ombra
sul marciapiede
tutti
scomparsi in un polverio
confuso d'occhi
un brusio di voci afone, quasi
di foglie controfiato
dietro i vetri
foglie
che solo il cuore vede
e cui la mente non crede.

(Giorgio Caproni)

giovedì 10 giugno 2010

Il segugio perfetto

Lo so, lo so me lo ero prefissata, mi ero allenata, me lo sono ripetuta fino alla noia, ho ripassato a mente la scena i giorni precedenti...dovevo solo entrare, andare direttamente alle casse, ritirare l'ordine e uscire...facile e indolore ma niente, no, non ci sono riuscita!.
Sono entrata ma...ho virato subito verso la libreria...tutta! Mi sono fatta un bel giro anche lì dove non vado di solito: fantasy, horror, fiabe,...eh sì mi sono fatta proprio un bel giretto con una flemma degna di una perditempo altro che donna in carriera, mi sono presa un bel pò di tempo, il mio tempo.
Così guardando tra le novità, le offerte, i reparti più disparati non avevo nulla di particolare in mente ma poi...eccoli lì, sì le ultime novità dei Bassotti, e come non accusare il colpo, in fondo siamo in estate, finalmente! E io d'estate leggo sempre libri gialli.
Questa collana della Polillo editore, i bassotti, è dedicata ai grandi giallisti di un tempo ai livelli di una Agatha Christie per capirci ma forse meno conosciuti al grande pubblico anche perchè per la maggior parte appartenenti all'epoca d'oro del giallo degli anni '20 / '40.
Forse vi sarà capitato di vederli tra gli scaffali, è una collana con la copertina tutta rossa con l'inconfondibile immagine del bassotto, segugio d'eccellenza, a far capolino in alto a sinistra.
Mi piace parlarvi di questa iniziativa editoriale, Polillo editore infatti propone collane dedicate a fuoriclasse, a prodotti sicuramente inusuali, forse demodé ma estremamente raffinati, come appunto quella dei bassotti "Mistery Collector's Edition"e badate bene lo so che sono di parte amando particolarmente questa razza ma qui vi giuro il mio apprezzamento è obiettivo anche se non nego il fascino indiscusso di quella sagoma in copertina che sono sicura avrà catturato l'attenzione di più di qualcuno di voi...
Ve la consiglio per la qualità delle opere tradotte, alcune inedite in Italia, la cura dell'impaginazione, della presentazione degli autori e perchè no del prezzo abbordabilissimo per la qualità del prodotto.
Ogni libro per quanto in brossura ha una sorta di sovracoperta di cartone su cui si avvolge la copertina, un buon compromesso tra copertina rigida e la minimale e diciamolo pure britta brossura!.
I libri si aprono con la presentazione della collana I bassotti, Mystery Collector's Edition, alla fine del libro invece la biografia dell'autore, l'eventuale scheda di un altro libro dello stesso autore presente nella collana e infine la collana stessa con i titoli ed i relativi numeri di riferimento.

Tra i tre titoli nuovi ho scelto "Il gatto e il topo" di Chriastianna Brand, autrice anche della trilogia di "Tata Matilda", portata al cinema dal film con Emma Thomson del 2005; di tutt'altro genere questo libro come gli altri di genere mystery.
La cosa che più mi ha incuriosito è il fatto che la scrittrice in questione ,oltre ad essere stata una ballerina ed insegnate di danza, ha cominciato a scrivere gialli per sfogare le sue fantasie omicide nei confronti di una collega odiosa, indubbiamente un buon metodo, certo non adatto a tutti.
E'inutile dirvi che ho già finito il libro, quasi trecento pagine lette in una decina di ore frastagliate! :D ed è altrettanto inutile dirvi che mi ritroverò presto a girovagare in libreria alla ricerca di altri titoli, in fondo l'estate è appena cominciata!

L'inizio del libro comincia così:
"A intervalli di una settimana, tre giorni, due settimane, anche un mese intero, Miss La -Vostra-Amica toglieva le sue eleganti scarpe a tacco alto dall'elegante scrivania rosa del suo ufficio nella piccola e brillante rivista Girls Together e, chiudendosi piano alle spalle la porta dipinta di rosa, percorreva il lungo corridoio fino alla porta dipinta di rosa dell'ufficio di Miss Facciamoci- Belle, la spalancava e annunciava in tono ogni volta più drammatico: "Un'altra lettera di Amista!"...".

sabato 23 gennaio 2010

La Grazia, il potere e...


