mercoledì 30 gennaio 2008

Cani di Monteverde

Scrivo anche un post su questo argomento, dopo le mail singole- collettive anche su myspace. Come qualcuno già saprà da qualche giorno nella zoan di Monteverde Nuovo (Piazza San Giovanni di Dio per capirci) qualcuno ha messo del veleno e molti cani sono già morti in poco tempo, sembra in 10 minuti, pur senza essere entrati in contatto diretto con al sostanza ma semplicemente odorandola nell'aria. Pare che il veleno sia liquido e concentrato soprattutto nella zona delle rotaie del Tram 8 (Circonvallazione Gianicolense). Se conoscete qualcuno che abita in zona e possiede un cane, per favore informatelo...io il mio sto evitando di portarlo giù già da qualche giorno!.




martedì 29 gennaio 2008

Facciamo alla romana? No, all'italiana meglio...della serie casalighe lavoratrici perplesse

Entro fine mese scade il termine per il canone tv e va bene questo lo sappiamo più o meno tutti visto che ce lo ricordano con ogni mezzo visivo, audio, cartaceo etc...ma per le casalinghe c'è ora anche un'altra incombenza che per la verità è molto utile: l'assicurazione appunto per coloro che svolgono attività in casa, un lavoro che non deve essere subordinato ma per coloro che si prendono cura del "focolare", quindi casalinghe sì ma anche casalinghi e studenti universitari fuori sede.
L'assicurazione, che appunto scade a fine mese, e ha un costo di soli 13 euro e il cui bollettino è reperibile alle poste o presso i patronati, si paga all' INAIL ed è obbligatoria per legge la legge n.493/99 che riconosce e tutela il lavoro domestico.

Ora direte voi qual è il problema? Finalmente le casalinghe, persone che non lavorano, sono in qualche modo tutelate in caso di infortunio, è vero benissimo infatti il problema sorge, almeno per me, leggendo l'art.6 al comma 1 del Capo III in cui sta scritto: "Lo Stato riconosce e tutela il lavoro svolto in ambito domestico, affermandone il valore sociale ed economico connesso agli indiscutibili vantaggi che da tale attività trae l'intera collettività.[...]", bene lo Stato riconosce il lavoro casalingo questa è una cosa molto importante per milioni di donne che non hanno un reddito ma che quindi lavorano giusto?, Ma attenzione per cosa lo riconosce? se continuiamo a leggere vediamo che "A tale fine, il presente capo introduce misure finalizzate alla tutela dal rischio infortunistico per invalidità permanente derivante dal lavoro svolto in ambito domestico", ecco il lavoro casalingo viene riconosciuto come un lavoro, che ha un alto valore sociale, un alto valore economico, che apporta vantaggi a tutta la società ma non gli viene riconosciuto un reddito bensì solo una assicurazione; voi direte che come al solito sono io troppo esigente ma in realtà questo non è un problema da poco, uno perché mi sembra la solita cosa all'italiana del contentino che non risolve la situazione, due perché molte donne potrebbero risolvere la propria vita e la propria considerazione di se stesse e quella che gli altri conseguentemente hanno di loro, tre perché molte donne potrebbero spontaneamente scegliere di restare in famiglia e questo avrebbe delle sane ripercussioni sociali in termini di realizzazione personale, figli più seguiti e più sani e questo non mi sembra poco.

Continuando a leggere in giro mi sono imbattuta poi in un'intervista del direttore del CENSIS in un articolo del Messaggero a cui rimando per la mia risposta personale anche se non ancora pubblicata, almeno che non mi abbiano censurato ma non credo infondo l'ho rimesso un po' in riga ma non sono stata troppo brusca almeno spero. Giuseppe Roma sostiene che la vera sfida del 2008 è un mercato del lavoro in favore delle donne e che siamo risultati al 27 posto della classifica europea per l'occupazione femminile, cioè il peggior paese occidentale.

