venerdì 11 gennaio 2008

Il regalo più bello

Oggi ho ricevuto visite dai miei parenti "lontani" non nel senso genealogico del termine ma geografico, come consueto mi hanno portato prodotti biologici da loro coltivati o prodotti come cavolfiori, verza, olio e anche...quella che io pensavo fosse finta da che è bella anche se sarà presto tagliata e messa a conservare, una zucca bellissima a cui non ho resistito; ho fatto alcune foto per condividerle con voi (ora avete ogni buon motivo per essere legittimati a pensare alla mia follia come ad un fatto reale e non come ad un vostro dubbio!); da questa "madre" zucca ho già pianificato di piantarne i semi in giardino per la prossima primavera intanto mi gusterò questa prelibatezza, mi piace troppo la zucca e poi così da coltivatore al consumatore con la sicurezza di mancanza totale di pesticidi e simili...Vi terrò informate/i sulle diverse ricette con cui farò a mano a mano sparire questa meraviglia ma rimarranno sempre le foto a testimoniarne la bellezza aspettando il prossimo anno di raccoglierne di mie, anzi se avete qualche ricettina alla zucca ogni suggerimento è apprezzato e magari il prossimo raccolto, a seconda di come avrò intrapreso la mia nuova professione "part-time da agricoltrice biologica fai da te", una bella cenetta ristoratrice per tutti ovviamente alla zucca!!! Lo so che è solo una zucca ma mi esalto per queste piccole cose, ve l'ho detto ora siete legittimati a pensare che io sia pazza :)

giovedì 10 gennaio 2008

Dedicato a tutte...

Oggi ricorre l'anniversario della scomparsa della prima donna latino americana che negli anni '40 vinse il premio Nobel per la Letteratura e di cui rimando al sito di O G per chi volesse approfondire; per ricordarla dedico a tutte noi questa sua poesia, intitolata
"Those Who Do Not Dance":

A crippled childSaid,
“How shall I dance?”
Let your heart dance
We said.

Then the invalid said:
“How shall I sing?”
Let your heart sing
We said

Then spoke the poor dead thistle,
But I, how shall I dance?”
Let your heart fly to the wind
We said.

Then God spoke from above
“How shall I descend from the blue?”
Come dance for us here in the light
We said.

All the valley is dancing
Together under the sun,
And the heart of him who joins us not
Is turned to dust, to dust.

Traduzione di Helene Masslo Anderson

E questo video tratto da un'altra sua poesia intitolata "La Bailarina" di cui dò il testo integrale:

La Bailarina

La bailarina ahor est danzando
la danza del perder cuanto tenia.
Deja caer todo lo que ella habia,
padres y hermanos, huertos y campinas,
el rumo de su rio, los caminos,
el cuento de su hogar,
su propio rostroy su nombre,
y los juegos de su infancia
como quien deja todo le que tuvo
caer de cuello, de seno y de alma.

En el filo del dia y el solsticio
baila riendo su cabal despojo.
Lo que avientan sus brazos es el mundo
que ama y detesta, que sonrie y mata,
la tierra puesta a vendimia de sangre,
la noche de los hartos que no duermen
y la dentera del que no ha posada.

Sin nombre, raza ni credo, desnuda
de todo y de si misma, da su entrega,
hermosa y pura, de pies voladores.
Sacudida como arbol y en el centro
de la tornado, vuelta testimonio.

No esta danzando el vuelo de albatroses
salpicados de sal y juegos de olas;
tampoco el alzamiento y la derrota
de los canaverales fustigados.
Tampoco el viento agitador de velas,
ni la sonrisa de las altas hierbas.

El nombre no le den de su bautismo.
Se solto de su casta y de su carne
sumio la canturia de su sangre
y la balada de su adolescencia.

Sin saberlo le echamos nuestras vidas
como una roja vest envenenada
y baila asi mordida de serpientes
que alacritas y libres la repechan,
y la dejan caer en estandarte
vencido o en guirnalda hecha pedazos.

Sonambula, mudada en lo que odia,
sigue danzando sin saberse ajena
sus muecas aventando y recogiendo
jadeadora de nuestro jadeo,
cortando el aire que no la refresca
unica y torbellino, vil y pura.

Somos nosotros su jadeado pecho,
su palidez exangue, el loco grito
tirado hacia el poniente y el levante
la roja calentura de sus venas,
el olvido del Dios de sus infancias.




E per concludere un Tango di Roxanne dedicato a questa grandissima potessa e donna.

mercoledì 9 gennaio 2008

Wow finalmente!!!