Ieri dopo un pò di fila e molto freddo sono andata a vedere la mostra a Palazzo Venezia sul "Il Potere e la Grazia" e non saprei se consigliarvela o meno ed è strano innanzi tutto perchè credo sia normale dopo aver "vissuto" qualcosa che si abbia un'impressione o positiva o negativa ma in questo caso invece c'è solo incertezza, è strano poi ancora perchè di mostre a Palazzo Venezia ne ho viste almeno altre tre e tutte molto belle, questo palazzo infatti si presta bene per spazi, illuminazione e pareti espositive sempre però a patto che siano appunto sfruttate bene; il tema e l'intento potevano essere interessanti ma forse questa volta l'organizzazione non è stata delle migliori; l'ambiente era assai scuro, che a più di qualcuno è girata la testa, la luce sui quadri rifrangeva e alla fine risultava più di intralcio alla vista che non funzionale ad una migliore visibilità, forse tra l'altro perchè ho ancora in mente l'ottima realizzazione di un regista di teatro come Luca Ronconi per la mostra di Sebastiano del Piombo, ma sentendo anche i commenti di chi era con me e di chi si è trovato nella mia stessa sala forse non è solo un mio nostalgico ricordo. Lo spazio è stato modellato, come naturale che sia per ogni mostra, per le esigenze delle opere e soprattutto sul loro numero ma qui è stato rimpicciolito un pò troppo a volte, le didascalie dei quadri erano affiancate, forse nell'intento, da riproduzioni in miniatura di altre opere simili di altri artisti ma confondevano solamente anche perchè questo intento non era stato spiegato nè esplicitato da nessuna parte percui in realtà rimane solo questa mia personale interpretazione e quindi non si sa se erano opere presenti che sono state tolte o solo un esempio dell'iconografia per similitudine.

Le spiegazioni delle sale a volte si trovavano alla fine delle sale stesse e questo, in mancanza tra l'altro di un libretto esplicativo della mostra suddiviso appunto per sale che nelle altre mostre lì allestite c'è sempre stato, non aiutava ancora una volta alla comprensione del lavoro fatto nè dell'intento voluto, c'erano poi spezzoni di filmati sulla vita di San Francesco e anche un altro filmato che non ricordo, e già anche questo la dice lunga, proiettati lì senza un minimo di didascalia.

Insomma come si vede forse alla fine si capisce la mia reale impressione che comunque resta ambigua perchè l'arte secondo me vale sempre e comunque la pena di essere vista se poi è organizzata bene diventa anche piacevole. Ve la consiglio alla fine solo perchè è gratuita fino alla fine del mese in quanto è arrivato dal Louvre un quadro di Leonardo "San Giovanni Battista".

L'unica nota positiva e folkloristica è stata conoscere durante la lunga coda persone curiose: signore appassionate di arte che con i loro borghesi mariti vanno per mostre elargendo ai turisti nozioni culturali oltre che sulla mostra, sui pittori anche su Roma e i suoi locali e si possono trovare veri esperti di arte, a loro detta, come è successo ieri: un signore alquanto folcloristico nei suoi colori arancio, blu, giallo e verde vestito che sosteneva di essere uno dei massimi esperti di Leonardo DA Vinci e che era venuto a vedere il "falso" Leonardo, poichè a sua detta un esperto conoscitore dell'anatomia umana come Leonardo non avrebbe mai fatto un quadro con un soggetto che ha una sproporsione tra il braccio e l'avambraccio e un dito con 4 falangi.

Chissà magari è solo un pazzo che si crede forte della sua follia tanto da scrivere al presidente della Repubblica e a Sarkozy in persona per diffidarlo dal "vendersi" l'opera come un Leonardo o forse ha veramente ragione e tra qualche anno o secolo scopriranno che è veramente una bufala e il pazzo di turno, colui che aveva avuto il coraggio di Davide contro Golia, avrà il suo giusto merito o forse no ma è stato già solo questo incontro un buon motivo per essere andata alla mostra.

Se volete approfittare per voler andarla a vedere visto che è gratuita armatevi di santissima pazienza poichè la fila nei week end gira tutta intorno al palazzo stesso fino ad arrivare a Piazza Venezia ma se vi capitano dei compagni di coda particolari come è successo a me il divertimento è comunque garantito e chissà magari anche voi tra qualche anno potreste dire di aver conosciuto l'unico vero scopritore del falso Leonardo.

martedì 29 settembre 2009

come siamo messi...sempre peggio

Leggo stentando a crederci se non fosse per l'autorità che denuncia l'accaduto che la colpisce tra l'altro in prima persona, che Loredana Lipperini è stata querelata.
Forse allora questa volta ha esagerato, è andata oltre le righe, c'è andata giù pesante!...Macchè la Lipperini ha semplicemente recensito un libro, l'ultimo libro di Lucarelli sulle navi dei veleni e come fa da molto tempo ha voluto condividere con i lettori del suo blog la presentazione del libro...risultato una querela dagli armatori della Jolly Rosso, citati nel libro di Carlo Lucarelli...io non vorrei scrivere altro, perchè ritengo che tutto parli già da se'...non so se Lucarelli stesso abbia ricevuto anche lui una querela ma se così non fosse mi sembra che ancora una volta si è andati a colpire il soggetto più debole, o quello che all'apparenza così sembra, una donna, oltre che una libertà sancita dai più alti codici dei diritti umani, la libertà d'espressione.
Peggio per loro, però, perchè questa volta hanno mirato male il bersaglio purtroppo per loro hanno preso di mira un soggetto tutt'altro che debole, hanno "beccato" una donna con la "D" maiuscola, con una capacità di discernimento e di comunicazione immensamente superiore alla loro capacità vigliacca di rifarsi su chi ritengono più facilmente colpibile.
A Loredana va tutta la mia solidarietà di donna e di chi segue con ammirazione il suo lavoro.