Premesso che questo lo sapevamo anche prima della classifica non vedo la novità visto che ogni giorno siamo vessate nei posti di lavoro, e mi fermo lì, ma cosa propone il direttore visto che la sfida per questo nuovo anno è l'occupazione delle donne? 1) Niente part-time che rischia di ghettizzare il lavoro delle donne: !!! Ma lasciacelo decidere a noi..a me non farebbe affatto schifo! 2)equilibrare il lavoro di cura e familiare tra donne e uomini, Finchè questo non avverrà l'Italia rimarrà un paese da terzo mondo; e ok fino a qui potremmo essere d'accordo anche se è una frase del tutto demagogica e un po' troppo generalista ma è poi il paragone che fa con il così detto Terzo Mondo che comincia a non far quadrare più il cerchio...innanzi tutto come ho ricordato nella mia risposta il Terzo Mondo in particolare l'Africa ha più rappresentanze femminili in Parlamento che noi nella democratica e ricca Italia, il Ruanda è il paese con il maggior numero di donne in Parlamento a livello mondiale ad esempio! e due il terzo Mondo ha purtroppo problemi di cui noi per fortuna non abbaimo idea (fame, carestie, malattie...) ,
3) creare più servizi per la famiglia (si badi, per la famiglia, non per le donne) come asili nido e assistenza agli anziani, bene è vero ma non era l'anno per sistemare il lavoro femminile? perché nulla di specifico? più asili nido, sì ma magari aziendali sarebbe meglio, assistenza agli anziani, sì ma alle donne sul lavoro e alle loro condizioni di lavoro chi ci pensa?.
4)Per raggiungere questi obiettivi, NO a sgravi sul reddito familiare complessivo (che disincentiva il lavoro delle donne): cosa??? e qui torniamo al discorso della casalinghe...sì gli sgravi potrebbero disincentivare la presenza del lavoro delle donne ma sembra che il punto di riferimento del direttore sia solo a questo punto una questione di quantità, di presenza delle donne sul mercato, appunto, del lavoro!.
5)SI' alla graduale equiparazione dell'età pensionabile tra uomini e donne: e qui vorrei ricordare ancora una volta che equiparare non vuol dire riconoscere le differenze e rispettarle, far lavorare di più le donne non mi sembra un modo efficace di risolvere le problematiche del lavoro femminile...mi scusi direttore ma lei veramente ma da che parte sta?.

lunedì 28 gennaio 2008

Un pò di aria fresca/2

servizio taxi attivato in Inghilterra già da qualche anno in alcune città

Le buone notizie sull'Arabia Saudita continuano...è quasi contemporanea all'altra (riportata qui sotto...Aria Fresca/1) la notizia che in questo paese è caduto un altro tabù che riguardava le donne, evviva questo cammino di emancipazione mi sembra molto promettente...ma, la notizia è stata riportata dal The Telegraph*, attenzione le motivazioni in realtà sono meno nobili di quelle che possono aver portato al bando dell'impossibilità di entrare negli hotel da sole, infatti sembra che questo divieto, sancito con una legge del 1990, di poter guidare che riguardava tutte le donne saudite e non è stato abrogato solo per cercare di arrestare le richieste delle femministe rispetto ad altri e più importanti diritti.

Ma io credo che di certo questo non accontenterà le donne e i loro Committee of Demanders of Women’s’ Right andranno avanti, non credo si accontenteranno di essere riuscite a far togliere un divieto così inutile visto che comunque per essere ascoltate hanno organizzato manifestazioni e disagi in tutto il territorio nonostante il pericolo di arresti e perdita del lavoro.
Certo il risultato è comunque una vittoria e poi c'è da dire che anche da noi le cose non sono migliori visto che mi ricordo di una notizia su uno di quei giornalini gratuiti che trovi la mattina presto perché se ti attardi li trovi già tutti fagocitati dai pendolari della metropolitana, che era intitolato: "L'autista è donna, annullata la gita" in cui si raccontava che a Valfabbrica vicino Perugia, una scolaresca si sarebbe dapprima rifiutata di salire sul pullman guidato da una donna appunto e avrebbe chiesto una sostituzione al maschile che una volta negata ha portato la scuola ad annullare l'intera gita!.*

Mentre sono notizie di qualche periodo fa che a Dubai invece per risolvere il problema della sicurezza e della privacy hanno sperimentato con successo, tanto che ne sono poi entrati a pieno ritmo 150, taxi in rosa guidati da donne e esclusivamente per donne e pochi mesi fa arrivati anche ad Instabul, un po' quello che era già successo anche in Inghilterra per la verità e anche da noi in Emilia, Trentino e anche il nostro sindaco aveva in mente qualcosa di simile mi sembra di ricordare poi però non so che cosa abbia impedito questa realizzazione, anzi si parlava di propri e veri autobus solo per donne, eh noi quando facciamo una cosa la facciamo fatta bene, mica solo una vettura o dei vagoni ma interi mezzi ;) ma vabbè lasciamo stare.. ancora più recentemente mi vengono in mente appunto i vagoni dei treni e della metropolitana in Giappone dove per risolvere il problema delle molestie sui mezzi pubblici si sono riservate zone di questi esclusivamente alle donne.

Certamente questi sono dei palliativi che possono a volte forse far anche sorridere bonariamente chi è abituato a guardare questi fenomeni ma che chiaramente non sono in grado di risolvere il problema delle molestie e violenze contro le donne nei paesi occidentali e del problema dei diritti fondamentali che alcuni paesi islamici si trovano a dover affrontare.