Ieri sera finalmente ho ripreso dopo circa due mesi di stop per cause di forza maggiore, danza ed è stato bellissimo, la lezione di ieri si è concentrata prevalentemente sui ritmi MAKSOOM, MASMUDI KEBIR e la RHUMBA egiziana veramente sensuale e molto bella, non l'avevo mai ballata prima e poi coreografia su Oum Khaltum...con passi difficili ma non impossibili come altre volte Salua ha "preteso" e molto belli e raffinati. Ho gli addominali doloranti da ieri notte da come ho smesso la lezione ma sono felice di aver ripreso, di come tutto sommato sono andata ieri e di non essermi troppo arrugginita ma mi rendo anche conto che due mesi sono molti e devo recuperare tanto ma la volontà e la grinta non mancano!!! perciò come diceva Martha Graham: "la grandezza di un ballerino non si vede solo dalla sua tecnica ma dalla passione che ci mette!" ;)

lunedì 7 gennaio 2008

La mia befana

La mattina del 6 gennaio, mi sono alzata un po' intirizzita dal freddo, la caldaia aveva fatto le beffe tutto il giorno e così l'avevamo spenta in via precauzionale, fortunatamente i condizionatori invece avevano fatto il loro dovere e la casa si era riscaldata piano piano con costanza, ma durante la notte nel torpore morfeico avevo spento l'impianto e così la mattina dopo, quella appunto del 6 gennaio, il risveglio era avvenuto per gradi, da sotto le coperte sono usciti prima le punte dei capelli, giuro di averle sentite starnutire, poi a mano a mano tutta la testa , gli arti superiori e poi il tronco e dopo un periodo di adattamento climatico, alla fine mi sono decisa a scendere dal talamo, infilandomi subito vecchia vestaglia di pile e ciabbatine di cotone decisa ad avviarmi a ripristinare l'impianto calorifero.

Mentre mi avviavo verso i condizionatori, passo davanti lo specchio del corridoio e quasi ho un sussulto di terrore...la befana, è proprio lei con i suoi capelli mal conci, le vesti non proprio all'ultima moda, il suo naso a becco e quel cappello alto in punta, sì questa volta è proprio lei, dopo tanti anni ora in età adulta eccola che finalmente la incontro... Ma appena mi avvicino l'immagine si dilegua e no sono solo io, che scema, di prima mattina senza occhiali non distinguerei un elefante da un cagnolino!, i miei capelli arruffati e il mio abbigliamento anti freddo hanno fatto l'illusione, riprendo quindi la mia strada verso la salvezza del calore indotto quando qualcosa attira la mia attenzione, qualcosa che prima non c'era, che per tutto il giorno non c'era stato, qualcosa che lì non c'era mai stato, qualcosa che non apparteneva all'arredo di quella casa...dal camino qualcosa è cresciuto, mi avvicino furtiva già pronta ad urlare o ad invocare aiuto, penso a qualche animale che si è intrufolato dalla canna fumaria, a qualche uccellino o peggio ancora a qualche roditore di spiacevole mole e socialità. Mi faccio coraggio e cerco di protendermi il più possibile per cercare di mettere a fuoco l'immagine...sì è qualcosa di grigio, oddio è un topo, e ora come faccio che gli faccio!Proprio a casa di una animalista doveva venire questo e poi una volta entrato lui e preso possesso dello spazio chiamerà tutta la sua famiglia, e dove li metto!, qui urge una soluzione diplomatica e non nociva per nessuno, come accoglienza e per fargli capire che qui siamo gente di pace, come benvenuto e per tranquillizzarlo per poi farlo ragionare sul da farsi, ossia abbandonare questa casa che è già abitata, potrei leggergli o leggerle Il cantico dei cantici, in mancanza di un San Francesco interlocutore del mondo animale magari comunque la sua opera potrebbe sortire effetti positivi sulle eventuali intenzioni belligeranti del topo e lo ben predisporrebbe ad un negoziato non violento.


Mentre sono assorta su questi pensieri un sussulto mi riporta alla realtà, una realtà che mi fa rabbrividire e gelare sulla mia posizione già statica su una mattonella del pavimento a circa 2 metri di distanza...quel coso o quella cosa, qualunque cosa sia...si muove, trattengo l'urlo di paura che già da prima mi ero preparata a far uscire dall'ultimo muscolo diafframmale e arretro a distanza di sicurezza maggiore, non si sa mai...ma sento dei passi mi sembrano umani che mi colgono alle spalle...bloccata dal terrore ormai sono quasi accovacciata su di me, sulle mie ginocchia piegate come un atleta pronto ai blocchi per partire a gambe elevate, quando questi passi, quasi felpati per dire la verità, si avvicinano sempre di più, chiudo gli occhi per qualche secondo ma la curiosità è più forte mano a mano che i passi si avvicinano sto quasi ancora una volta per urlare, quando vedo passare una pantofola a righe e con lei il mio compagno indifferente al mio maldestro mimetismo, cerco di fermarlo per non farlo proseguire oltre la soglia di sicurezza da me solcata ma non ce la faccio ancora prima che io possa fermarlo lui si dirige senza indugi verso il caminetto e tutto divertito e compiaciuto si gira verso di me, e mi dice: "guarda la calza!" , eh!!! Rimango interdetta con un' espressione pari a quella degli occhi delle mucche, non so se l'avete presente, quello sguardo all'infuori misto tra interdizione e/o la pazzia pura, mi avvicino ormai senza più remore e...è vero è una calza della befana sto per strappargliela dalle mani quando lui repentino alza il braccio impedendomi di afferrarla e dice: "non è per me!", vabbè allora a maggior ragione è mia, dammela, la voglio! ma riesco appena a finire di pensare che lui subito aggiunge: "ma non è neanche per te!", ecco c'è comunque la fregatura! La befana ha sbagliato caminetto, vabbè poverina è vecchia e poi sai quanti giri in una notte...si sarà confusa mi dispiace solo per quel bambino che quest'anno non riceverà la sua calza, che magari dopo aver passato una notte tra il dormiveglia per l'eccitazione e la curiosità di poter sentire la befana arrivare e magari di poterla vedere...alzandosi ci rimarrà davvero male non trovando proprio nulla, neanche una calza di tutto carbone, niente neanche quella!; i miei soliti pensieri vengono ancora una volta spazzati via da lui che mi dice: "Non è per me per te!", sì questo è l'unica cosa che ho capito, penso, "E' per la nostra amata nipotina!!!"...ah è per lei, giusto! meno male allora non ci sarà nessuno bambino a cui mancherà una calzetta! Ma ce ne sarà una che ne avrà due, speriamo che questa però non sia piena di solo carbone! ;).