mercoledì 23 settembre 2009

Come siamo messi

Metto questo Post per raccogliere un appello che ormai in rete è diffuso ma dato il tema non è un male se continua a girare...
La questione ruota intorno ad un noto programma tv, della terza rete rai, condotto da un'eccellente giornalista che si accompagna ad altrettanti professionisti, conducendo inchieste scomode, troppo scomode forse visto che per il presente anno, per la prima volta in italia, ancora una volta regina dei record negativi, ai giornalisti del programma non è stata rinnnovata l'assicurazione. Incredibile quanto nel nostro paese si possa pensare e purtroppo poi anche agire facendo le cose più assurde ingiuste e inconcepibili in maniera così tranquilla da farle passare in sordina e all'occorrenza come una cosa normale.
Ma siccome normale non è bisogna parlarne e diffondere per sollevare una propria idea critica sulle vicende poichè per citare per l'appunto la presentatrice del programma: "In questo paese ministri e imprenditori parlano solo con i giornalisti amici. Eppure usano spesso la parola "libertà". Ma se ti prendi la libertà di critica, ti trascinano in tribunale." Milena Gabanelli

sabato 5 settembre 2009

La "naturale" civiltà


Il rapporto tra natura e uomo è un rapporto ancestrale, i più importanti pensatori di tutte le epoche concordano nel dire che l'uomo in natura era un selvaggio senza regole che in nome della propria sopravvivenza uccideva e sacrificava i suoi simili. Uno per tutti Hobbes e il suo "homo homini lupus" nonchè "homo mulieribus lupus" tanto per non escludere anche le donne che da sempre seppur indirettamente hanno partecipato e hanno fatto parte della vita "umana".
E spesso ho sentito accostare il concetto di "natura" alla donna, professando, altri per lei, la sua naturale propensione a fare o ad appartenere ora a questo ora a quello.
Le semantiche femministe vedono anch'esse coloro che professano una "naturalezza" della donna vuoi come richiamo quasi new age vuoi come istintualità più genuina dei bisogni e delle sensazioni delle donne e soprattutto della loro libera esternazione e messa in pratica.
E' inutile dire quale è stato e quanto attuale sia anche oggi il più naturale dei temi legato alle donne: "la maternità", oggetto di riflessioni per antonomasia.
Su questo tema quindi si potrebbe dire e scrivere per ore partendo dai tempi ancestrali, tali a cui risale la dialettica sulla maternità della e nella donna, salvo poi dissertarne gli uomini per le donne stesse ma qui non voglio parlare di quanti hanno detto e deciso in nome delle donne ma riprendendo e soffermandomi sul binomio-assioma della naturalità/maternità parlerò dell'esperienza di questa estate che mi ha lasciato perplessa a dir poco e ha scatenato questa riflessione.
Come si può in nome della "natura" far passare giorni, ore interminabili ad una mamma con in grembo il suo bambino perso? E' quello che è accaduto a mia cugina quando prima di effettuare la miocentesi i medici si sono accorti che il battito cardiaco del piccolo non era più presente e così come una delle cose più naturali, come si potrebbe chiedere più zucchero nel tè, le hanno detto che aveva perso il bambino che portava in grembo da 2 mesi e che l'ultima volta che aveva visto in ecografia qualche settimana prima era più o meno grande come un fagiolino.
Ora queste sono cose che succedono ovvio e ne accadono anche di peggiori, sono quelle cose per cui nessuno può fare nulla, accadono e basta ogni spiegazione, valutazione, responsabilità è demandata a livelli superiori ai quali possiamo solo appellarci, senza sperare di avere una qualche risposta.
Quello che invece è di nostra competenza e per nostra intendo dell'umanità, è quando ad una persona, nella fattispecie una mamma, le si comunica che ha perso il proprio bambino e che deve tornare a casa ad aspettare qualche giorno per favorire un aborto "naturale" che se e solo se non avviene poi sarà allora effettuato in ospedale.
Allora io mi chiedo cosa sia naturale e in nome di quale "naturalezza" si può agire senza il rispetto verso la persona. In natura, se ci riferiamo a quella vera, quella degli animali, dove pure si verificheranno situazioni simili, non c'è la possibilità di poter essere sostenuti, aiutati e seppur in natura, quella animale, non esistono atteggiamenti e comportamenti fini a loro stessi, mentre l'uomo è capace di gesti efferati verso i propri simili completamente intenzionali, gli animali non hanno altra scelta se perdono il cucciolo che stavano "covando", devono sì aspettare che la natura faccia il suo corso. Premesso poi che non sappiamo noi cosa una femmina animale se potesse scegliere, opterebbe e che comunque il lutto e il rammarico per esso esiste anche nel mondo animale, "naturale", non vedo allora perchè avendo la scelta non possiamo usufruirne liberamente in nome della "naturalità".
Perchè noi esseri umani, che siamo o dovremmo essere nella scala animalequello più evoluto, quando ci fa più comodo ci rifacciamo a concetti credendo di alleviare la nostra esistenza e che invece proprio perchè a mio avviso ne vanno contro, ce la complicano? Non rispettando un aspetto che fa parte dell'essere umano, la sensibilità, che può appartenere a livelli maggiori o minori ma che interessa ognuno di noi.
Mi viene anche il dubbio che comportamenti simili siano adottati in nome di una scienza, quella medica, che spera di essere più "professionale", più paradossalmente "razionale".
A voi le vostre riflessioni, le mie le avete appena lette.