Questa piccola rivoluzione però almeno in Arabia Saudita quale sia la reale motivazione degli abrogazionisti può sempre apportare nuove riforme come è successo in Marocco dove dopo numerosi casi di incidenti stradali alle donne è stato proibito...indossare il velo , sì sembra quasi uno scherzo e invece no, sia il niqab, il velo che lascia scoperti solo gli occhi e a maggior ragione il velo integrale sono stati proibiti perché limitano la visuale e sono causa di incidenti*.
Quindi auguro a tutte le donne che combattano tutti i giorni anche per piccoli riconoscimenti senza mai indietreggiare sul loro terreno, piccola o grande che sia la nostra conquista è la nostra e nessuno potrà levarcela e chissà che da quella, come una pianta in fiore, possano nascere altri frutti!.
(si vede che nel week end ho fatto giardinaggio :)?).

* 21/01/08 The Telegraph;
* 25/05/06 Metro;
*6/02/07 E-Polis.

giovedì 24 gennaio 2008

Un pò di aria fresca

E' solo di ieri la notizia che in Arabia Saudita è caduto un divieto che aveva per noi occidentali dell'incredibile ma che purtroppo come spesso succede contraddistingue invece altre realtà lontane e a volte neanche troppo da noi ma soprattutto dal nostro modo europeo di vivere e interpretare la vita.

In questo paese così enigmatico e poco conosciuto molto chiuso su e in se stesso, è finalmente caduto un tabù che contraddistingueva la vita delle donne saudite che senza un tutore, e non stiamo parlando di materiale sanitario ma della necessaria presenza coatta di un parente di sesso maschile(figlio, padre, fratello, marito, cognato...)non potevano entrare e prendere ristoro in un albergo.

Sì effettivamente questo aspetto della vita quotidiana è presente in molte società islamiche, ricordo che perfino in Algeria questo aspetto mi colpì molto quando parlando mi dissero che non tutte le donne erano libere di uscire anche solo a fare la spesa se non avevano un maschio con loro (figlio adolescente, nipote, marito...) ma finalmente almeno in Arabia Saudita questo costume ora è stato superato dalla decisione del Re, dopo che alcune donne seppur in situazioni critiche non erano state accolte negli alberghi perché da sole, che si è reso conto come questo divieto era dovuto ad una interpretazione troppo rigida della sharia.


L'Arabia Saudita con questo sovrano mano a mano si sta dimostrando pronta ad un cambiamento sostanziale lento ma profondo della sua società senza rinunciare alla propria tradizione, senza stravolgersi o occidentalizzarsi per forza, certo i cambiamenti soprattutto da un punto di vista così delicato come la realtà femminile sono indispensabili ma a lungo termine poiché ci vorrà comunque molto affinché il tessuto societario li assimili e li accetti ma bisogna pur cominciare da qualche parte sperando che questo esempio possa fare da guida per altri paesi in cui ancora la condizione delle donne non è rispettata fin nei minimi aspetti quotidiani.


Per chi volesse avere uno stralcio della realtà saudita da un punto di vista femminile consiglio questo libro uscito da poco e scritto da una giovane ventiquattrenne saudita appunto e che si intitola "Le ragazze di Riad" censurato o comunque non apprezzato in patria ha avuto molta eco all'estero ed ora è uscito anche qui da noi...buona lettura!.


mercoledì 23 gennaio 2008

Chi è senza peccato...

Ishtar Alabina

Ebbene sì ho ceduto, ho peccato padre...anch'io ho aperto una mia pagina su Myspace!!! Dopo parecchi giorni di meditazione e altrettanti di difficoltà tecniche, ieri per caso mentre ci riprovavo per la 30esima volta , all'improvviso la mia iscrizione è stata valida e tutto è cominciato...

Mi sono scatenata alla ricerca dei contatti che mi interessava avviare in primis con Angelo e Francesca ;), ma poi Yasmin Nammu che molto carinamente, come sempre, mi ha risposto subito e sempre in modo carino ma anche Rachel Brice e Ansuya, ma non solo anche contatti con alcune femministe americane alcune delle quali purtroppo ancora più virtuali perchè passate a miglior vita già da un pò, però ci sono anche cantanti e gruppi veramente particolari come Armen Ra e Ishtar Alabina e finchè è stata in vita anche Cheika Rimitti, la mamma dei rai algerino, sì sicuramente sono tutte amicizie per modo di dire io preferisco chiamarli contatti che però effettivamente ti danno l'opportunità quanto meno di scambiare due righe di numero con una persona che magari non avresti mai potuto contattare veramente, tipo oggi quando ho detto a Rachel Brice che l'aspettavo a Roma, con una certa faccia tosta o per usare un'espressione araba una faccia da...


Nina Hagen