venerdì 4 gennaio 2008

A quelli buoni e a quelli no...

Ecco che si avvicina ancora una volta come ogni anno la festa che amo di più...l'epifania anche se tutte le feste si porta via.

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana:
Viva viva la Befana!


Il termine "epifania" significa "manifestazione, presenza divina" in greco da cui deriva. In realtà questo termine proviene da antiche tradizione agrarie pagane, la vecchietta raffigurerebbe infatti l'anno trascorso e i doni, un augurio di prosperità per il nuovo anno, da qui anche le numerose tradizioni presenti sul nostro territorio, seppur ognuna con diverse caratteristiche, di bruciare un fantoccio di vecchietta in piena visione pagana, del vecchio pronto a rinascere.

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la scopa di saggina:
viva viva la nonnina!


La leggenda invece narra di una vecchietta che incontrati i Re Magi sulla via di Betlemme non volle accompagnarli ma che al mattino dopo, pentitasi, si mise alla ricerca del bambinello che però non trovò e da allora cominciò a cercare vagando senza sosta e portando doni a tutti i bambini che incontra sperando che siano Gesù.

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
viene e bussa alla tua porta
sai tu dirmi che ti porta?


Cristianamente parlando invece, già dal III secolo i cristiani iniziarono a commemorare, con il termine Epifania, le manifestazioni divine (come i miracoli, ecc.) di Gesù. Oggi con l'Epifania si celebra la prima manifestazione della divinità di Gesù all'intera umanità, con la visita solenne e l'offerta di doni dei magi.
Ma nel IV secolo l'Imperatore Costantino decise di anticipare la festa della nascita di Gesù per farla coincidere con quella pagana del Sole che cadeva appunto il 25 dicembre come modo per "debellare" i riti pagani e convogliare maggiori fedeli alla causa del cristianesimo. A seguito però di questa decisione la festa del 6 gennaio rimaneva per così dire "scoperta" si decise allora, di farla coincidere con l'arrivo della adorazione dei Magi.
Nelle chiese cristiane ortodosse, il 6 gennaio si celebra ancora la Nascita di Gesù, a causa di una differenza fra calendario gregoriano e quello giuliano precedente, ancora in uso in certe chiese ortodosse.

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!


E' inutile dire che a me la befana è sempre stata simpatica sarà stato il mio germe femminista in erba pronto a germogliare ma la befana ha riscosso sempre molta simpatia, molta di più che non per Babbo Natale, e se ci penso anche ora razionalmente effettivamente la Befana ha dei pregi tutti suoi che il babbo si sogna, innanzi tutto è in grado di deambulare a bordo della sua scopa ed è autonoma ed indipendente da renne (sfruttamento animale) e da elfi a cui non fa preparare alcun dono (sfruttamento di lavoro non riconosciuto) e poi alla sua età è ancora attiva e propositiva e anzi dispensa ricompense ai buoni e redarguisce i cattivi, e il babbo invece fa fare tutto ad altri e si prende lui tutti gli onori...eh eh eh babbo così non va, prendi esempio da una giovane vecchietta sprint magari ti aiuterebbe a smaltire il girovita di troppo!

La befana nella sua iconografia è altamente imparentata con le streghe a testimoniare la loro comune radice pre-cristiana che affonda nel paganesimo e per essere ancora una volta femminista over all, dedico questa filastrocca a tutte le donne a cui capiterà di leggere questo post, un augurio affinché ci venga riconosciuta autonomia, indipendenza, libertà creativa ed interpretativa, in ogni donna si nasconde una strega/befana:


La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte;
viene, bussa e scappa via,
la befana è mamma mia.


E nella notte del 5 gennaio potremmo liberamente urlare ancora una volta: "tremate tremate le streghe son tornate!!!"

Auguri a tutte le Befane, Babushke e Babe Jaga della Terra!!!