domenica 19 luglio 2009

Dedicato a te

Io quando ballo cerco di trovare sempre un buon motivo in me, un'ispirazione? Non proprio quella magari la uso quando preparo le coreografie ma quando salgo sul palco mi piace dedicare quello che andrò a fare a qualcuno in particolare e così è stato anche quest'ultima volta.

Dedicato a te:

martedì 14 luglio 2009

Ricordi di stagione...

Con il caldo si sa la fiacca aumenta e l'appetito a volte langue, non a me purtroppo, e così si cercano piatti veloci ma gustosi, possibilmente unici e allora quale è meglio del Cous Cous, ovviamente sto parlando di quello fresco e non quello che in 5 minuti si fa con l' acqua calda, utilissimo ma certamente un diverso da quello fresco, vabbè come per ogni cosa un conto è la lasagna fatta in casa e un altro è quella confezionata, come dire tutto il mondo è paese.
Sorvolo su come prepararlo perchè ci vogliono giorni se fatto in casa e quindi diciamo che lo compreremo fresco in banchi al mercato o negozi gestiti da arabi e di solito "rivolti" ad un cliente arabo, qui a Roma Piazza Vittorio ma io ad esempio l'ultimo pacco l'ho preso a Porta Portese.
In generale vi consiglio la grandezza media, per questioni di cottura, quello fine si spappola quello grande ci mette di più e può a volte risultare crudino, soprattutto se usate la pentola apposita

composta da due parti nella parte inferiore cuocete le verdure o la carne o il pesce insomma il condimento per il cous cous mi raccomando deve essere brodoso anche perchè mentre cuoce il vapore deve lessare il cous cous che si trova nella parte superiore della pentola.
Oggi ho preparato quello di verdure (il mio preferito) in realtà mi sono arrangiata con quello che c'era in casa (pomodori , carote, melanzane). ho soffritto un di olio e aglio ho poi messo giù le carote e fatte soffriggere poi i pomodori e infine le melanzane che ho fatto un cuocere poi ho aggiunto acqua calda per fare il brodo e lasciato insaporire( faccio così solo per non lessare le verdure che sennò saprebbero di meno) aggiungendo sale, peperoncino ( pochissimo) e ho ultimato la cotture delle verdure nel brodo.
Quando il cous cous è stato pronto ho versato un preparato di quelli da supermercato apposta per il cous cous (Ducros) e l'ho mischiato infine ho aggiunto le verdure e il sughetto e portato tutto a tavola. Una volta servito nei piatti ho aggiunto un altro di brodo delle verdure per renderlo più gustoso ( il cous cous tende ad assorbire in fretta i liquidi).

Ultimi accorgimenti il cous cous una volta cucinato andrebbe fatto riposare un coperto, in realtà ci vorrebbero i piatti tipo questo


ma insomma anche noi in Italia abbiamo dei piatti in ceramica o in coccio, io uso quelli che possono essere una buona soluzione, ultimo trucco se i fori della vostra pentola per il cous cous sono troppo larghi mettete una garza per impedire che il cous cous scenda nel fondo della pentola.
Infine se non avete una pentola per il cous cous potete prendere un buon tegame fondo e mettere uno scolapasta superiore dove lasciare il cous cous a cuocere ( il principio è lo stesso) oppure ancora più semplicemente preparare gli ingredienti separatamente ma certo il sapore ci rimette.
Insomma se non abbiamo proprio tutto l'occorrente possiamo arrangiarci...

Per un tocco proprio arabo, algerino nello specifico...un di menta alla fine invece del basilico o in mancanza o se non vi piace andrà bene lo stesso il basilico che in fondo è pur sempre un prodotto mediterraneo.

giovedì 2 luglio 2009

Anche i più grandi artisti italiani lo ricordano/5

Da "Il Messaggero" del 01/07/2009

Il mio amico Michael Jackson

di Franco Zeffirelli

ROMA (1 luglio) - Avvenne allo stadio Flaminio nel 1988. Organizzammo una festa a casa mia assieme a Quincy Jones, il suo produttore. Invitammo Sofia Loren, che venne con il figlio. E c’erano Arbore, Ramazzotti, Bertolucci... Lui fu sensazionale, gentilissimo, beneducato, per nulla arrogante, un angelo. Indossava la sua uniformetta rossa, era anche innamorato. Non portava ancora i segni delle deturpazioni orrende che i chirurghi gli hanno poi lasciato in faccia. Gli restituii la visita nel 1991, in occasione del matrimonio di Liz, la Taylor, che sposava in abito giallo di Valentino il suo ottavo marito, Larry Fortensky, un oscuro manovale dal quale ha poi divorziato. Ero fra i duecento invitati, compresi i due presidenti Usa Gerald Ford e Ronald Reagan, e Gregory Peck con la moglie, a Neverland, il ranch di Jackson (nella foto con Liz Taylor e Franco Zeffirelli, ndr), che aveva offerto la sua sontuosa dimora, con un parco di piante stupende, al ricevimento di nozze.

Fu fantastico e dolcissimo anche in quel frangente. In un’altra occasione dovevo consegnargli un libro che mi aveva chiesto, e lo facevo con piacere capitai da lui in estate. Era molto caldo, mi dissero se potevo attendere perché Michael riposava ancora. In giardino c’era un sacco di biciclettine, macchinette, giocattoli. Amava stare con i bambini, con dei cuccioletti intorno, ma non ha mai usato loro violenza. Sono state le madri tremende di alcuni, assetate di soldi, a montare storie assurde, coartando i ragazzini perché dicessero certe cose contro Jackson.

Lui ha sempre solo tentato di ricostruire la propria infanzia. Ha sofferto molto. Si è fatto sfigurare, si è lasciato andare al meccanismo dello star system, stritolato dalle operazioni, dai farmaci, dai soldi, dai debiti e ancora dai soldi. Ma era un fenomeno vero. Un talento naturale esploso in tutto il mondo. La sua fine tragica non può non averci colpito. Terribili le descrizioni del suo corpo, ridotto alle sole ossa, con nello stomaco unicamente tracce di medicinali. Michael è stato un bambino dolce e insicuro. E un bambino non meritava questo tragico the end.

mercoledì 1 luglio 2009

Anche i più grandi artisti italiani lo ricordano/4

Dal "LA STAMPA" del 27/06/2009

Mina ricorda Michael Jackson:

Un bambino d'oro e di paura

Se ne è andato un bambino. Che, probabilmente, non è mai stato veramente felice. Un bambino di cinquant’anni. Che non trovava pace nella continua ricerca di modificarsi per unificarsi a un modello che, forse, nemmeno lui aveva ben chiaro. Tante facce, troppe facce e nessuna definitiva, nessuna serena. Se ne è andato un bambino. E con lui se ne è andato il suo talento. Adesso, quelli della musica «dotta», sia classica che jazz, riusciranno a valutare il suo lavoro più serenamente.

Lo avevano soprannominato il re del pop. Termine vagamente derisorio se non dispregiativo col quale si usa definire la corrente musicale di carattere commerciale. Ma lui immagino che ne andasse fierissimo. Era esattamente quello che voleva. Arrivare diritto al cuore di tutti. E il bambino che se ne è andato, lì è arrivato e lì rimarrà. Nonostante la sua storia personale molto dura. Un padre violento che lo segnerà e atterrirà per sempre togliendogli dalla faccia e dal cuore anche il più piccolo segno di spensieratezza. Michael lo aveva dolorosamente svelato prima nella sua autobiografia Moonwalk, poi ne aveva parlato, fino ad arrivare alle lacrime, nell’intervista televisiva di Martin Bashir, nel 2003, dove raccontò che il padre, durante le prove o le sessioni di registrazione, ad ogni errore lo picchiava con la cintura o con qualsiasi altra cosa gli capitasse sotto tiro. Una notte, mentre lui dormiva, il padre piombò nella sua stanza da letto dalla finestra indossando una maschera terrorizzante e urlando a squarciagola. Da allora Michael soffrì di incubi e visse nel terrore che qualcuno lo rapisse.

Non c’è bisogno di scomodare Sigmund Freud per capire che da quel lungo trauma non è mai guarito. Le cifre della sua carriera sono fantasmagoriche, le più alte in assoluto sia come numero di spettatori che come numero di dollari percepiti. Eppure il bambino se ne è andato lasciando un mare di debiti. Un mare di chiacchiere. Un mare di delicati problemi legali. Un mare di parassiti. Un mare di enigmatica equivocità. Ma la musica, purtroppo o per fortuna, la musica non prende in considerazione alcuna piccolezza terrena, la musica rimane al di sopra delle teste dei suoi portatori, la musica svincola dalla storia umana. E il bambino che se ne è andato lascia dietro di sé l’oro della sua arte e il disegno animato delle sue sembianze fisiche.

martedì 30 giugno 2009

Anche i più grandi artisti italiani lo ricordano/3

Dal Corriere della Sera del 28/06/2009



Ascoltai Billie Jean e capii: è un re poi le accuse l’hanno massacrato Dentro di me, MichaelJackson è esplosoquando dall’album di Thriller sentii per la prima volta Billie Jean

di ADRIANO CELENTANO


Dentro di me, Michael Jackson è esploso quando dall’album di Thriller sentii per la prima volta Billie Jean. Ri masi colpito oltre che dal suo modo di cantare originalissimo, dall’innovati vo arrangiamento di Quincy Jones. Geniali gli archi in controtempo a una ritmica scarna dove il basso, in primo piano, la faceva da padrone a sottolin are che stava per arrivare un Re. Già dall’introduzione, infatti, prima ancora di udire la sua voce, ebbi la strana sensazione come se quel basso dal l’aria un po’ ossessiva e quegli archi che come in punta di piedi gli faceva no da controcanto, fossero la sua vo ce. Quasi come ad annunciare: «Ragazzi sono arrivato… per un po’ di tempo ci sarò io…». E lui c’è stato. Le note di quell’introduzione erano il preludio di un qualcosa che stava musicalmente accadendo. Poi arriva la sua voce. E alla fine di quel brano, prima ancora di sentire il resto dell’album, avvertivo già il fragore di un uragano che si sarebbe propagato per tutta la terra.

Settecentocinquanta milioni di dischi venduti. E ora, tutti lì a domandarsi chi l’ha ucciso. La diagnosi di arresto cardiaco, una banalità che dimostra quanto puerili possano essere la fantasia di chi viene colto in errore o l’incompetenza non certo degna di un medico, se si è esagerato nell’iniettare una medicina alla quale si era già assuefatti. Sono appena 48 ore da quando Michael è morto e la parola complotto ha già fatto il giro del mondo.

Ma il vero assassino è davanti a noi, è lì che ci guarda, lo incontriamo tutti i giorni quando andiamo a comprare il giornale o quando guardiamo la televisione. Si può dire che l’assassino ce l’abbiamo in casa, gli diamo da mangiare, da dormire, però non facciamo niente per educarlo a non uccidere. Facciamo finta di non vederlo e ci guardiamo bene dall’incazzarci se la notizia che esce dal piccolo schermo sulla piena assoluzione di Michael Jackson non ha lo stesso risalto di quando invece, per anni, lo hanno infamato accusandolo di molestie sessuali. Per dieci anni i «criminalmedia» lo hanno massacrato nonostante lui si dichiarasse innocente e nonostante nessuna prova sia mai emersa. Lo hanno distrutto, devastato, piegato in due. E quando finalmente avevano l’opportunità di farlo rialzare per il giusto riscatto di fronte al mondo, i media cos’han no fatto? Gli hanno dato l’ultimo colpo di grazia: hanno detto «Michael Jackson è stato assolto». Ma lo hanno detto talmente a bassa voce che la pugnalata infertagli dai media stavolta è stata fatale.

Con l’animo ancora grondante di sangue ha cercato allora di dar voce a quell’innocenza finalmente riconosciuta, in un modo diverso e come sempre geniale. Lo sforzo era sovrumano. Doveva raccogliere le sue ultime forze or mai sbrindellate dalla micidiale macchina del consumismo e così ha annunciato il suo ultimo incontro con i milioni di fan che si sono scapicollati per avere i biglietti ed essere presenti in uno dei 50 concerti-evento a Londra. Per cinquanta giorni avrebbe cantato, divertito e giocato con chi lo ha sempre amato e non ha mai dubitato della sua innocenza. Avrebbe parlato al mondo di quella verità che i media hanno vigliaccamente omesso. Ma il mondo ora lo ha capito!...


lunedì 29 giugno 2009

Anche i più grandi artisti italiani lo ricordano/2

Dal Messaggero del 27/06/2009
di AL Bano


È veramente una grande perdita. Se avesse dominato la vita come ha dominato l'arte sarebbe stato un grande illuminato». A parlare così di Michael Jackson è Albano Carrisi che all'inizio degli anni '90 accusò la star di plagio, per via della somiglianza tra la sua I cigni di Balaka e il brano di Jacko Will you be there, uscito nel 1993. Un caso andato avanti quasi dieci anni e mai chiarito completamente. «La cosa si risolse in maniera lineare -spiega Al Bano- applicando il metodo date a Cesare quel che è di Cesare. E ad Al Bano quel che è di Al Bano. La difesa cercò di dimostrare che entrambi i brani assomigliavano ad un canto popolare indiano. Lui alla fine si accollò tutte le spese giudiziarie e facemmo un accordo per cui dovevamo fare uno spettacolo insieme all'Arena di Verona per la raccolta fondi per i bambini maltrattati nel mondo. Ma stavamo discutendo quando gli piombarono addoso le accuse di pedofilia. E non se ne è fatto più nulla», aggiuge il cantante pugliese.

«Io -dice Al Bano- non ho un brutto ricordo della vicenda: per una volta invece di gossip si parlava di musica. Ad accorgersi della somiglianza fu mio figlio Yari che era un suo grande fan. Lui pensava che avessi venduto il brano a Jackson perchè la casa editrice era la stessa, la Warner. Ma non era così e quindi procedemmo con l'azione legale. Comunque, a me non resta che dire “grazie Michael”, era un grande artista che era rimasto piccolo solo per via della sua vocazione di “Peter Pan”, schiacciato dal padre che gli aveva divorato l'infanzia. Artisticamente posso solo dire chapeau», conclude Al Bano.

Anche i più grandi artisti italiani lo ricordano/1

Dal "Messaggero" del 29/06/2009

di Massimo Ranieri


L’altra sera a Venezia, durante il mio concerto, l’ho visto passare. Gli ho detto “ciao, Michael, ti amo”. Non accetto la morte assurda che gli è toccata, mi consola il fatto di saperlo sempre presente, sempre con noi artisti. E’ stato un grande, nessuno puà negarlo. Resterà come Elvis e Lennon, i fan hanno già cominciato a consegnarlo all’eternità.

La sua vita di successi e problemi, denaro e fobie, eccessi e, a volte, scelte assurde non sono il primo a dirlo è il prodotto di un’infanzia negata. Nel 1964, a 13 anni, ero negli Stati Uniti. Parlo di 45 anni fa, tempi non sospetti. C’era, alla televisione, l’Ed Sullivan Show. Lo guardavo regolarmente, affascinato da quel mondo di professionismo, dalle presenze, dal modo di fare spettacolo. Una sera vidi l’esibizione dei fratelli Jackson, Michael era il più piccolo, 6 anni, si muoveva e cantava come uno, stratosfericamente bravo, di trenta. Quando tornai a Napoli, lo raccontai a tutti. “Vedete che in America si sta nu guaglionciello pazzesco, un fenomeno che balla e canta, un fenomeno vero”. Da allora, Michael è stato questo: un fenomeno.

Psiche bombardata, un padre che lo maltrattava, l’infanzia polverizzata dal lavoro. In certo modo, anch’io ho subito lo stesso esproprio. Sono venuto su in altra maniera e sono diventato un’altra persoma solo perché il mio successo ha fatto i conti con l’Italia, con 60 milioni di persone. Michael si è confrontato non con i milioni, ma con i miliardi di persone. Che in breve gli hanno impedito di uscire, di girare liberamente per la strada, di concedersi qualsiasi anche breve momento di privacy. Cose che, se sei normale, ti conducono alla pazzia; se sei ferito, come lo era lui, ti fanno diventare Jackson.

Al di là di ogni giudizio morale, Michael vive. Musicista, cantante, ballerino (dopo Fred Astaire, che lo volle incontrare, per me c’è solo Jackson) ha segnato un’epoca. Se n’è andato tragicamente come è vissuto. Il resto, comprese le lotte per l’eredità e il baccano mediatico sui debiti, è solo rumore.



domenica 28 giugno 2009

...

The most beautiful song ever:

THANK YOU MICHAEL!!! LOVE U 4EVER AND EVER

sabato 27 giugno 2009

Le grandi persone sanno...

Dal blog di Lisa Marie Presley:

He Knew

Years ago Michael and I were having a deep conversation about life in general.

I can't recall the exact subject matter but he may have been questioning me about the circumstances of my Fathers Death.

At some point he paused, he stared at me very intensely and he stated with an almost calm certainty, "I am afraid that I am going to end up like him, the way he did."

I promptly tried to deter him from the idea, at which point he just shrugged his shoulders and nodded almost matter of fact as if to let me know, he knew what he knew and that was kind of that.

14 years later I am sitting here watching on the news an ambulance leaves the driveway of his home, the big gates, the crowds outside the gates, the coverage, the crowds outside the hospital, the Cause of death and what may have led up to it and the memory of this conversation hit me, as did the unstoppable tears.

A predicted ending by him, by loved ones and by me, but what I didn't predict was how much it was going to hurt when it finally happened.

The person I failed to help is being transferred right now to the LA County Coroners office for his Autopsy.

All of my indifference and detachment that I worked so hard to achieve over the years has just gone into the bowels of hell and right now I am gutted.

I am going to say now what I have never said before because I want the truth out there for once.

Our relationship was not "a sham" as is being reported in the press. It was an unusual relationship yes, where two unusual people who did not live or know a "Normal life" found a connection, perhaps with some suspect timing on his part. Nonetheless, I do believe he loved me as much as he could love anyone and I loved him very much.

I wanted to "save him" I wanted to save him from the inevitable which is what has just happened.

His family and his loved ones also wanted to save him from this as well but didn't know how and this was 14 years ago. We all worried that this would be the outcome then.

At that time, In trying to save him, I almost lost myself.

He was an incredibly dynamic force and power that was not to be underestimated.

When he used it for something good, It was the best and when he used it for something bad, It was really, REALLY bad.

Mediocrity was not a concept that would even for a second enter Michael Jackson's being or actions.

I became very ill and emotionally/ spiritually exhausted in my quest to save him from certain self-destructive behavior and from the awful vampires and leeches he would always manage to magnetize around him.

I was in over my head while trying.

I had my children to care for, I had to make a decision.

The hardest decision I have ever had to make, which was to walk away and let his fate have him, even though I desperately loved him and tried to stop or reverse it somehow.

After the Divorce, I spent a few years obsessing about him and what I could have done different, in regret.

Then I spent some angry years at the whole situation.

At some point, I truly became Indifferent, until now.

As I sit here overwhelmed with sadness, reflection and confusion at what was my biggest failure to date, watching on the news almost play by play The exact Scenario I saw happen on August 16th, 1977 happening again right now with Michael (A sight I never wanted to see again) just as he predicted, I am truly, truly gutted.

Any ill experience or words I have felt towards him in the past has just died inside of me along with him.

He was an amazing person and I am lucky to have gotten as close to him as I did and to have had the many experiences and years that we had together.

I desperately hope that he can be relieved from his pain, pressure and turmoil now.

He deserves to be free from all of that and I hope he is in a better place or will be.

I also hope that anyone else who feels they have failed to help him can be set free because he hopefully finally is.

The World is in shock but somehow he knew exactly how his fate would be played out some day more than anyone else knew, and he was right.

I really needed to say this right now, thanks for listening.

~LMP

venerdì 26 giugno 2009

Addio...

giovedì 25 giugno 2009

Inge e i suoi pensieri

Inge ha aperto un suo blog...




Una leccatina a tutte/i.

martedì 16 giugno 2009

Chi dice Inge, dice...






Chi dice Inge, dice insofferenza, sì verso il tempo mancano 1 mese e 2 settimane e poi potrò vedere e soprattutto portare a casa la piccola Inge che avrà 2 mesi, è nata il 30 maggio e ora se ne sta beata con la sua mamma, (che caratterino! Ho ancora un livido e il morsetto sul ginocchio :) .
Nel frattempo cerco di prepararmi, ho letto di tutto di più sui bassotti anche per quello che il padrone dei genitori di Inge, quando sono andata lì a vederli mi ha detto: "MAi avuto un bassotto?"... °_°, in che senso, perchè? ; "Sai che sono un pò tosti hanno un caratterino, vanno educati!"; bene allora ne approfitto per istruirmi e così passo da un sito all'altro, da un articolo all'altro ormai sono un'esperta della razza, dalle nozioni accademiche di standard dell'Ente Nazionale Cinofilia Italiana ai consigli più quotidiani di chi con i bassotti ci spende tutto il giorno insieme.
Così ecco che sto preparando anche la casa fuori dove Inge avrà tutto il giardino per sè, tranne quella settimana che verrà mia madre con Lilly :) e lì forse saranno dolori ma almeno cominceranno a conoscersi e magari anche qui a roma piano piano conviveranno, certamente Lilly sarà quella più scocciata all'inizio anche perchè
Inge da buona cucciola ci
vorrà giocare e magari le prenderà anche qualche giochino ma sono sicura che alla lunga Lilly se ne farà una ragione.
Allora ho già comprato guinzaglio e ciotolina per la pappa tutto rigorosamente rosa shocking come si addice ad una signorina, per il collarino mi sto attrezzando visto che a 2 mesi avrà un collo così piccino che le prenderò per ora un collarino da gatto ma quelli visti fin'ora non mi convincevano, ehmm vabbè dai ne voglio uno un pò fashion, per carità niente stranezze alla pelle di coccodrillo o svarosky ma qualche colore vivace e magari delle decorazioni.
Poi ci sarà un salto da Ikea dove ci sono varie cuccette inetressanti nonchè il lettino che essendo ben rialzato da terra potrebbe essere utile per la casa fuori dove c'è molta umidità e si sa i bassotti possono soffrire di reumatismi...insomma bisogna pensare a tutto ma proprio tutto e allora perchè non pensare anche alle zanzare, visto che il Lazio purtroppo è una zona endemica e allora perchè non occuparsi anche delle zanzariere alle finestre?Detto fatto così il primo fine settimana a disposizione avrò un bel pò da fare tra scartavetrare i muri ridipingere e montare zanzariere ma come ogni buona "mamma" cosa non si fa per loro... :)
E poi negozi di animali a go-go per cercare collarini, cuccette, giochini ...aspettando con impazienza l'arrivo di Inge! E intanto mi guardo e riguardo le foto neanche mi apsettassi che da un minuto all'atro prendessero vita!.

lunedì 25 maggio 2009

A. A. A. Avviso a tutti...

Eccoci arrivati a fine anno accademico danzereccio e così per tutti voi, per tutti quelli che ma quando balli?, ma dove posso venirti a vedere?, ma quando posso vedere Salua ballare? :)...
Detto, fatto:
Vi aspetto numerosi, gossi premi e cotillion...scherzo ma uno spettacolo meraviglioso e magico vi attende, buona emozione! 

biglietto: 10,00€
info@salua.it
cell. 3383421276


mercoledì 13 maggio 2009

Attenzione, l'avete vista?

Dal sito: 
www.animalipersieritrovati.org:

Cane Bassotto Tedesco
08/05/09

Nome: Asia
Sesso: femminaSterilizzato: No
Età: 10,5 anni

Villa Ada
Roma (RM)


Tatuaggio: No     

Microchip: 380098100667771 

Asia e' di taglia piccola, a pelo corto e ruvido, manto marrone. Porta un collare di cuoio marrone. Segno ident.: poco pelo sulle orecchie 

Contatto: Signora Marion
Telefono/Cellulare: 335.8316553